Settembre è quel mese in cui l’estate non ha ancora deciso bene se lasciare il posto all’autunno, in cui il sole ancora non vuole abbandonare la sua amata Roma, che però già comincia ad ingiallire. Il mese degli inizi, delle pile cariche, del ritorno a scuola e a lavoro. Per le vie di Roma si respira un’aria più fresca, l’energia è rinnovata ed è palpabile. Il centro è sempre pieno di vita, ma stavolta nel cuore pulsante di Campo de’ Fiori, c’è una novità: il 20 settembre, nella pittoresca location di Piazza del Teatro di Pompeo fa capolino la nuova apertura dello chef Luciano Monosilio. Ebbene sì, il Re della Carbonara, dopo il divorzio (di comune accordo) con Pipero, pilastro della cucina gourmet, ha deciso di mettersi in proprio, stravolgendo positivamente lo scenario culinario romano.

Classe 1984, di Albano Laziale, Luciano si affina giovanissimo nella cucina di Roscioli, che da quattro generazioni tiene le redini del mangiar bene romano. Collabora in seguito con grandi nomi dell’alta cucina dello stampo di Enrico Crippa, fino all’esperienza in Sudafrica che affina le sue doti manageriali, per poi giungere tra le braccia di Pipero. Dopo la prima stella Michelin, oggi Luciano si ridefinisce in un nuovo concept, del tutto diverso dai suoi percorsi precedenti, sperimentando un ritorno alla tradizione che mette un po’ da parte il fine dining, per concentrarsi sull’autenticità, i valori e le usanze di un’identità tutta romana.

Foto: Alberto Blasetti

”Luciano-Cucina Italiana”, un’insegna semplice ma di grande impatto, nome in cui riverberano ancora le note di Pavarotti, simbolo comprovato di italianità all’estero. Sì, perché il nuovo progetto di chef Monosilio non si fermerà entro i confini nazionali: l’idea è proprio quella di ricreare una nuova identità della cucina italiana, troppo spesso rovinata dalla cucina ”turistica” di scarsa qualità e da prodotti preconfezionati. Protagonista indiscusso di questo progetto è il carboidrato, con in testa la famosissima carbonara dello chef, preparata con una tecnica specifica, una mantecatura a bagnomaria e materie prime di primissima qualità. Tuttavia, è la pasta a fare  tutta la differenza. Il nuovo concept comprende la manifattura in loco di quest’ultima, con una macchina, la Pama Parsi, che dall’impasto all’essiccazione permette di avere un prodotto originale, genuino e autentico, il tutto senza muoversi da Campo de’ Fiori. Oltre alla preparazione, la carbonara viene anche servita in modo speciale: con un piccolo cartoncino attaccato al piatto con una molletta, che rivela la personalissima ricetta dello chef, in modo che ogni cliente possa portare a casa con sé un po’ della magia che scaturisce dalle mani di Luciano.

Anche sul versante pizza lo chef non lascia a desiderare: la speciale consulenza di Elio Santosuosso, (che ha raffinato la sua esperienza a La Gatta Mangiona), ha permesso la creazione di una pizza che rappresenta la perfetta riproduzione di una ottenuta con una cottura a legna.

Il menù, oltre ai piatti citati include anche una vasta serie di secondi della tradizione romana, rivisitati con lo speciale tocco dello chef: polpette di bollito, parmigiana e vitello tonnato. Una versione diversa perché raddoppiata: un secondo per due, da mettere al centro del tavolo per condividere, come si faceva un tempo in una classica famiglia romana. Per non parlare dei dolci! Il tiramisù di Luciano conta una particolare preparazione che comprende savoiardi asciutti, ricoperti da una cialda; solo rompendo quest’ultima al centro la bolla di caffè e cioccolato potrà inondare l’intero dolce. La carta dei vini, accuratamente selezionati, pone l’attenzione sui piccoli produttori ed è in continua evoluzione.

Foto: Alberto Blasetti

Un’idea diversa, un taglio netto con la cucina gourmet, un pastificio, una trattoria romana e un ristorante, tutto fuso nello stesso progetto: il ritorno alla tradizione, alla qualità e alla romanità di Luciano Monosilio lascia un segno indelebile nella compagine culinaria della capitale, pronta a condividere questo onore con il resto del mondo.

Piazza del Teatro di Pompeo, 18

Telefono: 06 5153 1465

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