Appena uscito ma già candidato ai Satellite Awards del 2017 , il film scritto e diretto da Oliver Stone, «Snowden», racconta della storia vera di Edward Snowden (che possiamo vedere nelle scene finali nei panni di sé stesso), ex tecnico della CIA e collaboratore della NSA, che nel 2013 rivelò al pubblico alcuni dei programmi di sorveglianza e di massa utilizzati dal governo statunitense e britannico.

Joseph Gordon-Levitt nei panni di Edward Snowden.

Joseph Gordon-Levitt nei panni di Edward Snowden

La trattazione di un tema così reale ma al tempo stesso così terrificante – la trama sembra quella di un episodio della serie TV Black Mirror (ne avevamo già parlato qui)- rende il film estremamente interessante, aprendo una finestra sul mondo della sorveglianza di massa.

Tra una folle teoria complottistica e l’altra, possiamo essere sicuri soltanto di una cosa: le prime attività di intercettazione statunitense accertate risalgono alla seconda guerra mondiale, quando, attraverso quello che dal ’46 in poi sarà noto come B.R.U.S.A, il Regno Unito e gli USA si accordarono circa la trasmissione delle informazioni nemiche. Anche al termine della guerra, con l’aiuto di compagnie telefoniche quali la Western Union e la ITT World communication, le attività di spionaggio continuarono. Sembra inverosimile, ma vi era addirittura un settore dedicato allo spionaggio delle celebrità, probabilmente considerate pericolose per via della loro influenza sulle masse. Tra di esse, anche Marilyn Monroe, Frank Sinatra e Albert Einstein.

Dobbiamo attendere il 1988 però perché per la prima volta venga confermata l’esistenza di un effettivo programma di spionaggio. L’accordo, nato tra Regno Unito, USA, Australia, Canada e Nuova Zelanda, inizialmente aveva lo scopo di scoprire informazioni utili sull’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda, ma con il tempo divenne una vera e propria rete di intercettazione globale, privata e commerciale: il sistema ECHELON.

A seguito degli attacchi terroristici del 2001, le intercettazioni aumentarono notevolmente, con il programma STELLARWIND, che sostanzialmente si occupa dell’analisi del traffico dei dati internet (e che venne utilizzato anche dal presidente Obama).

Lo stemma della NSA.

Lo stemma della NSA

È nel 2013 che però c’è una vera e propria svolta. Attraverso la sua collaborazione con il giornale The Guardian, Edward Snowden rivela al pubblico molte delle violazioni che, andando contro al IV emendamento della costituzione americana e a quello stesso principio di libertà che rappresenta (o perlomeno, che loro stessi sono convinti rappresenti) l’America, l’NSA ha effettuato nei confronti dei privati. (https://www.theguardian.com/world/2013/jun/09/edward-snowden-nsa-whistleblower-surveillance)

Snowden è un film che tratta una tematica importante, che fa riflettere a lungo su cosa sia giusto o meno. Potremmo paragonare la situazione a quella di un genitore, che per tutelare il proprio bambino gli impedisce di fare determinate cose o ne controlla altre prima che entrino a contatto con lui. Perché il genitore sa, e il figlio no. La differenza è che la situazione, in questo caso, è temporanea poiché il figlio presto capirà e imparerà a giudicare da sé ciò che è più opportuno per la propria salute e sicurezza; al contrario, i cittadini di uno stato che lede la loro libertà, sebbene forse saranno leggermente ”più sicuri”, non avranno mai questa possibilità. E, come disse Snowden, bisogna prendere iniziativa: ‘You can’t wait around for someone else to act’.

Video intervista del 2013 con sottotitoli in italiano: