Lo studio di progettazione Sanaa, Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, è stato il vincitore dei più ambiti premi dell’architettura, tra cui una direzione della Biennale di Venezia, “Peolple meet in the architecture” nel 2010.

Biennale di Venezia, “Peolple meet in the architecture” SANAA, 2010.

La sperimentazione nell’architettura, come nella scienza, è il metodo diretto di scoperta dei processi sociali che coinvolgono l’architettura stessa. Il dispositivo architettonico, così definito dagli architetti, serve per attivare il processo dinamico di interazione delle persone. In un’era in cui ci si mette in relazione virtualmente, lo studio Sanaa crea una relazione tra spazio fisico e virtuale, creano un modo nuovo di vivere lo spazio, aldilà della spazialità. Aldilà degli schermi.

SANAA, Ryue Nishizawa and Kazuyo Sejima. Credits @Takashi_Okamoto

Nel loro lavoro di ricerca i progettisti giapponesi, definiscono due ambiti operativi distinti: spazi da costruire per l’abitare privato e spazi per l’abitare comunitario. Gli spazi comunitari, sono quegli spazi che vengono solcati da percorsi quotidiani che gli utenti percorrono in base alla propria sensibilità. Cosa definisce questi percorsi liberi?

Nel 2003, i progettisti stessi per osservare da vicino questo fenomeno, organizzarono un party in un parco di Tokyo disponendo dieci barbecue sparsi nell’area verde. Il parco è uno spazio aperto neutro all’interno di un contesto urbano e lo studio degli architetti ha rilevato come il movimento dei partecipanti abbia seguito direttrici autonome e libere, creando punti di accumulazione della folla e punti liberi di passeggio.

Centro Universitario Rolex, Losanna, Switzerland. Sanaa, 2010. Credits @Iwan_Baan

Queste considerazioni hanno portato alla formulazione di un modello spaziale in cui le persone possano muoversi liberamente senza schemi fisici da seguire. Poetica che sarà alla base dell’attività progettuale dello studio Saana per il Centro universitario Rolex del EPFL, a Losanna.

Centro Universitario Rolex, Losanna, Switzerland. Sanaa, 2010. Credits @Iwan_Baan

Centro Universitario Rolex, Losanna, Switzerland. Sanaa, 2010. Credits @Iwan_Baan

Il centro universitario di Losanna, famoso per la ricerca scientifica ed ingegneristica, si colloca vicino ad una grande arteria della città. Nel 2005 l’ampio lotto libero è oggetto di ampliamento del complesso studentesco. L’obiettivo è di creare una nuova centralità urbana di carattere sperimentale, in cui la citta possa partecipare attivamente alla vita della ricerca, come fu per la scuola del Bauhaus di Walter Gropius.

Centro Universitario Rolex, Losanna, Switzerland. Sanaa, 2010. Credits @Iwan_Baan

Il proposta di Sanaa ha previsto l’inserimento di una piastra regolare dotata di forte porosità e comunicazione con l’esterno, data da sollevamenti della superficie che segue linee ondulate creando vuoti e percorsi al di sotto. La superfie di 22mila metri quadri, viene occupata da spazi studenteschi e di studio, uno spazio continuo di biblioteca e amministrazione, ed un grande auditorium all’interno di una bolla semi-ipogea.

Il dato fondamentale è la libertà di movimento all’interno dell’edificio: l’assenza di percorsi serrati o tramezzi permette al visitatore la libera scelta su quale strada percorrere o di scegliere uno spazio di sosta. Il risultato della progettazione dello studio Sanaa per il Centro Rolex di Losanna ha portato a notevoli sviluppi dell’architettura collettiva, con una non organizzata gerarchia degli ambienti ma un grande valore allo spazio personale in un’architettura pubblica.

Centro Universitario Rolex, Losanna, Switzerland. Sanaa, 2010. Credits @Iwan_Baan

Centro Universitario Rolex, Losanna, Switzerland. Sanaa, 2010. Credits @Iwan_Baan

L’inserimento di un edificio in un contesto è un altro dato con cui l’architettura va a scontrarsi in ogni progetto. Quale è l’approccio corretto? Esiste un buon edificio per un buon contesto? Domande a cui nessun progettista è stato in grado di rispondere ancor oggi. Nella 2010 lo studio Sanaa accetta questa sfida rapportandosi con un contesto disomogeneo della citta di New York USA.

New Art Museum in Manhattan, New York, USA. Sanaa, 2010. Credits @Iwan_Baan

Il progetto del New Art Museum a Manhattan ha previsto una sovrapposizione di elementi cubici, chiamate scatole dai progettisti, che si susseguono verso l’alto infrangendo la compostezza strutturale di un edificio in altezza tipico del centro della città ma non di questo quartiere, composto da edifici multipiano provenienti da un epoca industriale. All’interno della scatole si formano le gallerie di esposizione caratterizzate da altezze diverse e pochi elementi di comunicazione con l’esterno. Caratteristica del progetto è la giunzione delle scatole sovrapposte, dato da un leggero distacco e da piccoli sbalzi, per raggiungere un effetto etereo e fluttuale di elementi fisicamente pesanti.

New Art Museum in Manhattan, New York, USA. Sanaa, 2010. Credits @Iwan_Baan

New Art Museum in Manhattan, New York, USA. Sanaa, 2010. Credits @Iwan_Baan

Un esperienza comunitaria e un modo di vivere la natura, distaccandosi dalla vita della città è stato l’incipit per la progettazione della Grace Farms a New Caraan, USA, nel 2015. Un flusso libero e spontaneo, come un ruscello, crea una successione di ambienti e spazi a contatto diretto con l’elemento naturale dell’intorno. Il centro afficato alla Grace Community Church ed altre assocuacizioni di profit, ospita i visitatori per discussioni, riabilitazioni, incontri di comunità e sport. Un luogo in cui incontrarsi, un’architettura ibrida con la natura in cui l’uomo può scegliere i propri spazi e il proprio percorso.

Grace Farms, New Caraan, USA. Sanaa, 2015. Credits @Dean_Kaufman

Grace Farms, New Caraan, USA. Sanaa, 2015. Credits @Iwan_Baan

Grace Farms, New Caraan, USA. Sanaa, 2015. Credits @Iwan_Baan

Grace Farms, New Caraan, USA. Sanaa, 2015. Credits @Iwan_Baan

Grace Farms, New Caraan, USA. Sanaa, 2015. Credits @Iwan_Baan