Quando ancora gli aerei non esistevano, il desiderio di ascendere, di dominare il cielo era già insito nell’uomo. Non avendo ancora i mezzi per volare, tentava di avvicinarsi sempre di più alla vastità celeste, che molto spesso raffigurava la divinità o quanto meno il suo regno. Torri e palazzi svettavano nelle città del passato, ma il modo più efficace per raggiungere, rappresentare e dominare il cielo era la costruzione di una cupola: una costruzione architettonica, una calotta, molto spesso a base circolare, che poggia su un tamburo e raccordato a un edificio tramite dei pennacchi. Sin dall’antichità, l’uomo ha perfezionato la sua tecnica per costruire cupole sempre più alte e imponenti, che fossero visibili da chilometri di distanza. Dall’Europa in Medio Oriente vi sono molteplici esempi di cupole maestose che hanno segnato la storia dell’arte.

Progetto di Bramante per la cupola di San Pietro, fonte: Wikipedia Commons

Progetto di Bramante per la cupola di San Pietro, fonte: Wikipedia Commons

La prima che andremo ad analizzare è senz’altro una delle più famose e più grandi cupole del mondo, la cupola del Pantheon a Roma, realizzata nel I secolo d.C. Con i suoi 43 metri di diametro e 5,000 tonnellate di peso, poggia senza tamburo direttamente sulla struttura dell’edificio. L’interno è decorato con cassettoni strombati, cioè degradanti verso l’interno, che aumentano con un gioco ottico, l’estensione della cupola. Il materiale utilizzato è il calcestruzzo, materiale che tende a stabilizzarsi sempre di più nei secoli. Caratteristica principale di questo prodigio dell’architettura è l’oculo al centro della cupola: la leggenda vuole che la pioggia possa passarci attraverso, ma è un mito sfatato date le grate poste al di sotto della struttura.

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Pantheon, fonte: https://media-cdn.tripadvisor.com

Brunelleschi, pur avendo perso il concorso per la porta nord del Battistero di Firenze, si è riscattato e ha lasciato la sua impronta nella storia realizzando la gigantesca cupola di Santa Maria del Fiore. Dato l’esteso diametro del tamburo ottagonale, era escluso l’utilizzo delle centine, cioè le strutture in legno che sorreggono la volta durante la costruzione. Così con l’intervento di costoloni, una seconda cupola interna e di una disposizione a spina di pesce dei conci, la cupola, anello dopo anello, si autoreggeva e si innalzava, sotto lo sguardo incuriosito dei fiorentini e degli studiosi del tempo che non riuscivano a spiegarsi come fosse stata possibile la realizzazione senza alcun ponteggio. Ancora oggi questo rimane un mistero irrisolto e la cupola di Santa Maria del Fiore rimane uno dei più grandi capolavori (o miracoli?) dell’arte italiana.

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Cupola Santa Maria del Fiore, fonte: Wikipedia Commons

Il Cupolone, così viene chiamato dai romani. Il simbolo della cristianità, riconoscibile da tutti: la cupola di San Pietro a Roma. Vari sono stati i progetti per la realizzazione di questa struttura: personalità come Raffaello, Bramante e molti altri hanno tentato, ma solo Michelangelo Buonarroti ci è riuscito. Iniziò dallo zoccolo, nel 1549, per poi completare interamente tutto il tamburo, in cui si alternano finestre timpanate e un doppietto di colonne collegate da un unico architrave. Dopo la morte di Michelangelo, la calotta e la lanterna, la parte alta della cupola, furono completate da Giacomo della Porta. La facciata, realizzata successivamente e troppo orizzontale per i critici dell’epoca, non valorizzava la cupola, anzi la metteva in secondo piano facendola “ritrarre”. Successivamente Bernini realizzando lo splendido colonnato, riuscì a riportare valore alla cupola del Buonarroti.

Cupola di San Pietro, fonte: http://www.tgtourism.tv/

Cupola di San Pietro, fonte: http://www.tgtourism.tv/

Torniamo indietro di molti secoli, precisamente nel 532 d.C. quando Santa Sofia a Costantinopoli (l’odierna Istanbul) venne danneggiata durante una rivolta. L’imperatore Giustianiano affidò così il completo restauro a due dei più famosi architetti bizantini: Antemio di Tralle e Isidoro da Mileto. Costoro realizzarono, oltre alla nuova chiesa, un’enorme cupola di 40 metri di diametro su pennacchi che fungevano da mediazione tra il “cerchio” della cupola e il “quadrato” dell’edificio sottostante. Col tempo però, il peso deformò la struttura che, dopo pochi anni, per mano di Isidoro da Mileto il Giovane, fu risistemata e ricostruita 7 metri più alta, così da distribuire il peso più equamente.

Santa Sofia, fonte: http://www.frammentiarte.it/

Santa Sofia, fonte: http://www.frammentiarte.it/