Collocato sull’angolo tra Rio di Ponte Piccolo e Rio della Pallada, il progetto sostituisce una costruzione esistente conservandone la ciminiera e assume il ruolo di cerniera urbana per la definizione dei percorsi all’interno dell’area dell’ex Junghans. L’edificio si presenta da lontano come parte integrante del tessuto storico pre-esistente, ma, con l’avvicinarsi, si rivela nella sua autenticità: le aperture sfalsate, il trattamento dei rivestimenti e le cornici in pietra d’Istria, rappresentano il distacco dalle tradizioni classiche dell’architettura veneziana, nonostante l’utilizzo di materiali tipici del luogo. Il fronte sud è invece concepito in rapporto alla ciminiera presente sul lotto, dove l’edificio sembra esserle stato costruito attorno.

Edificio D, La Giudecca © CZA – Cino Zucchi Architetto

Il progetto di Cino Zucchi è pensato in modo tale da attribuire ad un vano scala centrale la funzione di distribuzione verso quattro alloggi per piano. Un caratteristico semi-patio ha il compito di segnalare l’ingresso principale all’edificio abitativo. Ogni livello presenta alloggi per single, coppie o famiglie collegati tra di loro dallo stesso pianerottolo. La conformazione dei singoli moduli abitativi segue la tradizionale maniera di progettazione residenziale, dividendo la zona giorno dalla zona notte attraverso uno spazio filtro, chiamato anticamera, e permettendo gli affacci su due o tre fronti.

Edificio D, La Giudecca, studio della pianta © Diego Sanna

La zona giorno è un ambiente spazioso ad open space, dove si trova la porta d’ingresso. Negli alloggi più piccoli la cucina fa parte dello stesso vano, mentre in quelli più grandi fa parte di un ambiente separato dal soggiorno. Nella zona notte sono presenti camere da letto e bagni.

Edificio D, La Giudecca, dettaglio aperture© Favorelli

Le aperture sono dimensionate in funzione degli ambienti. Per l’ingresso-soggiorno l’architetto ha predisposto aperture di forma rettangolare allungata, mentre per la cucina e i bagni le stesse sono ridimensionate a forma quadrata. La corte, composta da aperture quadrate, è aperta verso la ciminiera e permette l’illuminazione diretta del vano scala. La varietà delle aperture nel prospetto è dovuta dall’uso di cordoli in calcestruzzo armato a tutto spessore collocati nelle murature in corrispondenza dei solai. Questo permette all’architetto di realizzare aperture nei muri in totale libertà.

“Per confrontarsi con la città, questa architettura non potrà che essere complessa, colta e, al contempo, pura, sicura di sé. Essa dovrà dimostrare di essere all’altezza della città, di esserne degna; ma non attraverso una mascherina dipinta.” – Cino Zucchi