Se siete in cerca di nuovi libri d’architettura da leggere quest’estate in vacanza qui potete trovare una panoramica delle uscite della prima metà del 2018 dal punto di vista dell’editoria di settore.

Sono 5 proposte inerenti al mondo dell’architettura con l’aggiunta di una piccola variazione filosofica sul tema.

 

1. Richard Rogers – Un posto per tutti. Vita, architettura e società giusta

Nato a Firenze e formatosi alla Yale School of Architecture, Richard Rogers è uno degli architetti più innovativi e visionari della sua generazione. Con un approccio pervaso dall’amore per la vita, da un forte senso della giustizia sociale e da un’estetica ludica dalle tinte vivaci, Richard Rogers ha saputo rivoluzionare il modo di intendere l’architettura e tutti i suoi edifici – dal Centre Pompidou al Millenium Dome e al palazzo di giustizia di Bordeaux, dal Leadenhall Building fino al Lloyd’s Building di Londra, dagli aeroporti alla clinica oncologica alle case popolari – fondono uso privato, funzione pubblica e valore civico. Un posto per tutti, scritto dopo la grande mostra del 2013 alla Royal Academy di Londra, è la coinvolgente storia della vita di un architetto e al tempo stesso un libro su come costruire una società migliore creando posti migliori in cui abitare. Il racconto abbraccia una lunga esistenza creativa, integrando relazioni umane e di amicizia, progetti, storie, collaborazioni con casi-studio, disegni e fotografie.

 

2. Eugenio Gentili Tedeschi – Razionalismo. L’architettura della modernità

Un saggio che affronta lo studio e l’interpretazione di un movimento architettonico che ha rappresentato forse il punto più alto della poliedrica esperienza che prende il nome di Movimento Moderno. Gentili Tedeschi (1916-2005) è stato uno dei protagonisti della scena architettonica italiana della seconda metà del Novecento. L’interpretazione critica dei fatti storici si intreccia con il racconto della sua vita di architetto, che prende avvio con la conferenza «Profezia dell’Architettura» tenuta a Torino da Edoardo Persico nel 1935, dove Gentili partecipa come giovane studente, e si conclude nei primi anni del nuovo millennio. La riflessione che Gentili propone segue un criterio di lettura e analisi degli eventi, degli autori e delle opere che, in modo sincronico e diacronico, illumina una stagione della cultura moderna, così straordinaria e breve. Il volume è arricchito da un’originale raccolta di schizzi di opere di architettura moderna e non, tratte dai taccuini di viaggio dell’autore.

 

3. Luigi Prestinenza Puglisi – ArchiTexture

Non riuscite a capire le ultime tendenze dell’architettura d’oggi? In effetti, sono pochi a orientarsi tra edifici caratterizzati da finiture scintillanti o da rivestimenti che sembrano già rovina. Ed è difficile rendersi conto del perché gli edifici firmati dai grandi architetti hanno prospetti rivestiti in foglia d’oro, inglobano gigantesche immagini, sono coperti di verde, hanno basamenti che sembrano non appoggiare al terreno. Eppure, analizzando questa abbondanza di segni, di texture spesso superficiali e apparentemente senza senso, riusciamo a trovare una chiave per capire come stia cambiando il nostro modo di vivere. E a farci un’idea di dove siamo arrivati e dove stiamo andando.

 

4. Filippo Bricolo – La casa felice. Indagine su Marcio Kogan

Non c’è violenza nell’architettura di Marcio Kogan e dello studio mk27. Non c’è gravità nei loro spazi domestici. I loro progetti sono un condensato di ottimistica smisuratezza, serenità compositiva ed equilibri risolti. Nelle loro case felici ogni tipo di intellettualismo è bandito. L’architettura si apre all’abitante in modo empatico proponendo l’ordine e l’armonia come elementi principali del progetto.

5. Jacques Derrida – Le arti dello spazio. Scritti e interventi sull’architettura
Nel 1985 Bernard Tschumi, vincitore del concorso per il Parc de la Villette a Parigi, chiede a Jacques Derrida di collaborare con Eisenman su un progetto riguardante uno dei giardini del parco. La collaborazione con Eisenman non troverà mai una effettiva realizzazione, ma darà vita a un libro come “Chora L Works“. Questo libro riunisce tutti gli scritti di Derrida – molti dei quali ancora inediti in italiano – a proposito dell’architettura. Una raccolta di recensioni, lettere, relazioni a convegni, incontri con teorici, architetti e studenti di architettura, interviste, discussioni, testi pubblicati da autorevoli riviste specializzate come “Architectural Design“, “Assemblage“, “Domus“. Testimonianze dell’interesse tutt’altro che marginale di Derrida per l’architettura, ma anche dell’attenzione che l’architettura ha rivolto all’opera del filosofo franco-algerino.