L’edificio del Museo della Permanente di Milano poco s’intona all’austera architettura del quartiere in cui è immerso: è particolare e anticonvenzionale come la mostra su Caravaggio che ospiterà dal 6 ottobre al 27 gennaio.

Il Museo della Permanente di Milano. Fonte: myartguides.com

Appena il visitatore entra nel corridoio che precede la prima sala, il buio lo prende per mano guidandolo in uno spazio fuori dal tempo fino a che il suo sguardo non si apre su quattro mega schermi che lo riportano al 1571, anno di nascita del pittore a cui la mostra è dedicata. L’intento di MondoMostreSkira, organizzatori di questa suggestiva esperienza di arte immersiva, è quello di mostrare agli occhi del grande pubblico l’umanità che si nasconde dietro al grande nome per poi rendere ancora più affascinanti le sue opere, riprodotte attraverso la tecnica del video mapping e proiettate a grandi dimensioni. La mostra non prevede infatti l’esposizione di opere dal vivo, ma la loro riproduzione virtuale grazie ad un sistema di multi-proiezione a grandi dimensioni.

Si tratta di un percorso che segue cronologicamente la vita del grande artista alternando riprese a cielo aperto, interpretazione teatrale e quadri. Il visitatore ripercorre l’infanzia, passando dagli anni della formazione romana, fino ad arrivare alla morte indegna di Caravaggio. Volando leggeri sopra San Pietro, camminando per strade di Napoli circondato da suoni e odori, viene regalata una completa immedesimazione con le vicende strazianti che costellano la vita del pittore lombardo. Inoltre, ci si addentra nella conoscenza di un Caravaggio sconosciuto ai più grazie al racconto di particolari biografici inediti.

Per la realizzazione della mostra sono intervenuti più di 50 professionisti, giovani soprattutto, provenienti da tutto il mondo e anche da campi professionali differenti da quello delle mostre d’arte: alcuni si sono formati nella cinematografia, altri nel teatro. Una grande componente, tuttavia, è specializzata nell’innovazione tecnologica che fa da padrona durante la visita alle quattro sale e rende l’esperienza unica nel suo genere. Attraverso il video mapping, ad esempio, è stato possibile proiettare opere inamovibili oppure andate distrutte durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, per di più in modo tale da riuscire a percepirne le pennellate quasi il quadro stesse a poca distanza dal visitatore. I curatori hanno appositamente scelto di collaborare con specialisti di vari settori per slegare la realizzazione della mostra da qualsiasi abitudine affinché si potesse vivere un momento irripetibile. Il pubblico viene dunque immerso in un mondo alternativo, attraverso una narrative experience supportata da musiche originali e che realizza condizioni virtuali simili al reale. Il tormento dell’artista, per esempio, incontra prepotentemente il visitatore nella terza sala, dove si racconta l’assassinio di cui si rese colpevole Caravaggio, in cui si compenetrano perfettamente vita e opere, cause ed effetti delle avventure dell’artista sulle sue opere. Grazie ad una sincronizzazione pressoché perfetta ottenuta con tecnologia binaurale, si gode pienamente della musica, delle battute degli attori e delle proiezioni di dettagli delle opere di Caravaggio che riescono a mostrare come le vicende strazianti della vita del pittore abbiano inciso sull’emotività dei suoi quadri. Attraverso questa operazione si comprende perché Caravaggio venga considerato “uno degli artisti appassionati e potentemente espressivi”, come scritto dallo storico dell’arte Stefano Zuffi.

A differenza di altre mostre basate sul concetto di arte immersiva, in questo caso i curatori si sono focalizzati in particolar modo sull’aspetto tecnico e scientifico, curato da Rossella Vodret, in modo da lasciare allo spettatore anche un pacchetto culturale e d’informazioni significativo, oltre allo stupore per l’impiego di nuove tecnologie. Il percorso si propone dunque d’integrare a regola d’arte “l’effetto wow”, come viene definito dai curatori l’impatto visivo straordinario, e la base puramente tecnica. La spiegazione dei dipinti, infatti, si preoccupa anche di dettagli che difficilmente verrebbero colti. Forse, tuttavia, l’aspetto del tormento esistenziale di Caravaggio viene diluito in alcune sale proprio a causa di queste spiegazioni esaustive, non permettendogli di emergere come ci si potrebbe immaginare.

Caravaggio, “Morte della Vergine” (1604-1606)

Il pregio della mostra organizzata da MondoMostreSkira consiste nell’avvicinare la tradizione all’innovazione, rendendo una pittura ormai considerata classica inscindibilmente legata alla modernità. Le 40 opere proiettate e la vita di Caravaggio s’intrecciano come in una performance di un’artista contemporaneo. La tradizione viene così riqualificata e riportata agli occhi del mondo d’oggi, che a sua volta ne trae beneficio. Grazie a questa esperienza, infatti, il visitatore acquisisce una coscienza rinnovata della storia culturale che ha prodotto l’arte dei giorni nostri. Non si tratta di una mostra contemplativa in cui il pubblico rimane solamente spettatore: l’ospite contribuisce attivamente allo sviluppo dell’esposizione che culmina con la morte miserabile di Caravaggio.

L’arte immersiva è sicuramente da considerare un nuovo modo di vivere anche la tradizione antica che spesso il mondo odierno dimentica, affascinato piuttosto dall’avanguardia tecnologica. Il merito dei curatori è proprio quello di essere riusciti a bilanciare egregiamente questi due aspetti in modo che mai uno prevalesse sull’altro.

 

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