Innumerevoli gli appuntamenti previsti alla celebre galleria d’arte romana Contemporary Cluster, ospitata dal superbo Palazzo Cavallerini Lazzaroni. Ve ne abbiamo parlato durante la sua inaugurazione e al suo clamoroso evento celebrativo del mese scorso; ma le sorprese non finiscono di certo qui.

Per tutto il mese di dicembre sono infatti previsti eventi e iniziative assolutamente da non perdere. Ecco un assaggio di ciò che vi aspetta celato nel cuore di Roma.

Dal 4 al 9 dicembre Contemporary Cluster presenterà THE DREAM ROOM a cura di Hanna Ebonique, la prima mostra in Italia di The Dreamer, nome d’arte di Sotiris Trechas.The Dream RoomL’artista multidisciplinare, che vive e lavora ad Atene, ha collaborato come fotografo con riviste internazionali, marchi e media, ed è co-fondatore di Neon Raum, uno studio fotografico e showroom per futuri designer con sede nel centro di Atene. Cominciando dalla creazione di magliette ed altri oggetti caratterizzati da un’estetica dream-pop, pubblica il suo primo portfolio DREAM COLOR nel 2015; prende poi parte a numerosi eventi artistici negli anni seguenti; nel 2016 ad Occupy Atopos ha realizzato una mostra personale dal titolo The Dreamer e attualmente il suo progetto FLUFFER EVERYDAY, rivista porno, ironica ed erotica, è disponibile presso alcuni rivenditori selezionati a livello internazionale e al Contemporary Cluster, il primo rivenditore ufficiale a Roma.

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THE DREAM ROOM non è una semplice mostra, ma un viaggio nel tempo e nello spazio. L’artista suonando, stabilirà un dialogo tra il passato storico di Palazzo Cavellerini Lazzaroni ed il presente, esponendo anche diversi lavori, dai murales, alle sculture, alle opere su carta ed infine opere su tessuto. TheDreamer immergerà il pubblico in maniera tagliente in un mondo sognante.

Dal 6 al 9 dicembre sarà in mostra MAX vs MAX, una sfida artistica che vedrà protagonisti il provocatorio Max Papeschi e Max Fontana. I due artisti si sfideranno all’interno degli spazi espositivi per quattro giorni consecutivi, con l’intervento di diversi ospiti, ed il tutto sarà narrato da Radio Rock.

Max Fontana, artista immaginario, è il protagonista del romanzo Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler del noto Massimiliano Parente. Il romanzo uscì nel 2014, casualmente proprio quando Papeschi stava per pubblicare la sua autobiografia, Vendere svastiche e vivere felici. La storia vera di Papeschi sembra frutto della fantasia, quella di Max Fontana potrebbe invece essere reale. È proprio da questo paradosso che è nato il progetto espositivo, che ha, quindi, l’intenzione di rendere reali le opere di Max Fontana e farle scontrare con quelle di Max Papeschi.

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Mentre il Contemporary Cluster ci delizia di mostre, sabato 8 dicembre torna nella capitale ASTRA per scrivere il suo primo capitolo: ASTRA#1. Si esibirà infatti Muninn: dj, producer e compositore, giovane promessa della musica elettronica italiana. Ha soli 21 anni, ma una maturità musicale che va oltre il dato anagrafico e che, grazie anche a un genio compositivo più unico che raro, gli ha permesso di esibirsi con artisti internazionali come Sasha Braemer, Mirko Loko, Knobs, Yotam Avni, Jennifer cardini, Parallels.
KOMOREBI
Muninn presenterà il suo remix di Komorebi (primo singolo di Cesare Veneziani aka Mr. Wallace, in collaborazione con Andrea Tosi). A fargli compagnia in console, lo stesso Mr. Wallace, Moka Ging e Miss Wu.

Dal 12 al 22 dicembre aprirà invece Symbiosis – Fuoco Argento a cura di Francesca Campanadedicata alla simbiosi artistica fra i gioielli del brand Angostura e l’arte performativa di Domenico Romeo.Fuoco ArgentoI gioielli di Giulia Tavani, Angostura, si ispirano ai modelli estetici delle tribù e dei popoli antichi e rappresentano un’interazione e fusione di materia e spirito. L’istintiva evocazione di una primigenia ritualità e spiritualità rende questi gioielli creazioni uniche, vere e proprie opere d’arte capaci di trascendere la loro entità materica. Attraverso quest’alchimia, i gioielli diventano parte del corpo di chi li indossa e da questo ricevono vitalità. Quintessenza di tale ricerca espressiva è la nuova collezione di Angostura Symbiosis presentata in questa occasione.

Domenico Romeo, attraverso lo studio delle antiche calligrafie arabe orientali e gotiche occidentali, esprime la sua arte in un astratto segno calligrafico. Pittura espressionista, gestuale, dinamica sublimazione del segno, evocativa di una dimensione interiore e spirituale.

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Il 12 dicembre, nei saloni dello storico Palazzo Cavallerini Lazzaroni, l’artista realizzerà una nuova performance, Fuoco Argento, quanto già realizzato nelle precedenti Fuoco Nero e Fuoco Verso. L’unicità delle singole performance è sottolineata dalla selezione musicale su vinile eseguita da Giovanna Vincenzi. Una simbiosi olistica in continuo divenire, un intenso rito primitivo ritmicamente scandito, nel quale la mano dell’artista segue un flusso istintivo ed imprevedibile. Domenico Romeo dialogherà con i gioielli di Giulia Tavani. Il Fuoco è energia pura ed indomabile, è la simbiosi che si crea fra l’artista e la sua opera d’arte durante la performance ed è la stessa forza presente nella fusione materica e spirituale necessaria alla creazione dei gioielli Angostura. Symbiosis Fuoco Argento è la prima parentesi di una più ampia collaborazione fra Giulia Tavani e Domenico Romeo. In seguito ad un viaggio a Marrakech, i due artisti hanno iniziato a lavorare ad un progetto che trae ispirazione dai luoghi, dai popoli, dalla storia di quel paese. Anche il materiale di ricerca da loro raccolto in questo viaggio sarà esposto, il 12 dicembre, negli spazi di Contemporary Cluster, alternandosi nelle seguenti date: 12 dicembre Symbiosis Fuoco Argento; 16-19 Sales gioielli Angostura; 19-20 Performance Fuoco Argento; 20- 22 Presentazione collezione Symbiosis e concept collaborazione Angostura\Domenico Romeo.

Dal 15 dicembre al 7 febbraio 2019, Contemporary Cluster presenterà CINETICA, un progetto espositivo a cura di Stefania Gaudiosi e Giacomo Guidi, con la collaborazione dell’Accademia d’Ungheria a Roma.

contemporary clusterLa mostra racconterà l’estesa continuità del lavoro artistico di Antonio Barrese e Alberto Marangoni, dagli esordi del Gruppo MID a oggi, che del mutamento, effetto vitale del movimento, hanno intriso la loro poetica. Il Gruppo nasce a Milano nel 1964, dall’incontro di Antonio Barrese, Alfonso Grassi, Gianfranco Laminarca e Alberto Marangoni. MID è acronimo di Mutamento (non semplice cinetismo, ma dinamica metamorfica), Immagine (luogo immateriale della ricerca visuale), Dimensione (lo Spazio/Tempo, nella sinestesia multimediale, attraverso la metadisciplina).

Programmazione e caso, trasformazione per effetto del movimento, alterazione percettiva e psichedelia sono, di fatto, le dimensioni poetiche che l’opera del Gruppo esplora, attraverso l’uso catalizzatore della luce stroboscopica. Il MID è, dunque, il primo gruppo rock delle arti visive. Autori dell’Ambiente stroboscopico programmato e sonorizzato (prototipo di tutte le discoteche), la loro opera può essere definita perfino ipercinetica, dal momento che il movimento fattuale (e non illusorio) è declinato in forme complesse, molteplici, stratificate e mutevoli, e sempre integrato con il gesto perturbante dello spettatore. L’interattività, infatti, è cifra costante. Anche nelle opere recenti, frutto delle ricerche individuali di Barrese e Marangoni, c’è sempre l’incontro fisico, somatico, tra oggetto e interattore. Nel design, attività che tutti i membri del Gruppo hanno poi praticato, quest’attitudine si fa progetto. L’esplorazione delle potenzialità della luce e del movimento insieme, gli effetti di questa interazione, dagli esordi fino alle ricerche attuali, nel lavoro di Barrese scandagliano l’elettricità cruda, l’archetipo energetico, nelle opere di Marangoni, la possibilità di riconfigurazioni spaziali concrete e dinamiche a partire da matrici geometriche elementari, la figura generatrice. In entrambi, è il seme dell’Avanguardia, ancora, a germinare.

Presenti in mostra anche le opere di Nicolas Schőffer: una figura poliedrica di scultore, pittore, architetto, progettista, video- artista, teorico dell’arte, un artista sperimentatore che osservava sempre con grande senso di responsabilità e voglia di innovazione il ruolo dell’arte nella società. Le opere di Nicholas Schöffer sono presentate al pubblico di Contemporary Cluster in collaborazione con L’Accademia d’Ungheria, la Collezione Schöffer di Kalocsa (città natale dell’artista) ed inoltre con la collaborazione di Studio Farnese, nota galleria romana che inaugurò la sua prima mostra, curata da Giulio Carlo Argan, il 7 febbraio 1969, proprio con le opere del grande maestro ungherese. Conclude il ciclo espositivo l’architetto Osvaldo Romberg che si interessò all’arte cinetica verso la fine degli anni ’60 e ricoprì, anche lui, per la Galleria Studio Farnese un ruolo primario. Inizialmente si dedicò alla creazione di elementi modulari luminosi (agenti ipotetici di luce) fabbricati industrialmente e che era possibile collocare e combinare in tutto lo spazio abitabile: pavimenti, pareti, tetti.

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Specifichiamo che la parte musicale della serata del 15 dicembre sarà affidata ad un nuovo ensemble denominato “KINETIC SOUND”, e riunirà una line up d’eccezione con un ospite internazionale DADDY G dei MASSIVE ATTACK.

Sempre sabato 15 dicembre in occasione di CINETICA, Contemporary Cluster presenta contemporaneamente Bolerowerk by Vitelli: A Cinetica FeatureVitelliil brand di Mauro Simionato che si concentra su lavori a maglia, stampe o ricami realizzate esclusivamente in Veneto. Innovativa, giovane, con un’estetica morbida e vivace, Vitelli è una delle più esclusive maglierie made in Italy ispirata alla musica.
Dal 19 al 21 dicembre il bellissimo palazzo baracco presenta Casino Royale e nasconderà al suo interno una piccola vibrante Las Vegas romana: una sala da giochi incarnazione di una lussuosa trivialità. Per tre giorni l’ammaliante e segreto casinò aprirà le sue porte e si rivelerà a chiunque voglia entrarvi. Vige però una regola: “O giochi forte o non giochi affatto”, per questo, coloro che parteciperanno alle partite nei tre giorni sono stati accuratamente scelti dai gestori di questo luogo, Giacomo Guidi e Leonardo Petrucci. Due figure controverse, poliedriche, un esperto d’arte e un artista, strateghi della segreta notturna mondanità romana, due bari caravaggeschi. I giocatori sono stati selezionati tra motociclisti, pornoattori, tatuatori, collezionisti d’arte, avvocati, poeti, architetti, un grande irrazionale ed eclettico universo.
casinoIn questo luogo, nel quale arte e vita si mescolano, ogni elemento è accuratamente pensato. Anche le carte da gioco sono uniche, realizzate da Leonardo Petrucci attualizzando e mutando i 4 semi: anal plug, viagra, cappelle e biglie. Le carte Leon Hard non sono l’unica peculiarità: in questo casinò non si vincono soldi ma opere d’arte. Benvenuti in una Roma eccentrica, onirica, smodata, teatro di gioco asservito all’arte dove trentadue giocatori si sfideranno a Texas Hold’em. Making of della produzione di Leonardo Petrucci, l’evento si svolgerà nel piano nobile di Palazzo Cavallerini Lazzaroni, che sarà trasformato per l’occasione in una sala da gioco, con tavoli e croupiers.

Mentre le feste si avvicinano, il 21 dicembre, Contemporary Cluster presenterà Arch of Persona: una serata dedicata al dialogo di due incredibili donne ed artiste: Muriel Nisse e Ilaria Bellomo.contemporary clusterMuriel Nisse è un’artista francese, creatrice di originali maschere. Dopo aver studiato design del gioiello alla Scuola Nazionale di Arti Decorative di Strasburgo, si stabilisce a Parigi, dove lavora part-time all’Opéra national realizzando maschere e parrucche. A metà strada tra moda, arte e artigianato, nel suo lavoro spicca l’utilizzo dei capelli e del ricamo; lavori testimoni di una numerosa serie di influenze, dalla mitologia, alla sfarzosità del new romantics, alle magia delle creature acquatiche, all’utilizzo e simbologia delle pietre nelle tribù primitive. Muriel Nisse ricerca un immaginario nuovo e singolare ed è intenta a trasformare i tradizionali codici di femminilità e di identificazione.

Presente anche la giovane Ilaria Bellomo. Da bambina è cresciuta circondata da tessuti e vestiti nella bottega sartoriale del nonno. Ha intrapreso studi classici e allo stesso tempo ha seguito un corso di arte e design accademico. Ha frequentato il corso di fashion design al Polimoda Fashion Institute di Firenze, dove si è subito specializzata in abbigliamento da donna e ha iniziato a lavorare con il colore nero, studiandolo e diventando il protagonista di ogni sua collezione. Nel 2017 ha frequentato un laboratorio di modisteria presso la Central Saint Martins di Londra. Sempre nel 2017 ha fondato il suo marchio, con l’obiettivo di andare contro la moda tradizionale consumistica, basata su ciò che fa tendenza. La sua idea di moda è all’avanguardia, una ricerca qualitativamente curata e costantemente personalizzata. Ciascuna delle sue vesti ha una nota misteriosa e la nigredo, la loro nerezza, è un’evidenza.

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Arch of Person esplora la metamorfosi, la creazione della persona e del suo personaggio attraverso l’esposizione delle maschere fatte a mano di Muriel Nisse e l’utilizzo di lussuosi tessuti, trame e pietre preziose. L’artista dà al pubblico la possibilità di ammirare le sue maschere, di proiettarsi all’interno di esse e fuggire della quotidianità, diventando qualcosa di diverso, straniero o semplicemente nuovo. L’idea di bellezza, femminilità e identità femminile viene esplorata anche attraverso le creazioni di Ilaria Bellomo, che usa le sue creazioni d’avanguardia per rappresentare un nuovo aspetto della femminilità, dinamico, determinato e indipendente. La combinazione di queste due straordinarie artiste è l’esemplificazione di un innovativo concetto di bellezza, personalità e rigenerazione.
Come lo storico Palazzo Cavallerini Lazzaroni che coniuga antichità modernità e contemporaneità, senza nascondere nessuna delle sue anime, Arch of Persona è una ricerca interiore, un viaggio nel quale le due artiste invitano il pubblico a scoprire le loro molteplici identità.

Per concludere il 22 dicembre Contemporary Cluster presenterà MATE di Materia 00186 e Mate Jewels a cura di Dario Pellegrino. Una serata dedicata all’arte a tutto tondo, in una fusione raffinata e non contaminata di più elementi in un unico ambiente. Materia 00186, vera e propria immersione nell’arte visiva e scultorea contemporanea, oltre che musicale ed Audio/Visiva, accoglierà il pubblico all’interno degli spazi barocchi, presentando la nuova collezione di gioielli MATE JEWELS, tra djs set e cinetica, il ciclo espositivo in mostra nei 3 piani seicenteschi del palazzo. I gioielli di MaTe sono piccole opere dotate di cinesi che si legano ai corpi e con loro si muovono, camminano, inciampano, si slanciano, partono o ritornano.

MaTe nasce circa tre anni fa intorno all’ idea che il gioiello non sia solo un accessorio, un oggetto di valore ma che esso abbia la peculiare facoltà di creare un legame emotivo con chi lo possiede e lo indossa, tra chi lo dona e chi lo riceve, o con chi semplicemente lo desidera. Il gioiello ha in definitiva una propria rilevanza linguistica, una sua espressività in grado di tradurre e simboleggiare sentimenti, pensieri, turbolenze, fantasie. La sua preziosità è accresciuta dal tempo, dal tempo vissuto, perché di esso è il testimone. È l’effetto personale per eccellenza, che sa raccontare storie e farne parte.
MaTe intende mettere a disposizione di coloro che hanno nuove storie da raccontare il proprio linguaggio materico e formale, con l’iperbolica aspirazione di sperimentare e condividere, attraverso le sue collezioni, migliaia di discorsi sparsi e disseminati, migliaia di racconti individuali.

MaTe fin dal principio ha cercato di imprimere al suo progetto questa forte tensione artistica sperimentandola nelle varie tecniche di lavorazione: dall’oreficeria, alla tecnica della cera persa, alla più recente progettazione in 3D. Una sezione molto significativa della ricerca si è concentrata sulla scelta dei materiali, sul metallo che in particolare, ad oggi, caratterizza il Brand: l’argento. La consistenza magmatica dell’argento fuso, la morbidezza della cera scaldata consentono una grande agilità espressiva che talvolta si tinge con accenti di resine pastose o trasparenti. Dalla felicità del processo creativo, scaturisce il legame che si crea con i gioielli di MaTe, cosicché non è infondato supporre che non sia solo la pelle a sentire l’argento, ma anche l’argento a sentire su di sé lo spessore la pelle.

Tantissimi gli appuntamenti, tantissimi gli ospiti, tantissime le forme d’arte toccate. Che altro dire? Dicembre è il mese del Contemporary Cluster!

Contemporary Cluster
Via dei Barbieri, 7 Roma
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