Per festeggiare i vent’anni dalla sua riapertura Galleria Borghese dedica una grande mostra a Gian Lorenzo Bernini dal 1 novembre 2017 al 4 febbraio 2018. La mostra ripercorrerà la sua eterna carriera, che ancora oggi è ammirata con grande stupore. La casa del Bernini, ovvero Galleria Borghese, conterà ottanta opere esposte, tra cui settantuno arrivate direttamente dai musei di mezzo pianeta. Il titolo della mostra è “Bernini scultore, la nascita del Barocco in casa Borghese” e ripercorre la sua vita accompagnata da un periodo storico importante e dalla corrente artistica ad esso collegata. Vi ritroverete infatti catapultati direttamente nel periodo Barocco, guidati direttamente dalle innumerevoli innovazioni del Bernini.
Gian Lorenzo Bernini così famoso per la sua nomea, per i suoi onori e per la sua ricchezza, arriva a conquistare l’appellativo di “gran Michelangelo del suo tempo”. Figlio di un modesto scultore di origine toscana, Gian Lorenzo Bernini nasce a Napoli nel 1598, ma la sua formazione artistica avviene principalmente a Roma, dove svolgerà tutta la sua brillante attività artistica fino alla fine. Bernini è famoso non solo per la sua straordinaria dote nell’arte della scultura, ma anche come architetto, pittore, scenografo, commediografo e disegnatore. Un elemento importante alla base di tutto è proprio il disegno. Esso è unificatore di tutta l’attività berniniana. La rappresentazione grafica lo aiutò molto sia per la realizzazione dei bozzetti, che in seguito si trasformarono nelle sue sculture, sia per la preparazione dei progetti architettonici e delle scenografie teatrali. Infatti, l’artista non percepisce più le tre arti (architettura, scultura e pittura) in modo separato, come avveniva nel Rinascimento, ma le immagina come un’unica forma espressiva integrata.
La sua carriera si svolge per intero all’interno della corte del Papa, portando alla massima fioritura il linguaggio barocco, dando corporeità all’intenzione che aveva il papato ,ovvero quella di aumentare il rilancio della grandiosità e della potenza della Chiesa.
L’arte del Bernini è piena di ricchezza negli spunti (spesso tratti da un rigoroso studio dell’Antico) accompagnata alla raffinatezza delle invenzioni e la qualità dei risultati. Ciò determina il definitivo tramonto del concetto rinascimentale di arte come rappresentazione della realtà. La sua libertà e fantasia, trasmessa attraverso l’arte, finisce per trasgredire quasi tutte le regole che prima erano imposte dal movimento Classico.

“Apollo e Dafne” (1622-1625) Fonte: Galleria Borghese

“Anche così Apollo lo ama: poggiata la mano sul tronco, sente ancora palpitare il cuore sotto la tenera corteccia.”

Ovidio, Metamorfosi 

Una delle opere più famose del Bernini è il gruppo marmoreo di Apollo e Dafne,  ispirato dalle “Metamorfosi” di Ovidio, in cui ritroviamo tutti i suoi diversi temi mescolati assieme. L’opera rappresenta Apollo, il dio greco della musica e delle profezie, che sta per raggiungere la bellissima ninfa Dafne, di cui si era perdutamente innamorato a causa di una freccia scagliata malevolmente da Eros. La sventurata Dafne, pur di sottrarsi alla non corrisposta passione del dio, chiede e ottiene dal proprio padre Penèo di essere tramutata in una pianta di alloro che, in greco, si chiamava appunto “dafne”.
Le meravigliose doti di Bernini riescono a conferire alle due figure un senso di movimento prima di allora sconosciuto alla tradizione scultoria. Apollo appare sollevato dal suolo nell’atto della corsa. Il corpo di Dafne, nudo e aggraziato, che sta per sfuggire all’indesiderato abbraccio, s’inarca in avanti per la sua ultima voglia libertà. I capelli e le mani si trasformano in rami di alloro, mentre le dita dei piedi diventano radici che le bloccano la corsa, rendendo la liscia pelle del corpo ruvida corteccia. Bernini riesce a riprodurre perfettamente la scena drammatica con una dimensione di composta e classica armonia.

“David” (1623–1624) Fonte: i.pinimg.com

Il “David” di Bernini raffigura l’eroe biblico per eccellenza nell’istante che precede il lancio della pietra che colpirà il gigante Golia. L’opera ricca di dinamismo, in piena regola barocca, rappresenta l’attimo prima di compiere un gesto che potrà cambiare l’esito dello scontro. David ha un’espressione corrucciata sul volto, intento ad utilizzare tutte le sue energie per scagliare la pietra; le labbra sono serrate sia per lo sforzo sia per la rabbia e lo sguardo del soggetto è concentrato verso il nemico. Lo spettatore, come in “Apollo e Dafne”, è coinvolto nella rappresentazione, infatti, entrambe le opere danno la percezione dello sviluppo dell’azione attraverso la torsione del corpo e delle braccia.

“La verità svelata dal Tempo” (1646-1652)
Fonte: tumblr.com

L’opera La verità svelata dal tempo di Bernini è un gruppo marmoreo che non fu mai portato a termine. Il soggetto che ritroviamo è la così detta “Verità”, rappresentata allegoricamente da una donna seduta su un masso roccioso, spogliata dal tempo, che tiene nella mano destra il sole e poggia la gamba sinistra sul globo terrestre.

“Ratto di Proserpina” (1621-1622)
Fonte: wikimedia.org

«quando in un lampo Plutone la vide, se ne invaghì e la rapì»

Ovidio, Metamorfosi

L’opera, intitolata “Ratto di Proserpina” di Bernini, è ispirata al mito presente sempre all’interno “Metamorfosi “ di Ovidio, dove questa volta si narra il rapimento di Proserpina per mano di Plutone, dio degli Inferi. Dopo il rapimento della povera ragazza, la madre Cerere, dea delle messi, folle di dolore, ridusse la terra in completa siccità, costringendo Giove a intercedere presso Plutone per consentire alla giovane di tornare da lei per sei mesi l’anno. L’opera del Bernini rappresenta il momento principale del mito, quando Plutone, il dio fiero e insensibile, senza nemmeno pensare al dolore della ragazza, la trascina nell’Ade.
Bernini, servendosi solo di uno scalpello e dei disegni abbozzati, riesce con una bravura disumana a coinvolgere lo spettatore nell’atto del rapimento. L’artista definisce con perfezione i muscoli potenti del dio, trasmettendo la sua tensione e lo sforzo di sostenere il corpo che si sta divincolando. La fanciulla si agita così tanto che le mani di Plutone affondano nella sua carne, pur di tenerla stretta a sé. Plutone non è solo in questa impresa, infatti, è accompagnato da Cerbero, il feroce guardiano dell’Ade che si trova dietro di lui, e che, come solo un buon cane saprebbe fare, controlla che nessuno possa impedire il piano in corso del padrone.
Bernini realizza il soggetto dando all’osservatore il massimo del pathos; le emozioni dei soggetti dell’opera sono realizzate alla perfezione, leggibili grazie alla loro gestualità e fortissima espressività.
Queste, naturalmente, sono solo alcune delle opere che si troveranno a Galleria Borghese per la meravigliosa mostra dedicata al maestro Bernini. Il resto sta a voi scoprirlo, con i vostri occhi.

Biglietti:

INTERO
€ 20,00 + € 2,00 di prenotazione obbligatoria

RIDOTTO*
€ 13,00 + € 2,00 di prenotazione obbligatoria

*cittadini dell’Unione Europea, Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera tra 18 e 25 anni
insegnanti di ruolo nelle scuole statali

ORARI DI APERTURA
Dal martedì alla domenica
Dalle 9.00 alle 19.00
Ultimo ingresso alle ore 17.00

TURNI DI VISITA DELLA GALLERIA
I turni di visita sono di due ore per un massimo di 360 persone e si effettuano nei seguenti orari:
09.00-11.00 / 11.00-13.00 / 13.00-15.00 /
15.00-17.00 / 17.00-19.00

TURNI DI VISITA DEI DEPOSITI
I turni di visita sono di un ora per un massimo
di 18 persone e si effettuano nei seguenti orari
tutti i giorni, tranne il lunedi, alle 15.00 e alle 16.00

GIORNI DI CHIUSURA
Lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio

ORARI DELLA BIGLIETTERIA
Dalle ore 8.30 alle ore 18.30
La biglietteria è ubicata al piano seminterrato