L’ex Ufficio di Igiene di via Merulana è un edificio eclettico di inizio Novecento che per lunghi decenni fu lasciato in uno stato di totale abbandono, uno scheletrico rudere posto nel centro della Capitale.

La strategica posizione, all’incrocio fra via Merulana e via Labicana – assi viari che collegano monumenti come la Basilica di Santa Maria Maggiore, il Laterano e il Colosseo con il rione Esquilino –  rende di fatto il palazzo un contenitore potenzialmente attrattivo, facilmente raggiungibile da cittadini e turisti.

La Fondazione Elena e Claudio Cerasi, istituita nel 2014,  ha deciso di investire su questo potenziale architettonico, tanto che la comunione con CoopCulture ha permesso di trovare un accordo con il Comune di Roma, proprietario dell’immobile: in cambio dell’utilizzo per alcuni decenni, sono stati curati gli interventi di restauro da svolgere per adeguare l’ex Ufficio alla nuova destinazione museale. La società che si è occupata dell’aspetto operativo è la SAC, famosa per aver realizzato anche il museo MAXXI.

L’inizio di questa storia possiamo riassumerlo con le parole della direttrice di CoopCulture Letizia Casuccio: “Mi ha cercato Claudio Cerasi, era il mese di dicembre del 2016. Non ci conoscevamo, mi voleva parlare del suo progetto: rendere fruibile la sua collezione e voleva da me un consiglio. […] mi ha incuriosito la voce gentile e determinata di Claudio, mi sono informata sulla collezione, sulla famiglia Cerasi, sull’azienda di famiglia, sul restauro del Palazzo e il 16 gennaio del 2017 ci siamo incontrati nel suo studio di Via Barnaba Oriani. Immediatamente abbiamo costruito una relazione basata su un grande rispetto per le storie, tanto diverse, delle nostre aziende e delle nostre vite. Ci ha accomunato fin da subito l’amore per l’arte e l’amore per la nostra città.”

Il prospetto dell’edificio lungo via Merulana versava in uno stato di totale abbandono, incompleto di quasi metà del volume architettonico; l’intervento di restauro scelto ha seguito la linea del “com’era (ma anche meglio) dov’era (ma anche più)“, riconfigurando le volumetrie e le decorazioni perdute. Intervento discutibile, tanto che anche solo a debita distanza dalle parti ricostruite è possibile cogliere le differenze con la preesistenza, demarcato da una sottile linea nera incisa sull’intonaco delle trabeazioni che scandiscono gli ordini. L’unica eccezione riguarda la torricina di destra che chiudeva il corpo centrale del fronte: dal momento che è oramai presente il Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale, per concludere in prospetto si è optato per un netto taglio verticale, rivestendo la facciata cieca con una lamiera stirata grigia.

 

La collezione e gli spazi espositivi

Palazzo Merulana ospita opere d’arte raccolte durante vari decenni del XX secolo da parte dei coniugi Cerasi: il corpus principale è composto da pitture e sculture italiane create fra le due guerre, nucleo implementato durante gli anni successivi, fino a comprendere anche artisti contemporanei.

4 piani, 90 opere, 1800 mq di superficie sono i numeri del nuovo polo attrattivo, dove ogni piano ha una sua coerenza espositiva e tematica.

Accanto ai capolavori di Giacomo Balla, Mario Sironi, Antonio Donghi, Giorgio De Chirico e Antonietta Raphaël, sono presenti numerevoli pezzi della scuola romana coevi, questi ultimi rappresentanti il primo nucleo acquistato dall’imprenditore e dalla consorte, entrambi romani.

L’amore per la propria città ha spinto i Cerasi a voler condividere con il grande pubblico la propria arte.

Piano terra, sala delle sculture

Il portico che accoglie il visitatore è uno spazio permeabile composto dalla successione di tre serliane, tra cui si trova un vano, ritmato da colonne tuscaniche, dove sono presenti il front office, la caffetteria, il bookshop e alcune sculture della collezione, come “I calciatori” di Ercole Drei e il “Ragazzo con i gabbiani” di Pericle Fazzini. Attraversate le tre serliane interne si accede al giardino, luogo appartato rispetto al fronte stradale, il cui arredo è composto da semplici tavolini dove è possibile intrattenersi.

Abbiamo deciso di non avere una brigata di cucina fissa, interna o esterna che sia. Abbiamo preferito allestire una cucina bellissima e altamente professionale per darla in uso di volta in volta a professionisti del food diversi. Questo ci consentirà anche di sperimentare progetti nuovi anche per far aderire la proposta gastronomica ai tanti eventi che saranno ospitati nel palazzo.

Direttrice Letizia Casuccio

Un legame che unisce arte e gastronomia, creando un bistrot polifunzionale, lo si evince dal menù composto da pietanze e materie prime locali, romane e laziali: solo per citarne alcuni, i dolci provengono da  Santi Sebastiano e Valentino e da Cristalli di Zucchero, la pasta sfoglia da Meraviglie in pasta e la carne da Bottega Liberati. Una preziosa attenzione alla tradizione e al cibo locale a km zero.

Secondo piano, salone

Si tratta del centro nevralgico della collezione, dove sono esposti i maggiori pezzi della Fondazione, tra cui spiccano i nomi di Balla, De Chirico, Donghi, Casorati, Pirandello, Severini, Capogrossi, Cambellotti e altri.

I visitatori sono invitati a soffermarsi nella sala, ad accomodarsi sui divani disposti fra le opere, godendone i dettagli in totale tranquillità: emerge, al centro della sala, “Il direttore delle stelle”  di Jan Fabre, una delle ultime acquisizioni della Fondazione.

Terzo piano, attico

Questo piano è adibito ad attività culturali ed eventi enogastronomici, utilizzando gli spazi in maniera polivalente. É altresì presente nell’attico “Macchina del tempo”, un percorso video-fotografico che racconta delle vicende storiche del palazzo, partendo dalla sua edificazione fino all’attuale destinazione d’uso.

La visita si conclude nella terrazza superiore, un luogo privilegiato dal quale si scorgono, fra gli alti platani presenti, le slanciate cupole e i tetti in cotto della città eterna.

Luogo

Via Merulana, 121, Roma (RM)

Orari

maggio 2018
9.00 – 20.00 tutti i giorni

da giugno 2018
14.00 – 20.00 lunedì – mercoledì – giovedì – venerdì
10.00 – 20.00 sabato e domenica

Chiuso il martedì

Biglietti

Intero € 5,00
Ridotto € 4,00.

https://www.coopculture.it