Dieci giorni, qualche ora e tante domande è ciò che accompagnano l’insetto alla nomina di nuovo alimento all’interno della cultura gastronomica europea: grilli, cavallette e scorpioni sono diventati il novel food che da inizio anno può essere prodotto e venduto nel nostro paese.

Il termine corretto per descrivere l’insetto come alimento è entomofagia che, dal greco éntomos “insetto” e phăgein “mangiare”, rappresenta quell’usanza alimentare diffusa da secoli e antropologicamente intrecciata alla storia dell’uomo sulla Terra.
Infatti, se anche risulta di difficile natura vedere questi esseri all’interno della nostra cultura gastronomica, bisogna prendere atto che in altri costumi e luoghi del Mondo, questi viscidi e piccoli animaletti, rappresentano il centro di ricette e preparazioni gastronomiche.

Fonte: taccuinistorici.it

 

Quanti sono i paesi dove si consumano insetti abitualmente?

Il numero supera vistosamente i centodieci paesi al Mondo e tra i maggiori consumatori ci sono l’America centrale, l’Africa e l’Asia dove vermi, cavallette e grilli fanno davvero leccare i baffi.
Inoltre, che si voglia accettare o no, l’alimentazione a base di insetti è stata decisamente importante in epoca preistorica dove gli uomini, ancor prima di imparare a cacciare e coltivare, trovavano nelle formiche e nei coleotteri il giusto apporto nutritivo di proteine.
Insomma, che possano piacere o meno, gli insetti stanno diventando parte integrante della cultura gastronomica europea e dovremmo tutti abituarci a conviverci.

Quanti sono gli insetti commestibili?

La Fao, in recenti statistiche, ha dichiarato che nel mondo vi sono quasi 2000 specie di insetti commestibili consumati da più di 2 miliardi di persone e ad oggi è opportuno riconoscere che questa risorsa può trasformarsi in una chiara e concreta risposta al problema della fame nel Mondo.
Infatti, dati certi dimostrano che nel 2050 il nostro pianeta verrà calpestato da più di 9 miliardi di persone che dovranno scontrarsi con risorse alimentari sempre più scarse, con meno terre coltivabili e un maggior inquinamento atmosferico e delle acque. In una realtà sempre più vicina e che vede oggi ottocento milioni di persone soffrire la fame, forse la cavalletta può davvero vestire i panni del supereroe e, senza salvare il mondo, aiutarlo a vivere meglio.

Fonte: rigaconsulting.it

 

Questa novità alimentare vede contrari la maggior parte degli italiani, che increduli non condividono l’intrusione di questi nuovi alimenti all’interno della cultura gastronomica nostra, eppure, in un mondo sempre più aperto a tutti, l’accettazione di nuove usanze e costumi sembra divenire un passaggio essenziale per una maggiore convivenza e condivisone globale.
E’ essenziale però non  far diventare questa nuova realtà gastronomica una semplice moda del momento, un altro vizio europeo che nel lungo tempo andrebbe a sminuire usanze secolari di altre culture poiché la nostra arroganza europea ci ha sempre portato a vederci migliori di quell’Oriente da cui invece troppo spesso rubiamo abitudini e usanze.

Nella speranza che ognuno di noi possa provare prima di giudicare,
Artwave vi augura un buon inizio d’anno.