5 ottobre 2018, era Banksy alla vendita serale da Sotheby’s ieri sera? Questa è stata la domanda sulla bocca di tutti quando uno dei dipinti dell’artista di strada di Bristol si è misteriosamente autodistrutto nel mentre che l’asta giungeva al suo termine.

Girl with a Balloon (2006) è stata l’ultima vendita della serata, giorno speciale per la casa d’aste che proprio ieri ha raggiunto un bellissimo traguardo: l’artista inglese Jenny Saville è diventata la più quotata artista femminile vivente venduta all’asta quando il suo autoritratto, “Propped”, ha incassato 9,5 milioni di sterline (12,4 milioni di dollari).

Jenny Saville, Propped, 1992
Fonte: Sothebys.com

La sera invece era il momento di un altro artista inglese pronto a fare la storia: Banksy. L’opera messa all’asta è una delle sue più iconiche: Girl with a Balloon, eseguita nel 2006. Ma per l’artista di strada universalmente conosciuto per la sua vena critica e imprevedibile, lasciare che la sua opera fosse venduta senza offrire al contempo uno spettacolo polemico, non sarebbe stato sufficiente. Proprio quando la tela arrivava a £ 953,829 ($ 1,25 milioni di dollari) – esattamente la stessa cifra del precedente record d’asta dell’artista, raggiunto nel 2008 – è scattato un allarme sonoro all’interno dell’opera d’arte. Gli spettatori hanno avuto giusto il tempo di rivolgersi verso l’opera per vedere la tela scivolare attraverso la sua cornice dorata, per poi farsi a pezzi.
Il giornale Financial Times ha riferito che il dipinto è stato distrutto da un trucco probabilmente nascosto dentro la cornice.

“Sembra che siamo appena stati Banksy-ed“, ha detto Alex Branczik, il capo dell’arte contemporanea europea della casa d’asta inglese, subito dopo la vendita.

Banksy, Girl With Red Balloon, 2006 Fonte: Sothebys.com

“È probabilmente il più grande artista di strada britannico e stasera abbiamo visto un piccolo pezzo di genio di Banksy”, ha riferito, aggiungendo poi che non è stato “uno stratagemma”, anche se non è chiaro se altri membri del personale della casa d’asta fossero coinvolti nell’operazione. Alcuni hanno addirittura notato che la cornice era insolitamente spessa, il che avrebbe potuto facilmente nascondere un meccanismo di triturazione. Niente è stato fatto, però.

Dopo che un uomo vestito di nero, cappello e occhiali da sole sportivi è stato visto insieme alle guardie di sicurezza vicino all’ingresso di Sotheby’s poco dopo l’incidente, la speculazione è aumentata, e tutto ci fa credere che sia stato davvero l’artista ad aver premuto il pulsante che ha distrutto il suo stesso lavoro.

Banksy, che è noto per la sua reputazione di artista di strada per l’utilizzo di stencils provocanti e il più delle volte politicamente carichi, protegge e cura al massimo la sua identità. Nessuno sa ancora con sicurezza chi possa essere. La sua arte però è apparsa senza preavvisi sulle mura della città di tutto il mondo, contribuendo così a creare una forte aspettativa per le sue immagini.

Nonostante la previa fama dell’artista, quello che nessuno si aspettava era che anche dentro una casa tradizionale d’asta inglese Bansky potesse continuare a giocare i suoi giochi, a dir poco, non ortodossi. L’attenzione ora si rivolgerà a come la casa Sotheby’s gestirà l’accaduto e principalmente come il mercato d’arte maneggerà il futuro dell’opera.

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Going, going, gone…

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“Siamo impegnati a capire cosa significa questo in un contesto d’asta“, ha detto Branczik. “La triturazione ora fa parte del lavoro artistico integrale. Non abbiamo mai sperimentato una situazione in cui un dipinto si è spezzato spontaneamente, dopo aver subito un record per l’artista “.

Un potenziale risultato, secondo una portavoce della casa, è che il dipinto distrutto potrebbe essere conservato come un documento della tattica della guerriglia.

L’atto di distruzione, che avrebbe potuto mettere in crisi il proprio valore dell’opera, la sua integrità, ora invece è diventata una delle tante ragione per le quali sarà molto più apprezzata. “Si potrebbe sostenere che il lavoro è ora più prezioso”, ha dichiarato Branczik. “È certamente il primo pezzo a essere triturato spontaneamente al termine dell’asta”.

Ovviamente l’accaduto non potrebbe non diventare oggetto anche questo di marketing e di un pretesto per conferire maggior valore all’opera. Possiamo supporre comunque che la preoccupazione principale dell’artista non sarà stata tanto la previsione di un aumento di valore di una sua creazione, quanto l’intenzione di creare uno spettacolo, offerto al pubblico lì presente, che avrebbe portato a una relativa polemica delle leggi del mercato nell’arte. Una palese critica tirata in ballo da Banksy, la distruzione della propria opera dentro il contesto di un’asta, metterà sicuramente  in discussione nei prossimi giorni il sistema del mercato d’arte.

L’ha fatto? A voi la parola.