Tom Kundig è cresciuto nell’estremo ovest dello stato di Washington, in un ambiente lontanissimo geograficamente e culturalmente da Seattle dove divide lo studio Olson Kundig Architects con i suoi partner. Ama la natura e tuttora, all’età di 57 anni, è un appassionato alpinista e sciatore. Cresciuto nell’industria, prova ammirazione verso le macchine e la loro capacità di risolvere problemi:

“Nello sviluppo della mentalità architettonica, ho capito che doveva esserci qualcosa simile alle macchine nei miei edifici: potremmo letteralmente muovere muri, mobili o scale. Con la conoscenza di fisica e geometria siamo in grado di spostare le cose.” Tom Kundig

Tom_Kundig_Headshot_architectural_journal_uk

Tom Kundig © Architects Journal UK

Kundig è noto per il suo approccio elementale al design, in cui i materiali robusti sono lasciati in stati grezzi o naturali per invecchiare nel tempo con l’esposizione agli elementi naturali e al tatto umano. Per l’architetto, tempo e contesto sono considerazioni costanti: cerca di progettare edifici che siano il prodotto del contesto nei quali saranno costruiti ed è sempre informato su come questi si evolveranno.

The Pierre © Dwight Eschliman / Olson Kundig

Interessato al comportamento delle persone nei loro ambienti, sia costruiti che naturali, il suo lavoro vede l’apice nella progettazione di residenze private. Non sono di qualità minore, certamente, i progetti per edifici istituzionali, alberghi o musei. Tutti i suoi edifici esibiscono una forte sensibilità alla scala e dettaglio, con una conseguente architettura altamente accessibile e conviviale. La pratica progettuale di Kundig è una continua esplorazione delle qualità elementali dell’architettura: materialità, consistenza e dettaglio.

tom_kundig_Stewart_hotel

100 Stewart Hotel and Apartments © Olson Kundig

Gli edifici di Kundig celebrano i momenti in cui le persone toccano e alterano fisicamente gli edifici che abitano: questo si ottiene attraverso la cinetica. L’architetto progetta elementi meccanici che consentono agli utenti di trasformare gli ambienti in cui vivono. Un esempio di casa privata che integra questi elementi è la Delta Shelter, progettata nel 2005. Un sistema di carrucole, comandato meccanicamente da una ruota-manovella posta nello spazio living, permette ai residenti di gestire due pannelli che caratterizzano le facciate.

tom_kundig_delta_shelter_tim_bies

Delta Shelter © Tim Bies / Olson Kundig

“Quando un utente prende possesso di una ruota e trasforma l’ambiente, l’effetto non è solo fisico e tattile, ma anche emotivo.” Tom Kundig