Il Museo di Roma di Palazzo Braschi continua a stupire dopo la retrospettiva su Artemisia Gentileschi e il nuovo allestimento del 29 marzo 2017, con una importante mostra di uno dei più noti artisti del Settecento europeo: stiamo parlando di Giovanni Antonio Canal, noto a tutti come Canaletto (Venezia 1697 – 1768). La mostra è curata da Bożena Anna Kowalczyk, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Associazione Culturale MetaMorfosie in collaborazione con Zètema Progetto Cultura

La mostra “Canaletto 1697-1768”
La grande esposizione di opere di Canaletto intende celebrare il 250° anniversario della morte del grande pittore veneziano, presentando un nucleo di opere di inedita grandezza in cui figurano 68 tra dipinti, disegni e documenti, inclusi celebri capolavori. La mostra conta precisamente 42 dipinti del maestro, 9 disegni e 16 libri, distribuiti attraverso un percorso di otto sezioni che approfondiscono il  rapporto con il teatro, il capriccio archeologico ispirato alle rovine dell’antica Roma, i primi successi a Venezia, gli anni d’oro, il rapporto con i suoi collaboratori e l’atelier e la presenza del nipote Bernardo Bellotto, le vedute di Roma e dell’Inghilterra, gli ultimi fuochi d’artificio e il ritorno a Venezia.
Le opere raccolte in prestito per la mostra si pongono il fine ideale di delineare
il percorso umano e artistico di uno dei più grandi interpreti del Settecento europeo, che scardinò l’idea di una gerarchia dei temi pittorici, elevando la realizzazione delle vedute da un piano secondario, e inserendolo a pieno titolo tra le grandi rappresentazioni della pittura. Inoltre con un percorso teso a svelare il “dietro le quinte” del suo lavoro, composto da “vedute fantastiche” di scenari reali contaminati da elementi di invenzione, si percepisce l’ulteriore fine di slegare il costrutto mentale che ci porta ad oggi a vedere inevitabilmente nelle tele di Canaletto scenari resi nella loro realtà fisica del tempo, quasi fosse un fotografo- pre-macchina munito dell’ausilio dei pennelli.

La vita
Canaletto, figlio di Bernardo Canal e di Artemisia Barbieri, nasce a Venezia il 18 ottobre 1697 e la sua famiglia, documentata a Venezia fin dal Quattrocento, poteva vantare tra gli avi alcuni nobili e dei “cittadini originari”. Il padre Bernardo è il primo “pittor” della famiglia, professione che esercita già alla nascita di Giovanni Antonio, e a Venezia figura come scenografo assieme ai “suoi figli”. I suoi esordi artistici sono legati all’attività del padre, e si fanno risalire attorno al 1716, quando ancora diciottenne collabora con il padre, come già detto scenografo teatrale, e il fratello maggiore Cristoforo (morto nel 1722 in giovane età) ad allestire opere teatrali, tra cui quelle di Antonio Vivaldi e di Francesco Chilleri al Teatro Sant’Angelo di Venezia. Ancora grazie al padre, nel 1719 parte per Roma dove lavorerà alle scenografie per le opere di Alessandro Scarlatti al Teatro Capranica. È qui che l’artista ‘scomunicherà il teatro’, concentrandosi da adesso sulla sua attività pittorica di vedute, grazie anche all’opportunità di apprezzare i lavori dell’olandese Gaspar van Wittel, tra i massimi esponenti del vedutismo, e di Giovanni Paolo Pannini, famoso per le sue vedute fantastiche della Roma antica. Tornato a Venezia nel 1720, già inizia a delineare i tratti della sua pittura fondendo gli elementi delle vestigia antiche di Roma (i ‘capricci’) con la precisione di scenari lagunari resi fedelmente grazie all’ausilio della camera ottica.
Con il rientro a Venezia avrà inizio la sua fortuna grazie all’epopea del Grand Tour e, in particolare, la passione dei viaggiatori inglesi per Venezia trasformera Canaletto in un grande artista europeo e internazionale.

Le opere in mostra
Le opere provengono da alcuni tra i più importanti musei del mondo, tra cui il Museo Pushkin di Mosca, il Jacquemart-André di Parigi, il Museo delle Belle Arti di Budapest, la National Gallery di Londra e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Presenti anche alcune opere conservate nelle collezioni britanniche per le quali sono state appositamente create e altre provenienti dai musei statunitensi di Boston, Kansas City e Cincinnati. Tra le istituzioni museali italiane presenti in mostra con le loro opere: il Castello Sforzesco di Milano; i Musei Reali di Torino; la Fondazione Giorgio Cini. Istituto per il Teatro e il Melodramma e le Gallerie dell’Accademia di Venezia; la Galleria Borghese e le Gallerie Nazionali d’arte Antica Palazzo Barberini di Roma.
Tra i capolavori in mostra spiccano due opere della Pinacoteca Gianni e Marella Agnelli di Torino: Il Canal Grande da nord, verso il ponte di Rialto, e Il Canal Grande con Santa Maria della Carità, esposti per la prima volta assieme al manoscritto della Biblioteca Statale di Lucca che ne illustra le circostanze della commissione e della realizzazione.

La mostra è accompagnata da un ciclo di visite guidate gratuite per le scuole di Roma e della città metropolitana e da una serie di attività didattiche a pagamento per il pubblico non scolastico secondo questo calendario:
sabato 14 aprile ore 16.30;  sabato 28 aprile ore 17;  venerdì 4 maggio ore 17;  sabato 12 maggio ore 11; domenica 27 maggio ore 11;  domenica 3 giugno ore 11;  venerdì 8 giugno ore 17;
domenica 17 giugno ore17;  giovedì 21 giugno ore 17;  venerdì 6 luglio ore 17;  sabato 14 luglio ore 11;  venerdì 20 luglio ore 17;  domenica 5 agosto ore 11.
Info e prenotazioni allo 060608.

Periodo
11 aprile 2018 – 19 agosto 2018

Dove
Museo di Roma di Palazzo Braschi, Nuovo Spazio Espositivo al I piano
Piazza di S. Pantaleo, 10
Roma

Orari
Da martedì a domenica  10.00-19.00
Lunedì: chiuso
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Ingresso
– intero 11€  ridotto 9€  (solo mostra)
– residenti: intero 16€  ridotto 12€  (Museo + mostra)
– non residenti: intero 17€  ridotto 13€  (Museo + mostra)