Il mito è stato, nei secoli, un’immensa fonte di ispirazione per i pittori e per gli scultori. Già nell’antica Grecia, le statue in bronzo raffiguravano molto spesso eroi, dei e dee, incarnati e simbolo di valori civici e morali. Soltanto nel 8 d.C Ovidio, celeberrimo poeta latino, membro del Circolo di Mecenate, pubblicò un opera, intitolata “Le Metamorfosi”, una sorta di raccolta di miti greci e latini, dagli inizi dell’Universo, con la presenza del Caos, sino alla morte di Giulio Cesare nel 44 a.C. Nei secoli successivi molti artisti hanno preso spunto da quest’opera letteraria per esprimere, in scultura o in pittura, i significati più profondi dei miti.

o-metamorfosi-ovidio-facebook

Frontespizio di una edizione delle Metamorfosi del 1632 (da Wikipedia Commons)

Già Raffaello dipinse, nel 1512, a Roma, nella Villa Farnesina, dopo le grandiose opere per le stanze Vaticane, il trionfo di Galatea, basandosi sul mito narrato da Ovidio. La ninfa, avvolta in un manto rosso, chiaro richiamo alla pittura romana antica, viene trasportata da due delfini a bordo di una capasanta adibita a cocchio. Tutt’intorno un vortice di personaggi: putti (che con i loro archi formano delle diagonali che incentrano lo sguardo dello spettatore verso la ninfa), tritoni, cavalli marini e centauri. Il mare, lucente, sbalza le figure, che risultano anatomicamente perfette ed equilibrate.

raphaels_triumph_of_galatea_02

Trionfo di Galatea di Raffaello Sanzio (da Wikipedia Commons)

Tiziano invece affronta un episodio molto più cruento delle Metamorfosi: il satiro Marsia, dopo aver sfidato Apollo in una gara musicale, perde miseramente, e viene scuoiato vivo dal dio. Il pittore, che si autoritrae nelle vesti del Re Mida, l’uomo anziano e pensieroso sulla destra, voleva rappresentare con quest’opera la fine delle civiltà primitiva legata a Dioniso e ai satiri, e l’inizio di una civiltà nuova, legata alla figura di Apollo e Zeus, simbolo di ordine e giustizia. Le pennellate fiammanti e la stesura vibrante del colore, tipiche dell’ultimo Tiziano, aumentano il pathos e la tensione emotiva all’interno del quadro.

titian_-_the_flaying_of_marsyas

Punizione di Marsia di Tiziano (da Wikipedia Commons)

Nel 1597 Caravaggio ritrae il bellissimo Narciso, che ha occhi solo per se stesso: il giovane infatti, secondo il mito, si sarebbe innamorato del suo stesso riflesso nelle acque di un fiume, tanto da caderci dentro e morire tra i flutti nel tentativo di afferrare e baciare la bellissima figura. Come in tutte le opere di Caravaggio, solo il fulcro della rappresentazione è illuminato, appunto il giovane e lo specchio d’acqua; tutto il resto è lasciato tra le tenebre. Il dramma è nell’aria, lievemente percettibile nello sguardo del giovane.narciso-caravaggio

Odoardo Farnese, nel 1594, chiamò Annibale Carracci per fargli decorare il suo palazzo adiacente al fiume Tevere. Il ciclo prende ovviamente spunto dalle Metamorfosi, intrecciando motivi mitologici, araldici e decorativi, in una nuova interpretazione del linguaggio classico. La struttura della volta è suddivisa in tanti “quadri riportati“, incorniciati in finte intelaiature e sorretti da finti telamoni. L’episodio centrale è il trionfo di Bacco e Arianna, dove un corteo di dei, dee, ninfe e satiri accompagnano i lucenti carri degli sposi, offrendo corone, coppe d’oro e fiori.

Trionfo di Bacco e Arianna di Annibale Carracci (da Wikipedia Commons)

L’ultima opera da noi analizzata è una delle 4 statue scolpite dal Bernini per Scipione Borghese, precisamente il Ratto di Proserpina. La figlia di Demetra, data la sua stupefacente bellezza, fu rapita da Plutone, re degli inferni e portata nel suo regno dove la giovane fu costretta a rimanere sei mesi all’anno: nei mesi più caldi sarebbe rimasta con la madre, portando abbondanza sulla terra, in quelli invernali sarebbe dovuta rimanere con il suo “sposo” negli Inferi. La fanciulla si dimena, mentre il potente dio la stringe forte, affondando le dita nella morbida carne di Proserpina.

?????????

Ratto di Proserpina di Bernini (da Wikipedia Commons)

In questo articolo abbiamo analizzato prettamente opere rinascimentali, ma l’influsso di Ovidio è decisivo in migliaia di opere moderne e contemporanee. I significati nascosti e le storie di amore e morte legate ai miti hanno sempre affascinato pittori e scultori, attivando la loro immaginazione che permette loro di creare opere destinate a rimanere in auge nei secoli.