Passeggiando per via dei Fori Imperiali, oltrepassati i mercati di Traiano e la sua colonna, un monumento, forse uno dei simboli che rappresentano maggiormente l’Italia nel mondo, si staglia davanti ai nostri occhi: il Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II, meglio conosciuto con il nome di Vittoriano o Altare della Patria.

vittoriano-inaugurazioneIl giorno dell’inaugurazione del Vittoriano

Inizialmente concepito come monumento alla dinastia dei Savoia, successivamente divenne luogo per la sepoltura del Milite Ignoto, il corpo di un militare italiano morto durante la Grande Guerra, che rappresenta tutti i caduti e i dispersi nelle varie battaglie. Il progetto che vinse il concorso bandito nel 1882 fu quello di Giuseppe Sacconi, che si ispirò ai maestosi santuari ellenistici, come l’Altare di Pergamo ( oggi interamente conservato al Pergamon Museum di Berlino); una sorta di “foro moderno” che avrebbe accolto i cittadini, simbolo dell’Italia unita e che avrebbe affiancato i monumenti circostanti della Roma repubblicana ed imperiale.

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Tomba del Milite Ignoto

Non solo: l’intento del Sacconi era anche quello di rappresentare, allegoricamente e geograficamente, tutta l’Italia, attraverso personificazioni di virtù, città, regioni e mari. L’unica raffigurazione non simbolica è la statua di Vittorio Emanuele II a cavallo, che si erge proprio al centro della struttura. Il progetto originale si basava su una struttura in travertino, per cercare di “imitare” i grandiosi edifici romani, successivamente però fu impiegato il marmo botticino, un materiale molto più malleabile del travertino.

Statua_Equestre_di_Vittorio_Emanuele_IIStatua equestre di Vittorio Emanuele II

La prima pietra fu posta ufficialemente nel 1885, durante il regno di Umberto I, che nel 1900 verrà assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci, durante una visita ufficiale a Monza. Per procedere alla costruzione furono abbattuti l’originaria area medievale che comprendeva la Torre di Paolo III, l’arco di San Marco e i tre chiostri del convento dell’Ara Coeli: queste demolizioni provocheranno negli anni successivi un’aspra critica da parte degli storici e dei critici d’arte che vedranno nell’edificio un anacronistico tentativo di riportare a Roma la classicità imperiale, soprannominando il monumento “torta nuziale” o “macchina per scrivere”.

downloadTorre di Paolo III

Il complesso statuario delle regioni, situato sopra il sommoportico, trae ispirazione dalle allegorie delle provincie che venivano poste sui monumenti celebrativi dell’antica Roma. All’epoca della costruzione vi erano soltanto 16 regioni, ognuna venne affidata ad uno scultore diverso: alte 5 metri, hanno dei simboli, degli oggetti scolpiti che ricordano la regione che rappresentano. Lo stesso vale per le rappresentazioni scultoree delle città, rappresentate anch’esse col loro stemma e la loro simbologia, tutte realizzate da Eugenio Maccagnani.

PicMonkey C ollage Personificazione dell’Umbria e delle Marche

Negli ultimi anni al suo interno vengono allestite mostre di grandissimo successo, che portano migliaia di visitatori ogni anno in questo simbolo dell’Italia Unita che, pur essendo stato costruito durante la monarchia sabauda, rimane ancora oggi uno dei più importanti simboli patrii della nostra Repubblica.