Dopo un primo periodo tendente all’Espressionismo, Vasilij Kandinskij proverà ad esprimere la sua visione del mondo attraverso l’abbandono dell’arte figurativa, distaccandosi dall’imitazione della natura, approdando ad un nuovo porto, quello dell’Astrattismo. L’interiorità turbata, che alla fine dell’Ottocento veniva rappresentata da Van Gogh attraverso tratti veloci che componevano però figure riconoscibili, verrà con Kandinskij resa con tratti, macchie, colori caldi e colori freddi, utilizzando l’acquerello, tratti di matita e penna. Questa corrente sarà di fondamentale importanza per tutto il Novecento, declinata secondo il personale gusto da artisti come Mondrian, Rothko e Pollock.

Kandinskij al lavoro, fonte: www.mudec.it

Coppia a cavallo, del 1906, risale al primo periodo di questo artista: l’opera risente dell’arte del secolo appena concluso, nei tocchi di colore derivati dal Puntinismo, ai tratti più larghi e spessi dell’Impressionismo, fino all’uso dei colori accesi vangoghiani. Il quadro però si differenzia dalle correnti precedenti introducendo la coppia a cavallo. Una figura innovativa, una sorta di richiamo alla poetica cavalleresca o forse un’anticipazione di quello che sarà il movimento espressionista che Kandinskij stesso fonderà nel 1911 chiamato Der Blaue Reiter (il Cavaliere Azzurro).

“Coppia a cavallo”, fonte: ilsassonellostagno.files.wordpress.com

Lo studio della musica, dei colori e del loro accostamento a figure geometriche elementari, porterà Kandinskij a realizzare tra il 1910 e il 1913 il suo primo acquerello astratto (detto anche Senza titolo). Egli è interessato anche allo studio dell’infanzia e all’approccio di un bambino con il disegno. Cosa potrebbe raffigurare? Cosa si cela dietro la scelta di determinati colori? Dare una risposta certa è compito arduo, ma l’artista ha a cuore sopratutto l’analisi dell’origine dell’ azione estetica nel bambino. Quelle macchie informi non sono altro che forze che si muovono in uno spazio (il foglio bianco), lasciandosi dietro una scia, un sentore di movimento rappresentato dai leggeri tratti a matita.

Senza titolo, fonte: colorgrammar.files.wordpress.com

Quasi a dieci anni dopo, durante il suo soggiorno in Germania dove inizia la sua carriera di professore di pittura parietale nella Bauhaus di Weimar, risale la Composizione VIII. La struttura è completamente diversa dal primo acquerello astratto: le forme sono più definite, i contorni più netti. Il punto comune è sempre l’astrazione, la non-figuratività, questa visione che Kandinskij propone ad un mondo appena uscito devastato dalla Grande Guerra, che riduce la natura a delle forme primarie, scarne, che a volte si scontrano tra loro, come quello che era successo tra le potenze mondiali qualche anno prima.

Composizione VIII, fonte: upload.wikimedia.org

Torniamo ai giorni nostri: a Milano, dal 15 marzo, esporrà al Museo delle Culture 49 opere del grande artista russo risalenti al periodo precedente all’astrazione. Gli studi, l’amore per la musica, il tema cavalleresco si riflettono nelle opere espressioniste di quel periodo come il “San Giorgio” qui in basso. Lo schema compositivo sta assumendo già nuove forme, i colori sono distorti, le figure sintetiche ma molto espressive. Il tutto porterà negli anni successivi alla totale astrazione, tratto distintivo dell’artista russo.

San Giorgio, fonte: www.artslife.com