La politica ha da sempre trovato nell’Arte, declinata in tutti i suoi mezzi espressivi, un utilissimo mezzo di propaganda. Già nell’antica Roma, con l’arrivo degli homines novi e successivamente degli imperatori, la statuaria riusciva a riflettere la psicologia e il pensiero politico di chi veniva ritratto, arrivando così alle masse come una sorta di illuminazione, diretta ed inequivocabile. Con l’avvento del Medioevo, cambiarono i mezzi espressivi, e allo stesso modo i destinatari ed i luoghi predisposti alla propaganda: i mosaici, innalzandosi “ad un livello ultraterreno”, da pavimentali diventano parietali, la lucentezza e la gamma cromatica aumentarono, l’iconografia cristiana prese il sopravvento e arricchì la fama del personaggio rappresentato. La pittura ritornerà soltanto nel Rinascimento, per esaltare monarchi, regine e papi. Famosi poi sono i busti barocchi realizzati da Bernini fino ad arrivare all’eroismo Neoclassico.

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“La famiglia di Carlo IV” di Francisco Goya, fonte: Wikipedia Commons

L’austerità di quest’opera ha pochi confronti, il cosiddetto Augusto di Prima Porta, è uno dei più chiari manifesti della propaganda del primo imperatore di Roma: la serietà del volto, la ferma gestualità, il modellato misurato non permettono ad alcun tipo di pathos di scaturire dalla statua. Avvolto nel paludamentum, la corazza militare, l’Imperatore viene colto nel momento di richiedere il silenzio da parte delle truppe. Come tutti i ritratti di Augusto, e dei suoi successori, risaltano subito agli occhi i tratti somatici tipici della gens Iulia: capelli a calotta, naso grande, pelle liscia e mento pronunciato.

Augustus von Prima Porta (20-17 v. Chr.), aus der Villa Livia in Prima Porta, 1863

“Augusto di Prima Porta”, fonte: Wikipedia commons

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“San Vitale Giustiniano”, fonte: Wikipedia Commons

Sempre imperatore, ma dell’Impero Romano d’Oriente, è Giustiano. Famosissimo imperatore che fece anch’egli dell’arte il mezzo principale della sua politica, basata sul cristianesimo e sulla volontà di riunire i territori d’oriente e d’occidente in un unico e grande impero. Per mostrare questo suo status politico e religioso, i mosaici di San Vitale a Ravenna ne sono un degno esempio: nella più totale assenza di prospettiva, il corteo dell’imperatore si staglia in rigida frontalità davanti allo spettatore, che rimane folgorato dai colori e della lucentezza delle figure. Queste ultime però sono totalmente bidimensionali, come ritagliate, appese (i loro piedi infatti non poggiano da nessuna parte), con i tratti del volto molto simili tra loro, a parte quello di Massimiano, il vescovo di Ravenna. Il movimento del corteo (da sinistra verso destra) è suggerito dalle braccia dell’imperatore che reggono una sorta di cesta d’oro come offerta al divino.

Mai nessuno è riuscito ad eguagliare la bellezza del suntoso abito indossato da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I
de’ Medici, ritratta nel 1545 da Bronzino. Il candore della pelle, la complicata trama del vestito e la serietà della posa e del viso sono tutti simboli di quello status quo che abbiamo visto nelle opere precedenti. Le perle, protagoniste indiscusse del quadro, ornano quasi completamente la donna, dagli orecchini, alle collane, sino alla nappina fatta di minuscole perle accanto alla mano sinistra. Lo sguardo completamente privo di emozione, stabilisce un contatto sempre eterno con lo spettatore, che immediatamente riesce a capire il rango di appartenenza della ritratta e a rimanere estasiato di fronte così tanto lusso e sfarzo.

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“Eleonora di Toledo”, fonte:Wikipedia Commons

La teatralità e la maestosità del Barocco non fecero altro che arricchire ancora di più i ritratti e le sculture dei personaggi politici di quel tempo. Esempio tipico è il busto realizzato per Luigi XIV, il re Sole, da Gian Lorenzo Bernini. Il sovrano, guarda verso l’infinito ed è come investito da una folata di vento che però muove soltanto il panneggio della sua veste (espediente utilizzato dall’artista per dimostrare la sua maestria) e che non intacca la folta capigliatura o il viso, che rimangono composti.

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“Busto di Luigi XIV”, fonte: Wikipedia commons

Arriviamo così a David nel periodo Neoclassico che, riproponendo una compostezza e un equilibrio di antica memoria, dipinge “Il Primo Console supera le Alpi al Gran San Bernardo“, che raffigura Napoleone Bonaparte in una idealizzazione del famoso attraversamento della catena montuosa portata a compimento nel Maggio 1800. In basso a sinistra troviamo i nomi di chi prima di lui era riuscito nell’opera: Annibale, Carlo Magno e infine lo stesso Napoleone. Il gesto fiero, deciso della mano destra potrebbe ricordare quello dell’Augusto di Prima Porta, entrambi fieri imperatori che guidano i loro eserciti. Altro protagonista dell’opera è il cavallo rampante, chiaro riferimento alla statuaria imperiale equestre.

Napoleon Bonaparte til Hest - fra bogen Jacques-Louis David - Empire to Exile, Philippe Bordes Napolen blev født på Korsika 15. august 1769 Efter at have været første konsul blev Napoleon Bonaparte i 1804 fransk kejser. I 1796 blev han gift med Josefiné Beauharnais. Ca. 1809-1810 giftede han sig igen denne gang med ærkehertuginde Marie-Louise af Habsburg, der i 1811 fødte ham en søn, der døde i en ung alder.Napoleon Bonaparte tabte et afgørende slag ved Leipzig 1813 og blev 1814 i Fontainebleau tvunget til at abdicere. Han blev forvist til Elba. I marts 1815 vendte han tilbage og forsøgte at reetablere kejserdømmet (de 100 dage). Efter slaget ved Waterloo den 18. juni 1815 overgav han sig til den britiske regering der forviste ham til øen Sankt Helena. Her levede han til sin død den 15. maj 1821.

“Il Primo Console supera le Alpi al Gran San Bernardo”, fonte: Wikipedia commons