Il Palazzo Strozzi a Firenze ospiterà  dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 una grande retrospettiva dedicata alla chiacchierata, contestata, amata e dibattuta Marina Abramovic, considerata tra i pionieri della performance art. Le opere in mostra saranno cento e il pubblico avrà la possibilità di conoscere anche i lavori meno celebri dei primi anni della sua attività. Inoltre, Marina Abramovic eseguirà dal vivo alcune tra le più note performance della sua carriera.

Ma chi è Marina Abramovic? Ripercorriamo insieme alcune tra le performance più note.

Nel 1974 nello Studio Morra di Napoli, l’artista serba sconvolse il mondo con Rhytm 0. Per sei ore l’Abramovic si mise a completa disposizione del pubblico che avrebbe potuto utilizzare ogni strumento che si trovava sul tavolo posizionato tra di loro. Fiori, strumenti di tortura, corde, acqua, una pistola carica. L’artista si ritrovò sfregiata, denudata, con i vestiti strappati e con una pistola puntata addosso. Il messaggio era: l’uomo tende ad approfittare della vulnerabilità degli altri per esercitare controllo e violenza, ma poi se ne vergogna. Il pubblico, infatti, non riuscì a sostenere lo sguardo dell’Abramovic che passava tra di loro alla fine della performance.

Performance – Ryhtm 0 – Studio Morra, Napoli, 1974 ©www.marinaabramovic.com

Molte delle performance sono condotte insieme con l’artista tedesco e suo compagno Ulay. Celeberrima è Imponderabilia, del 1977 presso la Galleria d’arte moderna a Bologna. I due, completamente nudi, si posizionarono all’entrata del museo. Chiunque, per passare, avrebbe dovuto superare i loro due corpi vicinissimi. La performance venne interrotta dalla polizia.

Performance – Imponderabilia – Galleria d”arte moderna, Bologna, 1977 ©www.marinaabramovic.com

Una performance decisamente intensa fu Balkan Baroque, nel 1997, in cui affrontò tematiche legate alla guerra nell’ex Jugoslavia. Per alcuni giorni Abramovic rimase in un sotterraneo a lavare centinaia di ossa bovine insanguinate, metafora delle migliaia di vite spezzate durante la guerra in Bosnia. Il fetore era insopportabile. La performance venne premiata con il Leone d’oro alla Biennale di Venezia.

Performance – Balkan Baroque, XLVII Biennale di Venezia ©www.marinaabramovic.com

Tra le performance più recenti possiamo citare The Artist is present, del 2010. Per tre mesi al Museo di Arte Moderna di New York, la Abramovic  rimaneva seduta e immobile di fronte una sedia su cui di volta in volta i visitatori avrebbero potuto trascorrere del tempo. Durante l’ultimo mese della performance il tavolo che si trovava tra le due sedie è stato rimosso. Tra le persone che si sono sedute davanti a lei, un giorno d’aprile è arrivato anche Ulay, il suo compagno storico. Nel 1989, quando si separarono, camminarono per 90 giorni sotto la Muraglia Cinese per dirsi addio.

Performance – The Artist is present, The Museum of Modern Art,2010 ©www.marinaabramovic.com