Torino supera senza dubbi il capoluogo lombardo per tre ragioni ben precise, che si chiamano Gianduja, Bicerin, e Bicerin di Giandujotto.

Le origini del gianduiotto sono legate alla politica economica messa in atto da Napoleone, improntata sulla drastica diminuzione delle importazioni in Europa di beni di qualsiasi tipo, tra cui il cacao. Per fronteggiare la crescente domanda di quest’ultimo, dall’incontro tra Caffarel e Prochet nacque il gianduiotto, composto da cacao, zucchero e nocciole piemontesi tostate e macinate (che in parte andarono a sostituirsi al cacao). L’ “invenzione” venne divulgata per la prima volta durante il Carnevale del 1865 dalla maschera Gianduja, da cui, appunto, prende il nome.

Oggi è tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.) del Piemonte.

Dove comprare i migliori gianduiotti a Torino

Sarebbe quasi un’eresia passare per la capitale sabauda senza fare un salto da Guido Gobino, vera e propria autorità nella produzione e diffusione del tipico Giandujotto torinese e della crema Gianduja da spalmare. Nel 1996 nasce anche il suo marchio, coronamento di passione e sacrifici che oggi spingono l’azienda verso una costante sperimentazione. Da provare i “cremini” ed i “giandujotti Tourinot”.

Il bicerin (letteralmente bicchierino)  è stata riconosciuta bevanda tradizionale piemontese solo dal 2011, ma la lista dei suoi estimatori è piuttosto lunga. Addirittura Ernest Hemingway inserì la miscela a base di caffè, crema di latte e cioccolato tra le 100 cose del mondo che avrebbe salvato. Nei calici in cui solitamente viene servito, si nota la sfumatura tra i vari ingredienti, che seppur mescolati, presentano consistenze differenti.

Fonte: www.bicerin.it

Dove bere il miglior Bicerin a Torino

Il nome si deve al locale che con molte probabilità lo inventò nel 1763, e che tuttora ne custodisce gelosamente la ricetta (o meglio, il dosaggio): si tratta di Caffè Al Bicerin. 

Anche il locale scenografico e scintillante di Baratti & Milano merita una visita approfondita; qui potete scegliere tra la versione classica della celebre bevanda, che prevede caffè, cioccolato e latte montato (ossia una via di mezzo tra panna e crema di latte) oppure la versione leggermente alcolica, con ratafià di noci.

Dal mix tra gianduja e bicerin nasce il Bicerin di Giandujotto. Come si può facilmente intuire, si tratta di un liquore artigianale a base di crema di gianduia. Nel 1930 il brevetto è stato registrato da Nuove Distillerie Vincenzi. Anche in questa storia le politiche economiche del tempo hanno impattato sul prodotto finale: il caffè, così come il cacao, era molto costoso da importare, quindi venne in parte sostituito da alcol e nocciole.

Il famoso bicerin torinese

Il Bicerin di Gianduiotto è privo di glutine e di latte, per cui, a differenza dei liquori con scadenza a 6-9 mesi, anche una volta aperto non scade.