“Architetto e puttaniere”, così lo ha definito Il Foglio in un irriverente articolo su uno dei più eccentrici architetti e designer italiani del Novecento, Carlo Mollino.
Qualche anno fa , nel 2011, una mostra all’Haus der Kunst di Monaco sulla “Maniera Moderna” di questo personaggio anticonformista lo ha definitivamente reso uno dei nomi più importanti del design all’estero, rimanendo purtroppo poco riconosciuto in Italia. Negli ultimi anni la fondazione Museo Casa Mollino ha reso la sua abitazione a Torino visitabile: un vero gioiello dell’interior design, che racconta molto del suo eclettico proprietario.

 

Interni della casa dell’artista. © The Blogazine

Ma chi era Carlo Mollino? Torinese di nascita, designer, artigiano, architetto, fotografo, pilota, scrittore, appassionato di montagna e di sci, ma anche e soprattutto di donne, ha scelto di condurre una vita in cui le sue passioni fossero continuamente coinvolte nel suo lavoro. I suoi disegni sono stati caratterizzati dalle sue ricerche fotografiche, dall’amore per la velocità e per il movimento. Una personalità riconoscibile e dirompente ma anche un uomo solitario, consapevole del suo estro e della sua poliedricità ma allo stesso tempo molto introverso.

Devo guardare l’artista che è dentro me, perché è da questa percezione che si origina la conoscenza.

Carlo Mollino, 1903-1975

Il laboratorio di Carlo Mollino

I suoi arredi (alcuni di essi ospitati anche al MOMA di New York e al Victoria & Albert Museum di Londra) sono famosi per le sinuosità erotiche che evocano, proprio perché ispirati al corpo femminile che amava fotografare. Più di 1300 scatti osé in formato polaroid mostrano donne provocanti e sguardi languidi, fra stoffe, accessori eclettici e mobili dall’inconfondibile disegno di Mollino.

I suoi set? Le case che stava riprogettando, tutte con un elegante carattere surrealista, ricorrendo ad esempio a superfici specchiate che rompano la prospettiva, disfacendo ogni tipo di gerarchia spaziale.

Sedia progettata da Carlo Mollino, 1959.

Tavolo da caffè, Carlo Mollino, prodotto da Apelli & Varesio, 1949. © Victoria and Albert Museum, Londra

Poltrona Cadma di Carlo Mollino © Museo Casa Mollino

Come architetto progetta molti interni ma solo otto edifici ex novo. Innamorato della montagna, realizza alcuni di questi ad alta quota, fra cui la Casa del Sole a Cervinia e due funivie alpine. Il suo amore per la neve e per gli sci lo fa diventare anche scrittore: pubblica un manuale sciistico per le scuole, “Introduzione alla discesa libera”.
Si distingue anche per due importanti edifici istituzionali nel capoluogo piemontese, la Camera di Commercio e l’Auditorium RAI di Torino, che trascendono lo stile del periodo per abbracciare forme originali e di respiro internazionale. Il rigore e le curvature della facciata del palazzo della Camera di Commercio nascondono interni dalle sinuosità vertiginose.

Facciata della Camera di Commercio di Carlo Mollino a Torino. © Mauro Fontana

Corpo scala della Camera di Commercio di Carlo Mollino a Torino. © Mauro Fontana

Corpo scala della Camera di Commercio di Carlo Mollino a Torino. © Mauro Fontana

Fra le sue ultime opere, nel 1973, l’importante restauro del Teatro Regio nel centro di Torino, devastato da un incendio, aggiungendo un volume in mattoni in netta distinzione con la parte settecentesca e trasformando la platea in un luogo di grande forza espressiva. La matrice tardobarocca dell’edificio si sposa perfettamente con  le tipiche curve disegnate con il rigore estetico di questo formidabile architetto.

Gli interni del Teatro Regio di Torino © The Blogazine