Prima il restauro e il rilevamento del Palazzo della Civiltà italiana all’EUR, oggi quartier generale della maison Fendi, poi il restauro della Fontana di Trevi, e oggi l’apertura di “Rhinoceros”, uno spazio dove arte, architettura, cultura e storia trovano una sintesi felice e originale.

Sembra proprio che la città di Roma debba davvero molto alle sorelle Fendi. Nella situazione di incuria e degrado in cui è caduta la capitale negli ultimi anni, sono rimasti solo i privati e i grandi marchi (TOD’S, Bulgari, Fendi, ecc.) a donare nuovo splendore alla città eterna. E le sorelle Fendi, ognuna a modo suo e con uno stile e iniziative diverse, stanno contribuendo a risvegliare questa città dal suo torpore decennale, attraverso importanti opere di finanziamento, riqualificazione e di vero e proprio mecenatismo, che derivano tutte dal grandissimo amore che le quattro sorelle nutrono per Roma.

L’esterno del palazzo Rhinoceros. Ph. Alessandro Mancini

Nel caso di RhinocerosAlda Fendi ha unito le sue forze con l’architetto premio Pritzker nel 2008, Jean Nouvel, e il poliedrico direttore artistico, Raffaele Curi, per dare vita a un esperimento unico per la realtà capitolina. Nell’area del Velabro – culla della civiltà romana e luogo dove la leggenda narra sia stata trovata la cesta con Romolo e Remo – a due passi dalla Bocca della Verità e a ridosso dell’Arco di Giano, palazzo Rhinoceros ospiterà attività espositive, negozi d’arte e 24 appartamenti aperti ad artisti ma anche a chiunque voglia vivere questo spazio.

LA FONDAZIONE ALDA FENDI ESPERIMENTI

La vista dall’alto del palazzo sull’Arco di Giano. Ph. Alessandro Mancini

L’idea parte dalla Fondazione Alda Fendi Esperimenti che dal 2001 è attiva con progetti per la città di Roma. Tutto comincia con la riqualificazione dell’area che comprende il recupero e la ristrutturazione di un complesso di tre edifici per un totale di 3.500 mq. L’idea era di avere un unico luogo dedicato all’arte, motore di creatività e cultura per produrre esperimenti in assoluta libertà. Un sogno portato avanti da Alda Fendi con risorse economiche private.

Creata da Alda Fendi, con le figlie Giovanna e Alessia Caruso Fendi, la Fondazione ha nel suo nome la sperimentazione: gli Esperimenti sono la sua cifra, una continua sfida ad andare oltre i confini tradizionali tra le discipline: arte, teatro, letteratura, musica, performance, con la scelta di rendere l’accesso gratuito e libero a tutti. Al primo Esperimento, lo scavo dell’abside della Basilica Ulpia,  si susseguono dal 2005 le rappresentazioni teatrali al Mercato del Pesce e anni di performance, con la partecipazione, tra gli altri, di Vincent Gallo, Roberto Bolle, Dominique Sanda, Angélique Kidjo e Cecilia Bartoli. Dall’antichità al contemporaneo, con incursioni alla Festa del Cinema di Roma, alla Peggy Guggenheim Collection e alla Biennale di Venezia, il Laboratorio internazionale di teatro e la partecipazione alla 54esima Esposizione internazionale d’Arte.

IL PALAZZO: LE CARATTERISTICHE, LE FUNZIONI E LE CURIOSITÀ

A dispetto del Comune di Roma, che, pur sapendo da anni dell’apertura di questa significativa attrazione, ha ignorato la novità lasciando che il palazzo riaprisse in mezzo a un contesto di degrado vergognoso, la Fondazione Alda Fendi ha allargato la sua azione mecenatistica sulla strada circostante, riqualificandola, e sull’adiacente Arco di Giano, risalente al IV secolo, che, a partire dall’inaugurazione, è stato illuminato con un progetto di Vittorio Storaro.

L’Atelier Jean Nouvel comincia i primi studi nel 2011. I tre edifici, che sono stati poi uniti internamente in un unico corpo, erano a vocazione residenziale con una grande varietà di linguaggi. «Rivisitare il palazzo voleva anche dire giocare con tutte le differenze e le caratteristiche interne per creare 24 appartamenti tutti unici», spiega Nouvel. All’interno infatti ogni appartamento è un progetto a se stante dove spesso le tracce del passato, come pavimenti e rivestimenti, vengono mantenute ed enfatizzate. È il caso delle stampe sulle imposte delle finestre che mostrano frammenti degli appartamenti prima del progetto o della pavimentazione che gioca fra richiami all’antico e contaminazioni contemporanee.

All’esterno la facciata è stata oggetto di un restauro conservativo attento e delicato, nel totale rispetto della preesistenza e dell’area, come ci racconta Livia Tani, local architect di Nouvel in Italia. «Sulle facciate abbiamo conservato tutto ciò che poteva testimoniare il passaggio del tempo… per mettere meglio in evidenza le differenti stratificazioni, per permettere la scoperta di un palazzo che ha smesso di invecchiare» chiarisce Nouvel che sottolinea come «costruire a Roma sia difficile. L’architetto è logicamente obbligato a rispettare la gerarchia delle architetture storiche, siamo dunque obbligati a una grande sobrietà».

I 25 mini appartamenti di lusso, tutti diversi e distribuiti in diversi punti strategici del palazzo, saranno in parte in affitto e in parte gestiti dalla Fondazione come residenze d’arte e affidati alle cure di un albergatore creativo del calibro di Kike Sarasola (quello dei Room Mate Hotels che qui debutta con un nuovo brand, The Rooms of Rome, parte di una linea di offerta ricettiva all’insegna dell’unicità).

La compenetrazione tra le varie facce del progetto è simboleggiata dalle poesie che Raffaele Curi ha concepito per ognuna delle stanze e che campeggiano incise sulle porte di metallo.

Le gestioni dunque sono diverse (la Fondazione segue la parte non profit, espositiva e culturale; mentre il palazzo ospita anche attività imprenditoriali di eccellenza), ma la sinergia tra le parti è palpabile. Anche il tetto dell’edificio è stato curato fin nei minimi dettagli e trasformato in ristorante ricercato da uno dei brand più celebri della ristorazione parigina: Caviar Kaspia. La vista dalle terrazze del palazzo è la ciliegina sulla torta.

Dopo 24 mesi di cantiere il palazzo Rhinoceros ha finalmente aperto al pubblico con una programmazione che per il primo anno declinerà il tema del rinoceronte nelle arti visive e performative.

L’11 ottobre il complesso è stato inaugurato con un vernissage e 1.800 ospiti solo su invito. Presenti ovviamente la promotrice, Alda Fendi, con le due figlie Giovanna e Alessia Caruso Fendi, collaboratrici della mamma nella Fondazione Esperimenti, il grande architetto Jean Nouvel e la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Tra gli altri grandi nomi che hanno preso parte all’opening non possiamo non citare lo scrittore premio Nobel Mario Vargas Llosa, e vip del calibro di Gerard Depardieu, Valeria Golino, Miguel Bosé, Pierfrancesco Favino, Riccardo Scamarcio, Isabella Ferrari e Violante Placido.

Il 13 ottobre, invece, c’è stata l’inaugurazione ufficiale, con l’apertura dello spazio al pubblico.

LE PROPOSTE E LE INIZIATIVE ARTISTICHE PER LA STAGIONE 2018/19

Sempre di Curi saranno alcune delle proposte pensate per l’inaugurazione e la programmazione artistica di questa realtà, dopo ben otto anni di progetti, pensieri e lavori. Così Vincent Gallo sarà Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare sempre con la regia di Curi; Anche Pierre et Gilles reciteranno un’opera a sorpresa sempre all’aperto (ma la coppia di artisti avrà presto una personale). Negli spazi espositivi in basso, poi, la mostra centrale sarà dedicata a Michelangelo: dodici disegni di progetti architettonici originali riguardanti monumenti di Firenze e Roma ed eccezionalmente commentati da Nouvel. Il tutto in attesa di metà dicembre, quando a Roma arriverà l’Adolescente del Buonarroti, conservato all’Hermitage di San Pietroburgo, che, come spiega con orgoglio Alda Fendi, non è “mai stato prestato a un privato per un periodo così lungo. Sarà davvero una cosa significativa per Roma, un altro regalo. E non sarà l’ultimo, visto che la mia fondazione avrà un rapporto duraturo con l’Hermitage”.

Non ci resta che augurare che questo spazio rispecchi sinceramente e fino in fondo le volontà squisitamente culturali e artistiche della fondazione Fendi e di Raffaele Curi, e non si pieghi a interessi personali ed egoistici, riducendo il tutto, come troppo spesso accade a Roma, ad una mera operazione speculativa.

 

Rhinoceros
FONDAZIONE ALDA FENDI ‒ ESPERIMENTI

Indirizzo: Cancellata Arco di Giano Via di San Giovanni Decollato
ingresso da Piazza Bocca della Verità

Apertura del ristorante: a partire dal 18 ottobre in soft opening

Sito web: www.fondazionealdafendi-esperimenti.it