“Inventory. The Fountains of Za’atari” è il progetto dell’artista Margherita Moscardini, frutto del lavoro svolto all’interno di Camp Za’atari in Giordania, che è il secondo campo per rifugiati più grande al mondo; il progetto è promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere di Roma. La mostra è curata da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione.

Zaatari, Jordan. Original footage BBC Television

Il progetto è vincitore della prima edizione del bando Italian Council 2017, concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. Nucleo centrale della mostra sono il libro e la scultura destinati alla collezione del Madre · Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli. Inventory. The Fountains of Za’atari è stato realizzato anche con il supporto in Giordania dell’Ambasciata d’Italia ad Amman; The Khalid Shoman Foundation, Darat al Funun, Amman; AICS Amman; UNHCR. In collaborazione con il collettivo diretto da Abu Tammam Al Khedeiwi Al Nabilsi e Marta Bellingreri.

Camp Zaatari, novembre 2017, le bambine, l’uscita da scuola. Foto Margherita Moscardini

Progetto

Camp Za’atari è stato aperto nel 2012 in Giordania per accogliere gli abitanti della Siria in fuga dalla guerra civile. Nel 2015 ha raggiunto una popolazione di 150.000 persone, diventando la quarta città più grande della Giordania. Attualmente sono 80.000 i siriani residenti. Margherita Moscardini parte dall’osservazione del sistema idrico del campo, producendo un inventario delle fontane costruite dai residenti all’interno delle proprie case, immaginando nel lungo termine la loro diffusione internazionale come sculture, attraverso un sistema virtuoso di acquisizioni.

Camp Zaatari, ottobre 2017, il cortile di Mohammad e Hadiya con Ibrahim. Foto Margherita Moscardini

“Za’atari è un osservatorio privilegiato su cui sono state investite risorse enormi e sperimentate tecnologie avanzate di servizi e impianti energetici. Finora Za’atari ci ha consentito di assistere al rapido processo di formazione di una città: in cinque anni il deserto si è trasformato prima in tendopoli e poi in città con un proprio sistema economico”

(Margherita Moscardini)

Dal settembre 2017 Margherita lavora nel campo, osservandolo attraverso il doppio paradigma posto dalla condizione dei rifugiati che, da un lato mettono in discussione il concetto d’Europa, Nazioni Unite e Stato nazione, dall’altro ci chiamano a ripensare i campi come realtà urbane. Possono queste città essere concepite non più solo nel contingente dell’emergenza umanitaria, ma nel lungo termine, come sistemi virtuosi a cui si dedichino le menti migliori affinché diventino modelli giuridici, economici e sociali da esportare, forse capaci addirittura di sostituirsi al concetto di Stato nazione?

Camp Zaatari, ottobre 2017, a casa di Ahmad con Abu Tammam. Foto Marta Bellingreri

Presentazioni

Oltre alla mostra presso la Fondazione Pastificio Cerere a Roma ci saranno numerose presentazioni del progetto che faranno seguito alla prima, che si è svolta il 15 giugno presso la Galleria d’Arte Moderna di Palermo, durante i giorni di inaugurazione di Manifesta12. Di seguito le presentazioni future confermate: Istituto Italiano di Cultura di Istanbul (settembre 2018); MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma (27 settembre 2018); Politecnico di Milano (1 ottobre 2018); Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles (3 ottobre 2018, ore 19); Centre de la Photographie de Geneva, Ginevra (autunno 2018); Columbia University, New York (autunno 2018); Nando and Elsa Peretti Foundation, Barcellona (autunno/inverno 2018)

Visita a Yousif con Fuad, distretto 8, febbraio 2018. Foto Margherita Moscardini e Mohamed Khalf

Margherita Moscardini

(Italia, 1981) lavora attualmente in Giordania e in Italia. Ha ottenuto il diploma di laurea alla Accademia di Belle Arti di Bologna con tesi in Antropologia Culturale, prof. Roberto Daolio (2006); ha frequentato il XIV Advanced Course in Visual Arts, Fondazione Antonio Ratti, Como, Visiting Professor Yona Friedman (2008). Ha sviluppato i propri progetti come ospite di istituzioni tra cui: Cité Internationale des Arts, Paris, Francia (2012), Fondazione Pastificio Cerere, Roma, Italia (2012- 2013), MMCA Changdong, Seoul, Corea (2014), ISCP, New York, USA (2015). È stata fellow 2015 dell’Italian Academy for Advanced Studies in America, Columbia University, New York, USA. Il suo lavoro è stato presentato attraverso talk e lectures in: SVA, ISCP, IIC e Columbia University, NY, USA; Base progetti per l’arte, Firenze, Italia; Museo MAXXI e Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia.

Zaatari Camp, 10. 22. 2017, photo Margherita Moscardini

Principali mostre personali

ATLAS. On the Human Condition, Places and Times, Ex Elettrofonica, Roma, Italia, 2016; Istanbul City Hills – On the Natural History of Dispersion and States of Aggregation, IIC of Istanbul, Turchia, 2013; 1xUnknown, MACRO Museum, Roma, Italia, 2012.

Principali collettive

THAT’S IT! MAMbo, Bologna, Italia, 2018; 16° Quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia, 2016; Istanbul City Hills – On the Natural History of Dispersion and States of Aggregation, Sezione Volume e Sintesi, Collezioni MAXXI, Fondazione MAXXI, Roma, Italia, 2016; 30 projects for ArtLine, Palazzo Reale, Milano, Italia, 2015; We have never been modern, SongEun ArtSpace, Seoul, Corea, 2014; Ariane de Rotschild Prize, Palazzo Reale, Milano, Italia, 2011; Emerging Talents, CCCS, Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, Italia, 2011

Noi di Artwave non possiamo quindi che consigliarvi una visita a questa mostra ricca di fascino e umanità, alla scoperta di una realtà lontana dalla nostra indagata in lunghi mesi dal curioso sguardo di questa eccezionale artista.

Periodo

Inaugurazione 11 luglio ore 19.00
12 luglio 2018 – 24 novembre 2018

Dove

Fondazione Pastificio Cerere
Via degli Ausoni, 7
Roma

Orari

Lunedì – Venerdì 15.00-19.00
Sabato 16.00-20.00

Ingresso

Ingresso libero