di Lucio Bove & Valerio Rennola

Il mausoleo di Ottaviano Augusto (63 a.C-14 d.C.) è l’edificio sepolcrale circolare più imponente a noi giunto dall’antichità. Con i suoi 300 piedi romani di diametro (circa 87 m), la struttura  supera in dimensioni anche il mausoleo dell’imperatore Adriano (76-138 d.C.), oggi castel Sant’Angelo.

Augusto diede inizio al suo monumento funebre nel 28 a.C., dopo aver sconfitto Marco Antonio e l’esercito tolemaico guidato da Cleopatra nella battaglia di Azio nel 31 a.C., ponendo di fatto fine alla guerra civile che funestava la Repubblica romana.

Il monumento presentava un corpo cilindrico rivestito in blocchi di candido travertino, al centro del quale si trovava la zona sepolcrale propriamente detta; attraverso un lungo corridoio d’accesso disposto a sud, il dromos, si giungeva a due anelli circolari coperti da alte volti a botte anulari.

<<Un grande tumulo presso il fiume su alta base di pietra bianca, coperto sino alla sommità di alberi sempreverdi; sul vertice è il simulacro bronzeo di Augusto e sotto il tumulo sono le sepolture di lui, dei parenti. […] dietro vi è un grande bosco con mirabili passeggi.>>

In questo modo lo storico greco Strabone ci descrive il monumento funebre, e questa non è l’unica testimonianza che riporta di vaste aree verdi presenti attorno al mausoleo.

Ricostruzione del mausoleo al II secolo d.C. Credits@studioFrancescoCellini

La zona dove oggi si trova il complesso, Campo Marzio, all’epoca di Augusto era occupata da una necropoli posta subito fuori dal perimetro delle cinta urbane: la costruzione del mausoleo diede un nuovo, forte, impulso edilizio all’area.

Non lontano dal luogo destinato alla sua sepoltura, difatti, nel 9 a.C. il Princeps fece inaugurare l’Ara Pacis Augustae; la posizione originaria, per nulla pertinente con la situazione attuale, faceva sì che l’altare simbolo della Pax romana si trovasse a un miglio romano esatto (1.472 m) dal pomerium, il limite cittadino dove il console di ritorno da una campagna militare veniva spogliato dei poteri ad essa relativi – l’imperium militiae.

Attuale sistemazione urbana del mausoleo di Augusto. Credits@luciobove

In prossimità dell’accesso che conduceva alla cella erano collocate le tavole bronzee con incise le Res Gestae, cioè l’autobiografia dell’imperatore, oggi andate perdute; il testo di queste tavole si trova oggi trascritto sul muro dell’edificio del museo dell’Ara Pacis di Richard Meier, prospiciente la tomba augustea.

Secondo il progetto dell’ Augustus ai lati dell’ingresso si sarebbero dovuti porre due obelischi gemelli, ma questi non trovarono qui collocazione se non sotto l’imperatore Adriano, nel II secolo d.C.

I recenti scavi hanno portato alla luce proprio i plinti delle basi di questi due obelischi; l’uno oggi si trova all’Esquilino, alle spalle dell’abside della basilica di Santa Maria Maggiore, mentre il secondo domina la fontana dei Dioscuri a piazza del Quirinale.

Vari elementi architettonici sono stati ritrovati nelle vicinanze del monumento, compresa una trabeazione dorica con teste leonine presenti nel fregio. A 100 piedi romani di altezza (circa 30 m) dominava la scena la statua bronzea di Augusto, con molta probabilità l’originale della statua marmorea rinvenuta nel 1863 nella villa di Livia a Prima Porta, oggi conservata nei Musei Vaticani.

Augusto Prima Porta. Credits@museivaticani.va

Percorso il dedalo labirintico creato dai corridoi anulari, illuminato unicamente dal chiarore delle fiaccole, si giungeva alla cella, cuore della struttura, dove erano conservate le ceneri del defunto: all’urna di Augusto si sommarono anche quelle di altri membri della famiglia imperiale, come il generale Marco Agrippa – secondo marito di Giulia, figlia di Augusto – Druso Maggiore, i due figli di Giulia Lucio e Gaio Cesare, Druso Minore, Germanico, Livia – seconda moglie di Ottaviano – nonché l’imperatore Tiberio, Agrippina, Caligola, Britannico, Claudio, Poppea, Vespasiano e Nerva.

Vi trovarono posto le ceneri di molti rappresentanti della dinastia Giulio-Claudia, ad eccezione dei membri che subirono la damnatio memoriae e che, quindi, vennero esclusi per indegnità: Giulia, figlia di Augusto, e l’imperatore Nerone.

Caduto l’impero romano, nei secoli a venire il mausoleo divenne una cava di spolia di materiale edilizio, pratica proseguita ben oltre il Medioevo, come ricorda un diploma di papa Niccolò V Parentucelli (1447-1455) dal quale si evince l’installazione di fornaci e calcaree nell’area limitrofa all’edificio.

Nel 1546 monsignor Francesco Soderini decise di acquistare quello che rimaneva delle rovine. Venne livellato l’interno, costruito un nuovo piano a circa 15 m di altezza e creato un giardino antiquario dove, a una geometrica divisione dello spazio circolare mediante parterre di basse siepi, veniva sommata la diposizione di statue antiche nei punti di fuga prospettici e nelle nicchie ricavate nella muratura perimetrale; era uno spazio sopraelevato dove il monsignore fiorentino poteva passeggiare con i propri ospiti intrattenendoli in quell’oasi urbana, separata dalla confusione stradale.

Giardino Soderini. Credits@info.roma.it

Dettaglio “Roma antica”, Pietro Ligorio, 1561. Credits@i.pinimg.com, rielaborazione @luciobove

Nel 1700 circa il ricco marchese di origini portoghesi Benedetto Correa de Sylva acquistò l’area dagli eredi del monsignore Soderini, i quali nel contempo avevano svenduto anche la collezione di statuaria antica dei trisavoli; nel 1780 i Correa affittarono come locanda il mausoleo allo spagnolo Bernardo Matas, il quale decise di adattare il giardino superiore a un’arena per le corride.

Vennero costruite gradinate e palchi in legno, compreso l’alloggiamento per i tori e le bufale; dopo una breve destinazione ottocentesca a teatro, il politeama Umberto I del 1870, è con l’inizio del XX secolo che l’area del mausoleo trova una nuova sistemazione.

Nel 1907 il comune di Roma acquistò l’area e si decise di utilizzare l’ex mausoleo come auditorium dell’accademia di Santa Cecilia; venne costruita una nuova copertura in ferro-vetro, vennero riformulati gli spazi interni e adeguati gli accessi alle norme di sicurezza vigenti a inizio secolo scorso per poter localizzare questa nuova destinazione funzionale.

Le testimonianze dell’epoca ci parlano di uno spazio moderno ed efficiente, dotato di un’eccellente acustica.

L’auditorium inserito all’interno del quartiere poi demolito. Foto ante 1936. Credits@romaierioggi.it

Sotto il fascismo si decise di intervenire più drasticamente sul manufatto, effettuando scavi archeologici più accurati; in un primo momento si cercò di conservare l’auditorium, scavando la parte centrale in cerca della tomba dell’imperatore – fra il 1928 e il 1930 si ricostruì integralmente il cilindro della cella originaria, sulla base di lacerti alti circa 70 cm – ma dal 1937 si decise di demolire gli edifici e le abitazioni che si erano sovrapposti nel corso dei secoli nelle vicinanze del monumento – circa 140 appartamenti –  e l’auditorium stesso.

I risultati preventivamente sperati furono totalmente deludenti, a tal punto che si perse un’importante pagina della storia dell’architettura e della vita mondana romana senza ottenere un nulla di fatto.

Mausoleo di Augusto. Credits@roma-events.it

L’aspetto attuale lo si deve all’architetto soprintendente Antonio Muñoz (1884-1960), il cui intervento ha creato nell’immaginario collettivo una falsificazione dell’aspetto originario del mausoleo; le diverse proposte progettuali, a partire dalla disposizione del verde e dalle più variegate piantumazioni, non hanno trovato una concreta e soddisfacente soluzione, problematica che si sta provato a risolvere solo in tempi recenti.

La parte interna del mausoleo, con al centro la cella ricostruita durante il ventennio. Credits@luciobove

Un progetto di riqualificazione e rivalutazione dell’area del Mausoleo di Augusto Imperatore, volto a restituire alla citta di Roma il monumento lasciato all’abbandono negli ultimi decenni, nasce da un bando di concorso pubblico internazionale emanato nel 2006.

Progetto di riqualificazione Piazza Augusto Imperatore Roma. Francesco Cellini 2014. Credits ©Cellini

Lo scopo del bando fu di trovare soluzioni innovative e pratiche per mettere in comunicazione i cittadini con questo importante reperto storico, cuore della Roma antica e moderna destinando parte dello spazio esterno ad uso pubblico. Vincitore del bando è lo studio dell’architetto Francesco Cellini, celebre studioso e progettista della citta di Roma che propone una grande piazza di collegamento tra le diverse quote creando un percorso discendente fino alla quota del monumento. Il progetto definito arriva nel 2014, a causa di vincoli imposti da parte della Sovraintendenza Capitolina e rinvii della delibera dei fondi per la costruzione.

Vista della cordonata dal Museo dell’Ara Pacis. Progetto di riqualificazione Piazza Augusto Imperatore Roma. Francesco Cellini 2014. Credits ©Cellini

Il progetto di Cellini prevede una risistemazione urbanistica delle strade perimetrali e creando una maglia di percorsi pubblici per riconnettere il centro storico, da Trinità dei monti fino al Mausoleo di Augusto passando per san Carlo al Corso. Il progetto cura il collegamento del monumento con le diverse quote stradali dell’intorno, che a seguito a continue stratificazioni da parte della storia è andato a interrarsi per un salto di quota di circa sette metri.

Questo dato ha permesso ai progettisti di maturare l’idea di una piazza pubblica a quota del Mausoleo che va a collegarsi con le quote stradali tramite due ampie cordonate, creando una terrazza urbana che si affaccia sul monumento e permette la vista dell’intera costruzione. Una cordonata più ampia si volge verso il centro storico, raccogliendo i visitatori e indirizzandoli verso la quota inferiore tramite rampe e percorsi scalettati in cui si creano degli ambiti di sosta coperti dal verde dei pini marittimi, tipici della città di Roma. Una seconda cordonata attraversa lo spazio tra le due chiese presenti e sfocia nel museo dell’Ara Pacis, progetto di Richard Meier del 2006.

Progetto di riqualificazione Piazza Augusto Imperatore Roma. Francesco Cellini 2014. Credits ©Cellini

Il nuovo intervento va a ricucire la città contemporanea con la storia del monumento, e della citta di Roma stessa. Idea curata da Cellini e applicata come di consuetudine, anche nei dettagli della sua architettura, proponendo un‘integrazione tra nuova pavimentazione e parti ritrovate delle pavimentazioni antiche che componevano il viale di accesso al Mausoleo.

Integrazione della pavimentazioni antiche e moderne. Progetto di riqualificazione Piazza Augusto Imperatore Roma. Francesco Cellini 2014. Credits ©Cellini

Strutture di servizio accompagnano la piazza archeologica sul fronte costruito verso Via Tommacelli, completando le strutture museali dell’Ara Pacis e Augusteo con caffetteria e percorso espositivo.

Progetto di riqualificazione Piazza Augusto Imperatore Roma. Francesco Cellini 2014. Credits ©Cellini

Progetto di riqualificazione Piazza Augusto Imperatore Roma. Francesco Cellini 2014. Credits ©Cellini

Una progettazione curata per un Monumento cuore della città di Roma con lo scopo di restituire ai visitatori la Roma nascosta e dimenticata dal tempo.