Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è certamente il polo più importante per lo studio e la conservazione di manufatti appartenenti alla civiltà etrusca, insediatasi nel territorio del Centro Italia prima ancora dell’ascesa di Roma, ma anche come espediente di riqualificazione di un bene architettonico di altissimo pregio. Il museo nacque nell’anno 1889 per iniziativa dell’archeologo e politico italiano Felice Barnabei, sulla base di un coerente programma di esplorazioni archeologiche che si ebbero in quel periodo. Il nucleo originale consistette in maufatti ritrovati nell’antica città di Falerii, l’odierna Civita Castellana, capoluogo della popolazione dei Falisci. Conseguentemente all’istituzione nel febbraio dello stesso anno del Museo Nazionale Romano, Villa Giulia divenne sede dell’oggettistica proveniente dalla provincia romana: l’Etruria prossima a Roma, l’Agro falisco e capenate, la Sabina e il Lazio meridionale. Della sezione definita ‘extra-urbana’, entrarono a far parte materiali provenienti da abitati, santuari e necropoli di grandi e importanti città dell’epoca romana e prepromana, tra cui citiamo Gabii, Alatri, Caere (Cerveteri), Veio, Todi e Terni. La sede ospitante il museo è un edificio d’eccezione che meriterebbe di per sé una visita: stiamo parlando di Villa Giulia, uno splendido esempio di villa rinascimentale suburbana voluta da Papa Giulio III il quale si servì degli artisti più in vista dell’epoca, tra cui Giorgio Vasari, il Vignola, Bartolomeo Ammannati e Taddeo Zuccari.

Ma quali sono le notività più importanti che hanno interessato il museo negli ultimi anni e quanto riesce  a svolgere la sua funzione di istituzione al servizio della società e del suo sviluppo, che compie ricerche ed espone le testimonianze materiali e immateriali per educazione e diletto, come definisce lo statuto dell’International Council of Museums?
Con 40 sale aperte su di un totale di quarantasette, 55 persone attualmente in servizio, oltre 2.000 mq di spazio espositivo interno e 5.000 di giardini, 11 ore di copertura giornaliera e 313 giorni di apertura annua, il Museo Nazionale Etrusco, con 70 mila biglietti staccati nel 2016, rimane sotto la soglia dei 100.000 visitatori annui (si ricordi che il Lazio è stato nel 2017 sul podio delle regioni con il maggior numero di visitatori, pari a 23.047.225, e che il solo sito di Castel Sant’Angelo ha registrato circa 1 milione e 100 mila ingressi nonostante un calo del -6,4% di visite), complici anche una scarsa politica di comunicazione con il vasto pubblico e una percentuale di mq fruibili al di sotto del 50% del totale posseduto.

Fino a qualche anno fa versava in gravi condizioni, tra le tante strutture ancora in attesa di una ristrutturazione, anche una parte importante del complesso della villa, il ninfeo nel cuore dei giardini, ospitante le statue delle cariatidi e le fontane realizzate dall’opera di Vasari e dell’Ammanati e lo splendido mosaico di epoca romana dedicato alla figura di Tritone. Da tempo si cercavano risorse per poter restaurare una tra le parti più significative del complesso e, nel 2014, una delegazione giapponese in visita per un concerto si propone di finanziare il restauro con un contributo di 25 mila euro. A settembre 2015 sono partiti i lavori e con sorpresa si vide dopo la pulitura che la pavimentazione apparentemente scura celava al di sotto dello strato di sporco una sequenza di lastre marmoree policrome espressione del gusto e della moda nel Cinquecento. Ecco quindi comparire dettagli da tempo dimenticati e inattesi, la composizione di marmi pavonazzetto, verde e giallo antico tornano ora a porre in risalto, come secoli fa, le otto candide cariatidi disposte su due file nell’emicilo, con i loro volti tornati finalmente espressivi.

A partire dal 1° settembre 2016 il Decreto Ministeriale n. 44 del 23 Gennaio 2016, concernente la “Riorganizzazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ai sensi dell’art. 1, comma 327, della legge 28 dicembre 2015, n. 208” ha dotato l’istituto di autonomia speciale, non più dipendente dal Polo Museale del Lazio.

Altra importante notività si ha nel 2017, quando il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini decide di inserire il Polo museale Etrusco all’interno del programma ‘Cantieri della Cultura’ finalizzato a sostenere 35 progetti, che dà diritto ad un finanziamento statale di 1.5 milioni di euro per il recupero degli spazi delle ex concerie Riganti adiacenti al complesso di Villa Poniatowski. Tale conceria venne edificata dopo l’unità d’Italia dal nuovo proprietario Riganti danneggiando, assieme agli scontri tra le truppe di Garibaldi e i francesi nel 1849, il complesso di inizio ‘800 realizzato dal Valadier per volere del nipote dell’ultimo re di Polonia, Stanislao Poniatowski, sull’ex Villa Cesi. Oggi i locali della Conceria Riganti sono inseriti nel complesso di Villa Giulia – Villa Poniatowski e sono stati oggetto dal 1997 al 2010 di sistematici interventi di restauro, che ha inoltre permesso di inserire nella ‘manica lunga’ che sovrasta le concerie la Biblioteca dell’Istituto.

Ma è con la nomina del 2 maggio 2017 di Valentino Nizzo (il curriculum lo trovate qui) a Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Roma nell’ambito della riforma dei grandi musei pubblici, che si attendono i progressi più interessanti dal punto di vista dei cambiamenti strutturali, dell’arricchimento degli spazi e dell’ammodernamento tecnologico di cui si fa portavoce lo stesso. Grazie all’intervista di Artribune del 6 gennaio 2018 possiamo di seguito riassumere i punti salienti del nuovo ambizioso programma e fare il punto della situazione dei sette mesi di operato nello scorso anno.
2017: la strutturazione di una ‘squadra’ di lavoro ha permesso di progettare e realizzare numerose manutenzioni ordinarie e straordinarie di cui la villa necessita, è stato istituito un abbonamento da 3, 6 o 12 mesi senza precedenti che permette agli interessati di avere libero accesso agli spazi e necessari alla formazione di un circuito di Amici del Museo presente già nella maggior parte di medie e grandi realtà museali. Interessante è inoltre la convenzione stipulata con la Rai per la realizzazione di un documentario tematico e l’elaborazione del ciclo di conferenze ‘Gli Etruschi senza mistero’ attivo fino a maggio 2018.
2018: in progetto il recupero delle Concerie Riganti e di ulteriori 2.000 mq di spazi aggiuntivi da dedicare a esposizioni, la valorizzazione del Tempio etrusco-italico di Alatri, riproduzione fedele in scala 1:1 attualmente adibita a deposito ma pensata attualmente come singolare spazio dedicato alla proiezione di video interattivi. A lavoro anche per organizzare su lungo periodo il riallestimento delle intere collezioni degli spazi espositivi del museo e per ripristinare la caffetteria dell’Aranciera per fornire servizi aggiuntivi ai clienti, allineare lo standard dell’offerta con i principali musei e offrire ulteriori stimoli di visita dell’area comprendente la villa. Si segnala infine che dal 24 al 27 maggio ospiterà il Salone dell’editoria archeologica di RomArché.

Dove
piazzale di Villa Giulia, 9
Roma

Come Arrivare
linea 19 dell’Atac e linea A della metropolitana (fermata Flaminio)

Orari:
Villa Giulia

Dal martedì alla domenica 9.00-20.00
La sala degli Ori Castellani apre alle ore 10.00
Lunedì chiuso
Villa Poniatowski (Dal 1° aprile 2017 al 24 febbraio 2018)
Giovedì mattina 10.00-13.00
Sabato pomeriggio  15.00-18.00

Ingresso
– intero 8€
– ridotto 4€ (cittadini UE tra i 18 e i 25 anni)

Abbonamento
3 mesi:   Intero  12€    Ridotto  6€
6 mesi:   Intero  16€    Ridotto  8€
12 mesi: Intero  24€   Ridotto  12€

Ulteriori info qui.