Chiamatemi Anna è una serie tv del 2017 disponibile su Netflix, dal titolo originale “Anne with an E”. Basata sul celebre romanzo del 1908, Anna dai capelli rossi, di Lucy Montgomery, il tono drammatico che caratterizza la nuova serie descrive perfettamente tutte le sfumature magiche e le fortissime sensazioni che troviamo nella storia originale; la serie ha però ampiamente diviso i fan, tra chi preferiva la versione anni ’80 della piccola orfana, più leggera, ingenua e felice, e chi apprezza molto più questa sua inedita crudezza, al contempo circondata dalla sconvolgente profondità emozionale con cui è descritta la fanciulla.

chiamatemi anna sigla

Non c’è da stupirsi quindi se la sigla d’apertura scelta per la serie, targata imaginary forces, stesso studio di produzione per le sigle di Stranger Things, Mad Men, Jessica Jones e molte altre, vuole trasmettere tutte queste profonde emozioni, in pochi secondi, con l’ausilio di soli 8 splendidi disegni.

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L’artista scelto per rappresentare al meglio la protagonista e tutto ciò che caratterizza il suo animo è Brad Kunkle, che è riuscito in ben tre settimane a realizzare 8 dipinti stupefacenti.

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Famoso per i suoi dipinti in olio, su lino o legno, rappresentanti figure femminili circondate da aloni magici, ha conquistato subito il direttore dello studio Alan Williams, che sentiva una profonda connessione con Anna fin da bambino e si è quindi battuto per la creazione della sigla e la scelta dell’artista.

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L’artista, basandosi sulle foto dell’attrice Amybeth McNulty, giovane sedicenne irlandese che ha sbaragliato le altre 1800 aspiranti Anna ai provini per il ruolo, ha voluto rendere omaggio alla natura e al personaggio femminile della storia, colmando la sigla di simbologie, magia e animali dei boschi.

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In soli 40 secondi osserviamo il passare delle stagioni, che stanno a significare, non solo il ciclo della natura e la sua espressione più evidente, ma anche l’enorme svolta che prende la vita di Anna, passando dal freddo inverno della solitudine, alla primavera portatrice di una nuova vita, poi l’estate colma di felicità e l’autunno melanconico; perché la vita è fatta così, composta da alti e da bassi, ma comunque splendida, da vivere pienamente.

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Osserviamo come da un inizio grigio e freddo, dove una rondine è a testa in giù, come a non sapere cosa fare, si passa ad un’atmosfera più calda, dove la rondine governa i suoi rami, è a casa, circondata da nuove foglie. Il contrasto evidente vuole sottolineare l’evoluzione del personaggio di Anna, a cui è stata data una possibilità di vita vera.

Le piccole rondini, molto amate dall’artista, non hanno gli occhi, come in ogni sua opera; forse una voluta silenziosa firma, o forse la consapevolezza di non poter rappresentare fino in fondo la loro particolare inarrivabile e leggera bellezza.
L’artista si dichiara affascinato da queste piccole creature, poiché capaci di donare la sensazione di sapere esattamente dove posarsi fra gli intricati rami, senza mai cadere. Un po’ come Anna, che avanza nella vita senza certezze, ma sapendosi sempre “posare sui rami lungo il suo percorso” con naturalezza, nonostante le difficoltà.

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I fiori sono un elemento fondamentale per la protagonista e notiamo come questi circondino la ragazza mentre si schiude la primavera. Una scena molto significativa è quella in cui la ragazza si pone di fronte a se stessa, intrecciando i mignoli.

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A sinistra è quell’Anna che nel quotidiano si sforza d’essere una persona felice, serena e forte di fronte a tutti, a destra, con i capelli rossi scompigliati e forse anche un po’ più triste, è il suo volto nascosto, il più sofferente, carico di tutto il dolore che l’ha accompagnata nella vita.

Le due stringono il voto dell’amicizia eterna, come a voler dichiarare l’accettazione del proprio lato oscuro all’interno di se stessa. Ecco perché la protagonista non ha veli, non ha peli sulla lingua, è spontanea e resta fedele a se stessa, sempre. Essa è consapevolmente fatta “di un lato buono e di un lato cattivo”, per così dire.

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Difficile da comprendere dall’esterno, si tratta però di un gesto estremamente doloroso da compiere, che però, una volta fatto, regala a se stessi un equilibro profondo e sereno. Tutti noi abbiamo due volti, ma non tutti sono in grado di guardare in faccia quello più oscuro.

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Da notare anche la scelta degli animali che compaiono nel video, simboleggianti le varie fasi della vita di Anna. La volpe, solitaria, notturna, come la piccola Anna, prima del suo arrivo a Green Gables, quando non aveva altri che se stessa. Poi il gufo, rappresentante la forza di Anna, e il colibrì, portatrice di gioia. Questi sono tutti animali originari di Prince Edward Island, dove è ambientata la serie.

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Sui rami sono incise delle parole, o meglio, delle frasi, tratte direttamente dal libro, importanti dichiarazioni della piccola protagonista. Tra le più belle: La mia vita è un cimitero perfetto per le speranze sepolte.

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Infine, la musica e il lento effetto 3D dei disegni che scorrono su vari piani e lasciano intravedere la bellezza della natura, sono la combinazione perfetta per una breve estasi emozionale.

La bravura sta nell’essere stati capaci di concentrare in così poco tempo, tutto il bello che il personaggio trasmette nell’intero libro.
Un personaggio delicato ma forte, sognatore e libero nella mente. Una ingenua fanciullezza, che l’eta adulta porta via, a volte per sempre. Un amore puro per la natura, gli animali, la famiglia e l’amicizia. Una combattente che la vita ha messo alla prova troppo presto, ma che riesce però a vincere e a non perdersi mai. Il tutto contornato da un amore potente per la natura, capace di comprendere la protagonista e di donare felicità anche nei momenti più bui.

Ecco dunque il video, che bisogna assolutamente guardare, più e più volte, per notare tutti i dettagli nascosti. Buona visione!

Photo and video credits to Imaginary Forces for Anne with an “E” by CBC Television