“My hand is the extension of the thinking process – the creative process.”

 

“Progettare deve ritornare ad essere un atto critico delle condizioni date, un gesto di resistenza.”

Con questa frase si comprende il rigoroso pensiero che l’architetto segue nella progettazione del suo edificio.

 

( Museo d'arte moderna a Fort Worth, Texas, 2002 )

( Museo d’arte moderna a Fort Worth, Texas, 2002 )

 

 

Tadao Ando è una figura di rilievo nel mondo dell’architettura, ma esula da quei principi decostruttivisti o post-moderni che si ritrovano nelle Archi Star più conosciute.

“Mi piacciono le rovine perché ciò che resta non è il disegno completo, ma l’essenzialità del pensiero, la struttura nuda, lo spirito della cosa.”

Nasce il 13 settembre 1941 a Osaka, in Giappone, vivendo in una cultura che influenzerà notevolmente il suo stile e il suo carattere progettuale.

Non si iscrive mai all’università, ma impara le tecniche della progettazione e del disegno tramite corrispondenza e con la collaborazione presso vari studi di architettura.

Il viaggio in Europa, in America e in alcune parti del Sudafrica, rappresentano per lui un momento di svolta. Dopo essere ritornato in Giappone, apre il suo studio di architettura, esordendo nel 1970 con il padiglione dell’ EXPO di Osaka.

La sua architettura inizialmente è circoscritta ad un contesto residenziale, dove nasce il suo stile calmo, introverso e in contrapposizione al caos esterno delle metropoli.

E’ nel momento in cui il suo stile incontra la natura e l’ambiente che la sua concezione di luce, vetro e muro diventano i pilastri portanti del suo tempio dell’architettura.

Da quel momento la sua concezione di architettura si trasforma in quella che possiamo apprezzare oggi.

 

Cappella sull'acqua

( Cappella sull’acqua, Tomamu, 1988 )

 

 

“Quando si guarda l’architettura tradizionale giapponese , si deve guardare alla cultura giapponese e il suo rapporto con la natura. Si può effettivamente vivere in un armonioso, chiuso, contatto con la natura. Questa cosa è davvero unica in Giappone.”

 

Dalla progettazione di forme semplici, rigorose, essenziali, Tadao Ando riesce a tirar fuori lo spirituale della sua architettura.

I suoi edifici appaiono statici, ieratici, distaccati dal caos della società moderna, quasi come una contemplazione di ciò che l’uomo, attraverso la massificazione, sta perdendo di vista: la Natura.

Ando nega ogni corrispondenza fra forma e funzione, riconoscendo il rito come unico responsabile strumento con cui definire gli spazi. Il rito però nega il flusso del tempo, il passare delle ore.

Tutto si cristallizza, si ferma. Ogni accenno di forma evolutiva o dinamica viene eliminata nelle sue architetture.

Ciò crea un contrasto fra la città e la cultura moderna, dominata dal dinamismo, e la sua architettura “Ghiacciata” e pietrificata al cospetto della natura, alienando ogni suo progetto dalla società contemporanea.

Si tratta quindi di un modo di fare architettura completamente diverso da ogni altro architetto contemporaneo, ma che richiama l’ultimo stile di Le Corbusier.

“Quando progetto edifici penso alla composizione complessiva, come le parti di un corpo che si adattano insieme. Penso a come la gente si avvicinerà alla costruzione e all’esperienza che avrà con lo spazio.” 

( Fondazione Langen, Neuss, 2004 )

( Fondazione Langen, Neuss, 2004 )

 

La sua architettura sfiora il “surrealismo”, creando spazi dominati dalla calma e dall’aspetto spirituale che caratterizza ogni sua creazione.

L’uso dell’acqua, del vetro e del cemento sono dominanti nella sua progettazione.

Ampie vetrate irrompono nei setti murari in cemento, tagliando in maniera netta l’atmosfera dell’edificio e aprendolo allo specchio d’acqua o alla natura che lo circonda.

Tutto ciò avviene in maniera violenta, in contrasto con il classico uso delle vetrate in funzione di alleggerire il prospetto dell’edificio.

( Design Site, Minato, Tokyo, 2007)

( Design Site, Minato, Tokyo, 2007)

 

Il suo stile lo ha portato ad essere dichiarato vincitore di numerosi premi di rilievo nel mondo dell’architettura.

Nel 1995 riceve il “PRITZKER ARCHITECTURE PRIZE” .

Nel 1997 riceve la “ROYAL GOLD MEDAL” .

Infine, fra i riconoscimenti più importanti è da ricordare anche la  “AIA GOLD MEDAL” vinta nel 2002.

 

 

( Chiesa della Luce, Osaka, 1987-1989)

( Chiesa della Luce, Osaka, 1987-1989)