Entrando nel piccolo locale di Via Fabio Massimo, nel quartiere Prati di Roma, si respira aria di Giappone. L’arredamento, che si basa sull’alternanza dell’azzurro e del bianco, la disposizione di otto sgabelli alti e un tavolino pensile, diviso in due tronconi ,rimandano ad un minimalismo tutto orientale. Hiromi Cake ha aperto da poco più di un mese ma già Roma non ne può più fare a meno. 

Nonostante il locale non sia particolarmente grande, è però molto accogliente e funzionale. Dietro il bancone, uno spazio poco più grande di quello dedicato ai clienti è adibito alla decorazione e alla rifinitura degli ultimi dettagli dei dolci. Al centro troneggia una macchina del caffè sbuffante, dalla quale escono come per magia deliziosi cappuccini, caffè e cappuccini matcha. Sì, perché uno dei protagonisti è proprio lui, il matcha: una varietà di the verde, finemente lavorato e utilizzato anticamente nella tradizionale cerimonia del the. Qui viene utilizzato sia nelle torte che nei dolcetti monoporzione e nel cappuccino, conferendo alla bevanda un gusto leggermente amaro, che lo rende una perfetta alternativa per coloro che ormai da un po’ abusano di caffè.

La preparazione delle meraviglie dietro il bancone è opera delle sapienti mani di Hiromi, Mitsuko, Tomoko e Rika, quattro pastry chef accomunate dall’amore per l’arte di far dolci. L’offerta, anche se ancora non racchiusa in un menù consultabile, è molto ampia e il personale al bancone, gentile e disponibile è sempre pronto ad aiutarvi nella scelta. Le torte, tagliate a spicchio sono delle rivisitazioni in chiave giapponese di  ricette classiche. Spicca tra tutte la matcha cake, una specie di cheesecake con un fondo di crumble dolce che contrasta perfettamente con l’amaro tipico di questo ingrediente.

Tipicamente giapponesi sono i dorayaki, piccoli dolci sofficissimi, di forma rotonda che nascondono all’interno un cuore di farcitura e sono disponibili in più varianti: noci e cioccolato, mascarpone e mele, fagiolo rosso e sesamo (sì, avete letto bene!) e fagiolo bianco. Tipico è anche il piccolo pane giapponese, preparato ogni venerdì, che da fuori sembra molto compatto ma che in realtà e morbidissimo all’interno.

Esistono anche ottime alternative per celiaci: una varietà di dolci tipici giapponesi sono fatti con farina di riso e fecola di patate, ingredienti che non pongono quindi il problema del glutine.

I dolci sono anche da asporto, proprio come le torte su ordinazione.

Hiromi è la ventata d’aria fresca nel panorama della pasticceria romana, la dolce nota orientale che mancava nella capitale.

Hiromi Cake, Via Fabio Massimo 31 

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Photo Credits: Eleonora Pacelli