Non c’è mare che non si adatti alla finestra, diceva il messicano Raul Aceves. E l’architetto ha sempre amato confrontarsi con esso, pur considerandone anche gli aspetti svantaggiosi a livello costruttivo, ma anche, storicamente, di esposizione ai pericoli che provenivano dal mare.
L’uomo non è mai riuscito a farne a meno. Noi italiani lo sappiamo bene, con i nostri quasi 7500 chilometri di costa, e lo sappiamo ancora di più con il caldo estivo, quando le città dell’entroterra si svuotano e tutti cercano un po’ di refrigerio nelle meravigliose spiagge del nostro Paese.

fonte: jamesegardner.com

Sicuramente la prima architettura che si relaziona magnificamente al mare è Villa Malaparte, nella costiera amalfitana, ma abbiamo raccolto altre 15 inusuali e particolari architetture italiane affacciate sul mare, per non farvi lasciare l’amore per l’architettura a casa neanche durante le vacanze.

 

Stazione Marittima di Salerno

Rimanendo in costiera amalfitana, nominiamo una new entry dell’architettura italiana: la stazione marittima di Salerno è stata inaugurata nel 2016 ed è uno dei più recenti progetti dell’archistar Zaha Hadid. Le critiche sull’utilità di questa opera probabilmente ancora non si sono spente ma le curve sinuose e calibrate di questo edificio vanno sicuramente ammirate dal vivo.

fonte: comune.salerno.it © Massimo Pica

fonte: comune.salerno.it

Tempio di Giove Anxur (Terracina, Latina)

Per un salto indietro nel tempo, l’antico tempio romano di Giove Anxur arroccato su un promontorio a picco sul mare è imperdibile. Un lungo portico arcato incornicia l’orizzonte e la posizione rialzata permette di godere una vista quasi a 360 gradi sul Lazio meridionale. Il tramonto sul Tirreno è magico.

fonte: latuaitalia.it

Ampliamento del Cimitero di Santo Stefano al Mare (Imperia)

Un cimitero forse non è l’ideale per le vacanze, ma questo interessante ampliamento realizzato dallo studio Amoretti Calvi in Liguria si affaccia proprio sulla ciclabile lungomare della Riviera dei Fiori. La purezza di questo intervento ci ricorda il memoriale di Eisenman berlinese e la stretta relazione con il mare, visibile a più riprese fra i prismi in marmo, è molto poetica.

fonte: divisare.com

fonte: divisare.com

fonte: divisare.com

Covo di Nord-est (Santa Margherita Ligure, Genova)

Dopo il pathos del cimitero di Santo Stefano, vi consigliamo un passaggio a Santa Margherita Ligure per un po’ di movida. Il Covo di Nord-est, locale notturno nato nel 1934, ha visto generazioni di viveurs ballare al chiaro di luna. Lo studio LLabb lo ha recentemente ripulito dalla sovrapposizione di stili con un ritorno al design originale. Materiali, forme e una vista mozzafiato sulla costiera ligure ci riportano al glamour della prima metà del Novecento.

fonte: divisare.com

fonte: divisare.com

Santuario di Monte Grisa (Trieste)

Il criticatissimo periodo brutalista ha lasciato un’eredità pesante all’architettura italiana, ma è indubbio che eserciti un certo fascino per l’intraprendente uso del cemento e per la scala spesso sproporzionata delle forme. In Friuli, quasi al confine con la Slovenia, negli anni ’60 è stata costruita una imponente doppia chiesa triangolare, a 330 metri d’altezza, rivolta verso il golfo di Trieste. Il contrasto dell’architettura geometrica con il paesaggio circostante crea sinestesie molto particolari.

fonte: turismofvg.it

Ex-colonia Le Navi, ora Acquario di Cattolica (Rimini)

Le colonie marine, nate soprattutto nella prima metà del Novecento, caratterizzano molte spiagge italiane con le loro particolari architetture. La colonia XVIII Ottobre di Cattolica, ora trasformata in acquario visitabile, è sicuramente una di queste. Giustamente soprannominata dagli abitanti “Le navi”, data la bizzarra forma degli edifici e le finestre ad oblò, ha avuto più fortuna di molte altre colonie che versano ancora in stato di abbandono, essendo stata riqualificata nel 2000.

fonte: thesubmarine.it

© Fabio Gubellini

Ponte del mare (Pescara)

Il Ponte del Mare, inaugurato nel 2009, è il più lungo ponte ciclopedonale italiano e unisce le due rive del fiume che attraversa la città di Pescara. Il suo tracciato curvilineo a due diramazioni è sorretto da un pilone centrale leggermente inclinato, con una sorprendente tensione formale e strutturale. Innanzandosi dal suolo, offre una vista inedita della città e del suo mare.

fonte: rete8.it

Trabucchi del Gargano (Foggia)

Queste strane strutture in legno sorreggono delle gigantesche reti: risalgono a tempi immemori, sono sparse in tutto l’Adriatico e nascono dall’esigenza di fronteggiare i pericoli del mare mantenendo i piedi sulla terraferma. L’architettura di questi strumenti rudimentali di pesca è molto affascinante ed è nato un vero e proprio itinerario alla loro scoperta. Alcuni di questi sono anche stati trasformati in piccoli ristoranti di pesce in riva al mare. Più chilometro zero di così!

Porto Flavia (Carbonia Iglesias)

La Sardegna è un’altra cosa, D.H. Lawrence lo sa bene, e chi l’ha vissuta non la dimentica. La miniera di Porto Flavia si trova nel sud dell’isola ed il suo nome evoca la presenza di un porto, che rimane “sospeso” sulla scogliera. Una galleria di 600 metri, prodigio ingegneristico per l’epoca (fu scavata nel 1924), sbuca su uno strapiombo a mezza altezza dal quale si può ammirare il bianco scoglio del Pan di Zucchero. Dal mare è visibile l’elegante facciata scolpita nella roccia, su cui campeggia la scritta “Porto Flavia”, come dedica alla figlia del progettista.

fonte: wikipedia.it

fonte: sardegnainblog.it

Escala del Cabirol (Alghero, Sassari)

Tra le scogliere calcaree del promontorio di Capo Caccia, nel nord Sardegna, 656 gradini mozzafiato conducono fino alle meravigliose Grotte di Nettuno, scendendo fino al livello del mare. Il suo nome, nel catalano algherese, significa “scala del capriolo”, probabilmente proprio perché negli anni ’50 la sua costruzione seguì le tracce dei percorsi di questi animali lungo la scogliera.

fonte: wikipedia.it

Fornace Penna (Sampieri, Ragusa)

Una vera e propria cattedrale industriale abbandonata nel sud della Sicilia, di elevatissimo valore architettonico, si affaccia sul mar Mediterraneo. La Fornace Penna produceva laterizi nella prima metà del Novecento finché un incendio la distrusse. Rimane ora la sua ciminiera e lo scheletro arcato di questo edificio, in stato di grande degrado, ma la stupefacente bellezza di questo luogo è incomparabile.

© Rosalba Nifosì

Punta Bianca (Agrigento)

Le bianche e argillose scogliere dell’Agrigentino sono famose per la Scala dei Turchi, ma più a sud c’è il tesoro nascosto della spiaggia di Punta Bianca, un paesaggio incontaminato segnato dalla presenza di ruderi militari e bunker della seconda guerra mondiale. La casa dei doganieri in pietra evoca un tempo lontano e difficile dove ora regna il silenzio e il mare.

fonte: mapio.net

Fiumara d’arte (Messina)

Non solo architettura ma anche arte in dialogo con il mare: il museo a cielo aperto “Fiumara d’arte” è costituito da una serie di sculture che si inseriscono nel paesaggio siciliano della provincia di Messina, lungo il torrente Tusa. 12 incredibili opere fra cui La finestra sul mare (o Monumento a un poeta morto), che è del 1989. Ma il tesoro di questo museo continua a crescere: del 2010 è la titanica Piramide al 38° parallelo.

fonte: wishsicily.it

fonte: wishsicily.it