HELP the Ocean”, l’installazione di Maria Cristina Finucci, rappresenta un grido d’allarme contro l’inquinamento dei mari e richiama in modo forte ed emozionale l’attenzione di tutti sull’ineludibile questione ambientale.

L’opera fa parte del ciclo, iniziato dall’artista nel 2013, con la fondazione di un nuovo Stato  Federale, il Garbage Patch State, il secondo Stato più vasto al mondo con i suoi 16 milioni di kmq, che comprende le cinque principali “isole” di plastica presenti negli oceani.  Con la promozione del Parco Archeologico del Colosseo e con il supporto della Fondazione Bracco, Maria Cristina Finucci realizza l’installazione “HELP the Ocean” in uno dei luoghi più simbolici e sacri dell’antica Roma e tra i più visitati al mondo.

“HELP the Ocean”

L‘opera è formata da un insieme di 76 gabbioni in rete metallica di dimensioni – 1m x 2m x 1m – vuoti all’interno e foderati da pannelli di rete rossa come quella che si usano per vendere le arance, messi a disposizione da Officine Maccaferri, rivestiti da un ricamo di sei milioni di tappini di plastica colorati. Si vuole qui simulare un ritrovamento archeologico che potrebbe essere un giorno emblematico della nostra era, ribattezzata quindi come  l’ “età della plastica”. Si tratta di un enigmatico impianto architettonico che richiama la sintassi costruttiva dell’architettura antica romana, ma il cui materiale da costruzione non è la pietra, bensì la plastica.

L’opera “HELP the Ocean” di Maria Cristina Finucci

Solo da una visione dall’alto però si potrà notare che questa peculiare costruzione forma le quattro lettere della parola HELP, la richiesta di aiuto di un’intera epoca storica, la nostra, finalmente conscia del proprio avviato processo di autodistruzione. Di notte la gigantesca scritta – si illumina – grazie ad ENEL X – ed è visibile anche da via dei Fori Imperiali.

IL PROGETTO

Maria Cristina Finucci ha dato per prima, nel 2013, un’immagine concreta al disastro ambientale causato dalla plastica dispersa negli oceani, il cosiddetto Garbage Patch, facendolo diventare uno Stato. Usando il linguaggio trasversale e universale dell’arte, Finucci ha potuto rendere iconico un fenomeno che per sua natura non aveva ancora un’immaginePer questo progetto non è mai stata usata spazzatura, i tappi di plastica, riciclati da persone attente all’ambiente, attraverso un laborioso e meticoloso lavoro, hanno formato il delicato “ricamo” che è la cifra stilistica di tutte le opere della serie Garbage Patch State. Il rimando è riferito al  concetto che dietro ad ogni oggetto gettato nell’ambiente c’è una persona che ha compiuto questo gesto.

L’opera “HELP the Ocean” di Maria Cristina Finucci

HELP è un grido d’allarme afferma l’artista Maria Cristina Finucci che non si limita alla pur importante questione ambientale, ma pone al centro l’individuo e l’intera vita sul pianeta, in cui l’ambiente è legato indissolubilmente alle risorse naturali, alla salute, all’alimentazione, alla povertà, alle disuguaglianze, ai diritti umani, alla pace
È una conferma della ineludibile ed urgente necessità di un lavoro comune per raggiungere gli obiettivi dell’agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite – che il Garbage Patch State ha sottoscritto ufficialmente il 22 Aprile scorso – come pure quelli dell’enciclica papale Laudato si’.

La nostra speranzaaggiunge Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del  Colosseo – è che l’area archeologica più importante e visitata in Italia possa coinvolgere ilpubblico nazionale e internazionale sul significato fondante della memoria del passato, conservata nel DNA degli ambienti e dei paesaggi, sia quelli naturali, sia quelli plasmati dall’uomo; solo un uso  corretto potrà garantire la conservazione del Pianeta e quindi potrà dare un futuro al nostro passato.

A lodare l’iniziativa perfino la Sindaca di Roma:

L’inquinamentodei mari e degli oceani del nostro Pianeta è un problema gravissimo dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi Non possiamo girare lo sguardo davanti a questo spaventoso  disastro ambientale. Roma, la Città Eterna, ospita nel suo cuore archeologico, i Fori imperiali, l’opera “Help the Ocean” di Maria Cristina Finucci che vuole sensibilizzare tutti sul tema dell’inquinamentodei mari, purtroppo avvelenati dalla plastica e dai rifiuti. L’8 giugno, Giornata  mondiale degli oceani, il Campidoglio si illuminerà di notte con le immagini dell’installazione  artistica ripresa dall’alto. L’acqua è la più preziosa delle nostre risorse naturali e dobbiamo difenderla e preservarla.

L’opera “HELP the Ocean” di Maria Cristina Finucci

e ancora:

Siamo orgogliosi di sostenere questo progetto di altissimo valore culturale e scientificoafferma Diana Bracco, Presidente di Fondazione BraccoUn’installazione straordinaria che  sensibilizza il grande pubblico in modo emozionante sul tema drammatico dell’inquinamento  causato dai rifiuti plastici dispersi negli oceani. Un tema, quello della promozione della sensibilità e del rispetto verso l’ambiente, di primaria importanza e caro a Fondazione Bracco. Un tema a cui  vogliamo dare voce nella convinzione che l’arte possa essere uno strumento di lettura privilegiato per comprendere e approfondire al meglio la realtà globale e i suoi molteplici aspetti.

Tra le monumentali installazioni realizzate in tutto il mondo dalla fondazione del Garbage Patch State si segnalano: Parigi 2013, Creazione del Garbage Patch State all’UNESCO; Madrid 2014, The Garbage Patch state at ARCO; Venezia 2013, Il padiglione del Garbage Patch State a Ca’ Foscari in occasione della Biennale Arte; New York 2014, La Missione del Garbage Patch State alle Nazioni Unite; Roma 2014, Museo MAXXI la prima Ambasciata del Garbage Patch State; Milano 2015, Fondazione Bracco il Vortice per EXPO 2015 in the city; Venezia 2015, Bluemedsaurus alla Bluemed Conference; Parigi 2015, Climatesaurus alla conferenza sul clima COP 21; Isola di Mozia (TP) 20162017, Help l’età della plastica.