Probabilmente il più grande fascino di Roma risiede nella sua capacità di offrire al visitatore straniero un’esperienza locale autentica, nonostante sia una delle città maggiormente visitate al mondo. In certi quartieri è più difficile di altri, è vero, ma sapendo dove indirizzare i propri passi anche il più turistico dei rioni sa mostrarsi in tutta la sua sincerità. È in questa vera e propria lotta all’omologazione, che il 7 giugno a Trastevere ha aperto i propri battenti Peppo al Cosimato, la prima osteria di pizza e pesce povero della capitale.

Credit: pagina Facebook Peppo al Cosimato

Nato dall’idea di Michele e Salvatore, ex proprietari del Caffè Perù, il nuovo locale ne riprende l’atmosfera familiare e quella voglia di offrire un luogo in controtendenza all’avanzata dei locali trendy, da design spaziali e costi stellari.

L’impatto che la precedente esperienza ha su Peppo è evidente anche ad occhio nudo, sia nella cucina a vista, che in una delle tre stanze dell’osteria, dove si possono osservare delle splendide maioliche dipinte a mano da Giancarlino Benedetti Corcos, noto artista figurativo della scena underground romana, che già aveva coordinato i lavori di restauro del vecchio Caffè Perù. Ecco allora che il nuovo figlio di Piazza San Cosimato, sorto a pochi passi dal Cinema America Occupato (di cui noi vi avevamo già parlato qui), si propone come una di quelle esperienze autentiche da poter vivere nella capitale.

Credit: pagina Facebook Peppo al Cosimato

Il centro di tutto è sicuramente il pesce azzurro, la tipologia più ricca di omega-3 e con le migliori proprietà dal punto di vista organolettico. Definito povero solo perché concede la possibilità di proporlo, una volta trasformato, a prezzi adeguati a raggiungere un’ampia platea. La location e il menù sono sicuramente condizionati da questa scelta.

I tavoli e le sedute sono in legno, il grande bancone del bar ha il marmo degli anni ’70 e il pavimento è composto da mattonelle decorate in graniglia. C’è la volontà di fare una cucina sincera, senza sfarzi e senza sprechi, seguendo quella retorica del “non si butta via niente” che tutte le nostre nonne ci hanno insegnato. È così che nascono piatti come la pappa al pomodoro con alici marinate o il dolce finora più apprezzato come pane burro e marmellata. Semplicità.

Il tutto viene completato dalla pizza, che da Peppo rispecchia il disciplinare della vera pizza napoletana, diventata dal 2017 Patrimonio dell’Umanità. Impasto in linea con la tradizione e lievitazione fino a 72 ore, con una selezione delle materie prime attenta al minimo dettaglio. L’obiettivo è valorizzare i migliori ingredienti del territorio italiano: viene infatti usato il fior di latte di Agerola e il pomodoro del Piennolo, che assieme alle pacchetelle sono prodotti DOP del territorio vesuviano. Una pizza diversa da quella che viene proposta sulla scena trasteverina, che oltre alle varianti classiche, viene presentata in abbinamento con il pesce azzurro, in uno degli accostamenti teoricamente più difficili nella cultura culinaria italiana.

Credit: www.puntarellarossa.it

Aperto sia a pranzo che a cena, Peppo al Cosimato si affaccia sui sampietrini di Trastevere (è presente anche un piccolo dehors) per rimanerci e diventare un punto di riferimento per romani e non, con una proposta che mancava e con la volontà di dimostrare che a volte la tradizione può essere la risposta vincente.

Credit: pagina Facebook Peppo al Cosimato

Sapori autentici e semplicità, in pratica ciò che ha reso grande la cucina italiana nel mondo.

 

Peppo al Cosimato

Via Natale del Grande 9/10/11, Roma
Sito web – Pagina Facebook