Chi non si ricorda dell’iconica scena della Roma (1972) di Fellini quando un’equipe di ricercatori, mentre svolgevano gli scavi per la costruzione della metropolitana di allora scoprirono improvvisamente una stanza romana ancora intatta e poterono, per qualche istante, scorgere gli affreschi originali di una domus? Momento di estasi che precedette quello della disperazione. Poco dopo la scoperta della stanza, i suoi sciagurati effetti infatti non tardarono a manifestarsi: piano piano, gli affreschi iniziarono a scomparire, con l’entrata dell’ossigeno nella stanza, e il tesoro, che il tempo ha voluto conservare, si distrusse in questione di secondi, per sempre.

Quante volte questa scena si è ripetuta nel corso della storia, con le innumerevoli costruzioni, riforme e scavi già fatti? Quanta memoria e tracce sono state perdute, in momenti di trascuratezza, per dare spazio al moderno?

Questa è una riflessione che a Roma ha una connotazione molto più importante, dato il numero di siti archeologici disseminati per la città che anche dopo duemila anni continuano a sorprenderci con i loro tesori sotterranei. Roma, come qualcuno ha detto una volta, non è solo una città, ma diverse città, una sull’altra. E la scoperta del passato ne è una costante.

Come ben sappiamo, le costruzioni delle metropolitane sono un problema di per sé e se la maggior parte di esse richiedono tantissimo tempo per essere concluse non è per puro caso. Negli ultimi anni però si è assistito ad un notevole sviluppo nella costruzione della linea C della metro. E la nuova stazione San Giovanni porta con sé un pezzo della memoria di quel sito archeologico. Domenica 11 novembre potremo approfittare di un’occasione speciale per conoscere la sua storia.

L’OAS (Osservatorio Archeologico Sapienza) ha organizzato una visita che permetterà di scoprire come la costruzione della stazione San Giovanni della metro C abbia permesso di realizzare uno degli scavi urbani più rilevanti mai effettuati a Roma, raggiungendo una profondità di oltre 20 metri su una superficie di quasi 3.000 mq.

Il sito è venuto alla luce grazie alle indagini archeologiche, le vicende storiche e le trasformazioni paesaggistiche di questa grande area suburbana della Roma antica, in un arco di tempo che inizia nella preistoria e arriva fino all’età contemporanea. Questo affascinante susseguirsi di fatti è stato riproposto nell’allestimento museale nel quale una grande selezione dei reperti recuperati negli scavi, disposti su due dei tre piani della struttura, raccontano la vita che qui si è svolta per oltre due millenni. La visita si svolgerà dentro la stazione e avrà una durata di 1 ora e 30 minuti.

L’intero ricavato della visita confluirà nella raccolta fondi promossa dalla Fondazione Apulia Felix e dall’Associazione The Monuments people per la ricostruzione del sito archeologico di Faragola (Ascoli Satriano – FG), gravemente danneggiato nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2017 da un incendio di natura dolosa.

 

 

INFO

Appuntamento: Largo Brindisi 20 (davanti alla banca); si consiglia di presentarsi all’appuntamento alle ore 10:00.

Durata: 1 ora e 30 minuti;

Costo: visita guidata gratuita + € 7,00 (donazione alla raccolta fondi #savefaragola) + € 1,50 auricolari (facoltativi) + € 1,50 biglietto metro;

Prenotazione obbligatoria: è possibile prenotarsi entro sabato 10 novembre all’indirizzo email osservatorioarcheologia@gmail.com, indicando il numero di partecipanti, nome e cognome dei medesimi e un recapito telefonico (cellulare);

Importante: preghiamo i partecipanti di comunicare SEMPRE e con anticipo l’eventuale disdetta della prenotazione;

Info e prenotazioni all’indirizzo: osservatorioarcheologia@gmail.com