di Delia Amendola

Oltre ad essere un argomento di ampie discussioni e che tocca – purtroppo solo velatamente – l’azione politica contemporanea, il lavoro realizzato dalla donna, oggi giorno, sarebbe valutato in netta minoranza rispetto a quello effettuato da un uomo. Si parla spesso di sessismo, di svalutazione della professionalità femminile e di doverose inclusioni; argomenti che sono legati tra di loro da un unico punto fondamentale: la sottovalutazione completa della donna; in qualsiasi ambito: lavorativo, sociale e talvolta anche umano. Secondo recenti stime, infatti – se si volesse approfondire la questione relativa al lavoro – la donna guadagnerebbe, in media, il 23% in meno dell’uomo. Il fenomeno – definito dalle Nazioni Unite come il “Gender Pay Gap” – è l’aspetto più lampante di un andamento ideologico pericolosamente in crescita.

La foto della campagna #Whosartfor

A Torino, per approfondire gli argomenti relativi, in particolar modo, ai lavoratori dell’arte, sta per essere proiettata un’idea che è anche un atto di resistenza e una vera e propria occasione di riflessione: un progetto, quello di #Whosartfor, che potrebbe rappresentare un primo passo verso la rivalutazione delle condizioni lavorative e della professionalità del lavoratore; in una prospettiva femminile.

La campagna di crowdfounding per sostenere l’arte al femminile

“Per chi è l’arte? Lavoratori dell’arte contro lo sfruttamento”: è questo il titolo che domina efficacemente la campagna di crowdfounding di cui parliamo oggi. Difatti, se l’arte è per pochi, le donne – nell’universo artistico – sembrerebbero essere davvero molto trascurate. L’associazione Rete al Femminile e il progetto R-set | Tools for cultural workershanno, per tale motivo, realizzato un programma di sviluppo, di ricerca e di supporto per il lavoro femminile nel mondo dell’arte, in generale. Si tratta di un’iniziativa di crowdfounding – la #Whosartfor– che si pone l’obiettivo principale di raccogliere circa 7.000 € per sostenere la ricerca e incoraggiare l’inclusione sociale in ambito artistico.

Retealfemminile.com

I 7.000 € serviranno per la pubblicazione di un libro che dovrà raccogliere l’esperienza di sette artiste e lo studio applicato di sette ricercatrici, in ambito di economia dell’arte, di cultura, di politiche culturali ma anche di retribuzione del lavoro artistico o di partecipazione democratica di tutte le fasce sociali alle attività artistiche. Le autrici e le artiste saranno selezionate attraverso un open call internazionale e le loro performances saranno, non solo distribuite attraverso il libro in questione, ma anche premiate nella primavera del 2019 a Torino; ritraendo, così, la vera faccia combattiva e salvifica dell’arte al femminile.

Il lancio della campagna crowdfounding sarà effettuato l’8 novembre 2018 sulla piattaforma Eppela, supportata dalla Fondazione CRT Risorse + e presentata ufficialmente l’11 novembre durante un aperitivo in Via Goito a Torino. Qualsiasi persona interessata ad una donazione riceverà – come forma di riconoscenza e in base alla propria generosità – gadgets, planners o il libro pubblicato grazie alla raccolta fondi.

“Attraverso il premio vogliamo promuovere progetti, ma anche istituzioni, fondazioni e imprese virtuose che abbiano sviluppato un atteggiamento responsabile nei confronti dei lavoratori dell’arte, per quanto riguarda la loro remunerazione, e nei confronti del pubblico, per quanto riguarda la ricaduta di benefici generati dai progetti stessi”, così sintetizza e racconta l’azione definitiva dell’iniziativa la curatrice del progetto, Nicoletta Daldanise.