Fuco Ueda, classe 1979, nasce in Giappone e si laurea presso la scuola d’Arte di Tokyo. Fa parte di quella scuola del nuovo Surrealismo sviluppatasi in Giappone, figlia di Yoshitomo Nara e Kawashima, che si estende e si snoda tra gli immaginari variopinti e personali di questi artisti capostipiti di un’arte pura e innovativa, come il contesto che li circonda.

Le opere di questa giovane arista giapponese sembrano essere sospese in un limbo, al limite fra due mondi, dove tempo e spazio perdono peso e consistenza. Nei suoi quadri le figure femminili, dipinte con estrema accuratezza fin nei minimi dettagli, restano impassibili, con lo sguardo malinconico perso nel vuoto e i loro corpi congelati in pose simboliche.

L’uso estensivo di materiali naturali come i pigmenti minerali, tessuto e legno con la pittura acrilica, riflettono alla perfezione la qualità organica delle sue ambientazioni, dove flora e fauna assumono sfumature vibranti fluttuando con grazia nei cieli color lavanda, emergendo dalla nebbia impercettibile dello sfondo.

English version

Interview to Fudo Ueda: an artist suspended between two worlds

Fuco Ueda, year 1979, was born in Japan and graduated at the Art School of Tokyo. She’s part of the movement what is called new Surrealism, that takes place in Japan, born with Yoshitomo Nara and Kawashima, that extends and pivots between the colorful and personal imaginary of these masterpieces of a pure and innovative art, such as the surrounding context.

The works of this young Japanese artist looks like suspended in a limb, on the borderline between two worlds, where the time and space lose weight and consistence. On her paintings, the feminine figure, painted with extreme accuracy even on its minimum details, remains impassible, with a melancholic look, lost in the void while their bodies, frozen in symbolic poses.

The extensive use of natural materials, come mineral ink, fabric and wood with the acrylic painting, illustrates perfectly the organic quality of its surroundings, where flora and fauna creates vibrant shades which flutes with grace in the lavender skies, emerging from the unnoticed mist in the background.

Opera di Fuco Ueda del 2015
Fonte: www.fucoueda.com

Nonostante i colori accesi e sgargianti accostati l’uno all’altro per esaltare la loro luminosità, le sue composizioni regalano sempre una sensazione di impalpabilità e morbidezza e tradiscono un influsso discreto dai rigidi schemi delle stampe giapponesi tradizionali. Le sue opere trasportano l’osservatore in un mondo fluttuante, una “realtà di mezzo”, in cui è facile perdersi e accendere la fantasia. Proprio come accade in questi giorni ai visitatori della Dorothy Circus Gallery a Roma, dove sono esposte le ultime creazioni di Fuco Ueda in una mostra dal titolo YUMEI.

Protagoniste delle opere esposte sono delle ragazze dai tratti e dai colori (seppur molto accentuati) orientali che popolano questo mondo fiabesco e surreale, in bilico fra la nostra realtà e l’altrove, come suggerisce il titolo della mostra, composta dai due termini “mei“, ovvero “qui”, che rimanda al nostro mondo luminoso, e “Yu“, ovvero “lì”, che indica la terra dello spirito, il buio aldilà che ci osserva, ma che noi non riusciamo ad avvertire. Essa è percepibile solo attraverso gli strati sottili di blu pallido e violetto che nascondono la prospettiva dei dipinti, facendo svanire ogni cosa nello spazio. Le eteree fanciulle dalla pelle dorata e gli occhi cerchiati di rosso cercano di mettersi in contatto con noi, per narrarci le loro visioni, la consapevolezza di quell’ “oltre” che ci è estranea. Loro sono le uniche mediatrici a cui è concesso di giacere sulla linea di mezzo, dove questo e l’altro mondo quasi si sfiorano, ma senza mai toccarsi.

English version

Even though its bright and shining colors, which are put altogether to extol its luminosity, her compositions always offers an impalpability and softness feel, and betrays a moderate influx of the rigid schemes of the traditional Japanese patterns. Her works transports its observer in a fluctuating world, an “in between reality” which it’s easy to get lost and access fantasy. Exactly as it has been happening in these last days in the Dorothy Circus Gallery, in Rome, where the last creations of Fuco Ueda are being exposed, in an exhibition called YUMEI.

The protagonists of the exhibited works are girls with oriental traits and colors (albeit very accentuated) that populate this fabulous and surreal world, in-between our reality and elsewhere, as the title of the exhibition suggests, which consists of two terms, “mei” which means “here”, referring to our bright world, and “Yu”, which means “there”, indicating the land of the spirit, the dark beyond watching us but we cannot feel it. It is perceivable only through the thin layers of pale blue and violet hiding the perspective of the paintings, fading everything into space. The golden ethereal girls with red-eyed eyes try to get in touch with us, to tell their visions, the awareness of the “beyond” that is nondescript to us. They are the only mediators who are allowed to lie on the middle line, where this and the other world almost touch, but never do.

Interno della Dorothy Circus Gallery
Fonte: www.tiragraffi.it

La Dorothy Circus Gallery si conferma uno spazio d’eccellenza nonché il centro di riferimento della corrente del cosiddetto Pop Surrealismo in Europa. Nata nel 2007 a Roma, dal 2011 ha spostato la sua sede nel cuore del centro storico della capitale, in via dei Pettinari, puntando i riflettori sul Pop Surrealismo e sull’Urban Art, affermandosi come lo spazio ideale per ospitare l’animo inquieto degli artisti appartenenti a queste vivaci correnti artistiche. La D.C.G. ha portato per la prima volta sulla scena dell’arte contemporanea italiana artisti del calibro di Joe Sorren, Ron English, Sas & Colin Christian, Camille Rose Garcia, Alex Gross, Tara McPherson, Miss Van e ora Fuco Ueda. La galleria, inoltre, si dedica anche alla pubblicazione di cataloghi sulle mostre, alcuni dei quali editati dalla Casa editrice Drago e distribuiti in tutto il mondo, e produce un’ampia selezione di prodotti artistici, come libri d’arte, monografie sugli artisti, ma anche stampe in edizione limitata e collectables. In occasione del sue decimo anniversario che cadrà nell’ottobre del 2017, la D.C.G. ha intenzione di costruire una sede temporanea anche a Londra, nel quartiere di Notthing Hill, dove verrà presentata la prima mostra collettiva (la seconda sarà a Roma) di celebri artisti internazionali  che daranno vita ad una strepitosa celebrazione dell’arte surrealista.

English version

The Dorothy Circus Gallery confirms itself as an area of ​​excellence as well as the reference center for the so-called Pop Surrealism in Europe. Born in 2007 in Rome, since 2011 has moved its headquarters to the heart of the historic center of the capital, in via Pettinari, focusing on Pop Surrealism and Urban Art, reflecting itself as the ideal space to accommodate the restless soul of the artists belonging to this lively artistic movement. The D.C.G. has brought for the first time on the scene of contemporary Italian art artists such as Joe Sorren, Ron English, Sas & Colin Christian, Camille Rose Garcia, Alex Gross, Tara McPherson, Miss Van and now Fuco Ueda. The gallery is also dedicated to the publication of catalogs on exhibitions, some of which are edited by the Drago Publishing House and distributed around the world, and produces a wide selection of artistic products such as art books, artist monographs, but also limited edition prints and collectables. On the occasion of its tenth anniversary, which will take place in October 2017, D.C.G. plans to build a temporary venue in London, in the neighborhood of Notthing Hill, where the first collective exhibition will be presented (the second will be in Rome) by renowned international artists that will give birth to a spectacular surrealist celebration.

Poster mostra YUMEI / Credit: ©DorothyCircusGallery

Noi di Artwave siamo stati all’inaugurazione della mostra YUMEI e, per l’occasione, abbiamo intervistato l’autrice dei dipinti esposti, l’artista giapponese di fama mondiale Fuco Ueda:

Ci racconti il percorso artistico che l’ha portata a diventare l’artista affermata che è oggi. Quando è approdata a questo stile e quando ha raggiunto la maturità artistica?

Ho iniziato a dipingere fin da quando ero piccola e sono arrivata a questo stile molto precocemente Ho studiato Disegno alla scuola d’Arte di Tokyo e ho iniziato a realizzare le miei prime opere a circa vent’anni, utilizzando anche i colori ad olio. Ho raggiunto subito la consapevolezza di voler dipingere in questo modo, quindi posso affermare senza esitazione che questo stile mi contraddistingue da sempre.

Come definirebbe il suo stile?  Ritiene di appartenere alla corrente cosiddetta “pop surrealista”?

Credo di non appartenere a nessuna categoria ben definita, il mio stile è in continua evoluzione e mi piace sperimentare sempre nuove tecniche e nuove forme di comunicazione. In ogni caso la corrente artistica pop surrealista è sicuramente quella che si avvicina di più allo stile dei miei quadri.

English version

The Artwave team were at the inauguration of the YUMEI exhibition and, for the occasion, we interviewed the author of the exhibited paintings, the world-famous Japanese artist Fuco Ueda:

Can you tell us the artistic path that has led you to become the established artist you are today? When did you arrive at this style and when did you reach the artistic maturity?

I started painting since I was little and I got to this style very early. I studied Drawing at the Tokyo Art School and started to make my first works for about twenty years now, also using oil colors. I immediately realized I wanted to paint this way, so I can say without hesitation that this style has always distinguished me.

How would you define your style? Do you think you belong to the current so-called “surrealist pop”?

I don’t think I belong to any defined category, my style is constantly evolving and I like to experiment with new techniques and new forms of communication. In any case, the surrealist pop current is surely the one that is closer to the style of my paintings.

Fuco Ueda, Fraternization, 2015 / Credit: ©DorothyCircusGallery

Progetti per il futuro. Cosa ha in serbo per noi e per i suoi ammiratori?

Nel 2011 ho creato un catalogo con tutte le mie opere realizzate fino a quel momento; adesso ho intenzione di realizzarne un altro più aggiornato, contenente tutte le opere che ho creato finora. Inoltre ho in programma di costruire una scultura in 3D sempre con lo stesso stile che contraddistingue i miei quadri su tela, e, inoltre, di sperimentare nuove tecniche.

Qual è il tema che collega fra di loro le opere raccolte in quest’esposizione? Quali sono, se ci sono, gli influssi e i modelli alla base della sua ricerca artistica?

Il tema della mostra, come suggerisce il nome (“YUMEI”), è, appunto, il collegamento fra il mondo di “qui”, e quindi il nostro mondo, e il mondo di “lì”, ovvero l’altrove, l’aldilà. Si tratta di una tema che ho affrontato da sempre all’interno delle mie opere e che ogni volta mi porta a raggiungere risultati ed effetti diversi. Credo che molti dei modelli insiti nella mia ricerca artistica siano impliciti, nel senso che non sono in grado di elencare da quali influssi la mia pittura effettivamente prenda vita. Sicuramente il modello delle stampe giapponesi è presente, anche se in “filigrana”. La mia ricerca, infatti, dev’essere più libera e sperimentale possibile, non mi piace essere etichettata come esponente di una corrente specifica o essere inquadrata all’interno di un certo stile pittorico. Il mondo, visibile e non visibile, e ancor di più l’universo, sono le mie maggiori fonti d’ispirazione diretta.

English version

Projects for the future. What’s in store for us and for your admirers?

In 2011 I created a catalog with all my works up to that time; now I’m going to make another one more updated, containing all the works I’ve created so far. I’m also planning on building a 3D sculpture always with the same style that distinguishes my paintings on canvas, and also to experiment with new techniques.

What is the theme that links the collected works in this exhibition among themselves? What are, if any, the influences and patterns behind its artistic research?

The theme of the exhibition, as the name suggests (“YUMEI”), is precisely the link between the world of “here”, hence our world, and the world of “there”, or elsewhere, beyond. This is a theme that I have always faced in my works and that it always brings me different results and effects. I believe that many of the patterns in my artistic research are implied in the sense that I am unable to list what influences my painting actually takes on. Certainly the pattern of Japanese prints is present, though in “watermark”. My research, in fact, must be as free and experimental as possible, I don’t like being labeled as an exponent of a specific current or framed within a certain pictorial style. The world, visible and unseen, and even more the universe, is my main source of direct inspiration.

Cosa ne pensa del mercato dell’arte contemporanea e in che modo essa viene accolta nel suo Paese?

In Giappone il mondo dell’arte contemporanea costituisce un settore “di nicchia”, non molto popolare e apprezzato dal pubblico, al contrario, l’arte tradizionale giapponese viene riconosciuta e stimata da tutta la popolazione. Questo però è un problema che riguarda molti Paesi del mondo, soprattutto quelli ancora prevenuti e chiusi di fronte alle novità e ai messaggi di forte impatto visivo e critico-sociale che l’arte contemporanea cerca di veicolare con i suoi diversi mezzi all’interno delle gallerie d’arte, dei musei o delle mostre. Le persone devono ancora abituarsi a queste nuove forme e correnti artistiche che caratterizzano il mercato dell’arte odierno.

Per concludere, un consiglio a tutti i giovani artisti che si stanno affacciando oggi nel mondo dell’arte su come trovare la propria strada. In poche parole, qual è il segreto del successo secondo lei?

È una domanda molto difficile, posso rispondere basandomi sul mio percorso personale. Quindi posso affermare senza dubbio che per me è stato fondamentale dedicare tutto il mio tempo e la mia passione alla pittura, che è diventata la priorità assoluta della mia vita. Gli ingredienti per avere successo? Credo che siano diversi per ognuno di noi, ma per quel che riguarda me, sono stati sicuramente la determinazione, tanta forza di volontà e un grande spirito di sacrificio. Si tratta di un percorso molto tortuoso e complicato, ma se si è mossi da una grande passione, non esiste montagna troppo alta da scalare.

English version

What do you think about the contemporary art market and how is it accepted in your country?

In Japan, the world of contemporary art is a “niche” sector, not popular and appreciated by the public, and on the contrary, traditional Japanese art is recognized and appreciated by the entire population. But this is a problem for many countries in the world, especially those who are still prevented and closed in the face of innovation and from the messages of a strong visual and critical-social impact that contemporary art seeks to convey through its various means within the Art galleries, museums or exhibitions. People still have to get used to these new forms and artistic currents that characterize today’s art market.

To conclude, a suggestion to all the young artists who are now facing the art world on how to find their way. In a nutshell, what is the secret of success in your eyes?

It’s a very difficult question, and I can say it according to personal journey. Undoubtedly I can say that it was essential for me to spend all my time and passion on painting, which has become the absolute priority of my life. The ingredients to be successful? I think they are different for each one of us, but for me, they were definitely determination, a lot of willpower and a great spirit for the sacrifice. This is a very tortuous and complicated path, but if you are moved by a passion, no mountain is too high to climb.

(Traduzione a cura di Flávia Cardoso)

Fuco Ueda, Symbiosis, 2015 / Credit: ©DorothyCircusGallery

 

Yumei by Fuco Ueda

Quando: dal 9 giugno al 15 luglio 2017

Dove: Roma, Dorothy Circus Gallery, Via dei Pettinari 76

Tel.: +39 06 68805928

Sito ufficiale: http://www.dorothycircusgallery.com

Seguite l’artista Fuco Ueda sui suoi canali social: Facebook, Instagram, Twitter e visitate il sito www.fucoueda.com

Ringraziamo la ©Dorothy Circus Gallery per il materiale fornitoci per l’intervista