A Hyde park, sulle acque del Serpentine lake nel cuore di Londra, dal prossimo 23 giugno fino al 9 settembre sarà visibile The Mastaba, una gigantesca installazione composta da oltre 7.506 barili di petrolio disposti sopra una struttura galleggiante ancorata al fondale; Christo Yavachev, bulgaro naturalizzato statunitense, con questa installazione di land art decide di focalizzare nuovamente l’attenzione internazionale sul rapporto fra natura e operato umano, utilizzando i contenitori attraverso i quali si commercializza l’oro nero contemporaneo, il petrolio.

Se la fama è stata raggiunta con opere come l’ “impacchettamento” di Porta Pinciana a Roma (“The Wall, Wrapped Roman Wall”) del 1974 o del parlamento di Berlino (“Wrapped Reichstag”) del 1995 , è attraverso le sperimentazioni di installazioni galleggianti sull’acqua che Christo ha catturato l’attenzione anche dei non estimatori di questa corrente artistica.

Durante il periodo estivo 2016 il lago d’Iseo, situato in provincia di Brescia, è saltato alla ribalta dei giornali internazionali grazie all’installazione “The Floating Piers“; 100.000 metri quadrati di percorso galleggiante rivestito di un tessuto arancione hanno permesso ai fruitori di camminare a pelo dell’acqua, una modalità sensoriale inedita di forte impatto. Attraverso Sulzano, località che si affaccia sulle sponde del lago, si poteva raggiunge prima Monte Isola poi da lì la piccola isola di San Paolo, completamente circondata dall’installazione.

L’opera prevista per Londra sarà alta 20m, larga 30 e lunga 40, ben visibile dalle sponde del lago e dal ponte che lo attraversa, situato proprio di fronte. I colori scelti sono il bianco, il rosso e il blu, le cromie presenti nella bandiera britannica.

Il costo previsto per la realizzazione è di 4,2 milioni di dollari, totalmente a carico dell’artista; in concomitanza verrà inaugurata una mostra dedicata a Christo e alla moglie all’interno del Serpentine Gallery in cui saranno presenti schizzi progettuali dell’opera londinese e di altre installazioni che hanno portato alla mastaba.

L’idea della mastaba – struttura tronco conica ideata dagli antichi egizi come tomba monumentale prima delle piramidi – non è di inedita sperimentazione per l’artista; Christo aveva già lavorato a una composizione simile pensata per il Texas nel 1975, utilizzando 500 barili di petrolio, idea rimasta di fatto solo un progetto sulla carta.

Contemporaneamente a Londra l’artista sta continuando a lavorare a un progetto avviato con la moglie Jeanne Claude – deceduta 9 anni fa- nel 1979; si tratterebbe di una seconda mastaba, prima opera permanente su larga scala ideata dalla coppia.

Sul finire degli anni ‘70 i due maestri fecero un viaggio negli Emirati Arabi Uniti per scegliere un adeguato luogo dove edificare “The Mastaba“, posizione individuata in una zona desertica a 160 km a sud da Abu Dhabi, vicino all’oasi di Liwa.

Una volta completata sarà alta 150 m, profonda 225 e larga 300, con una superficie orizzontale in quota di 126,8 per 225 m; più grande della piramide di Cheope di Giza.

In attesa di questa mastodontica realizzazione, cogliere l’occasione di nuotare accanto alla mastaba londinese facendo un viaggio nella capitale britannica rappresenta un buon modo per apprezzare le sensibili creazioni di Christo.