Il direttore artistico Antonio Monda è sicuro: non c’è motivo di ritenere che il numero tredici possa portare sfortuna. Per affrontare però al meglio qualsivoglia infausta superstizione numerica di un’edizione della Festa del Cinema di Roma giunta, appunto, al suo tredicesimo anno, meglio premunirsi al meglio offrendo al pubblico di appassionati un programma di tutto rispetto. Questo dovrà aver pensato Monda nel compilare la ghiottissima lista di appuntamenti che avranno luogo nella dieci-giorni della rassegna cinematografica in programma dal 18 al 28 ottobre 2018 all’Auditorium Parco della Musica.

Tra anteprime mondiali ed incontri ravvicinati con le più grandi star del cinema internazionale, la Festa del Cinema si ripromette, come ogni anno, di amalgamare con cura ed originalità tutte le differenti parti che ne costituiscono il programma, al fine di soddisfare la più ampia fascia possibile di pubblico. D’altronde gli intenti della squadra organizzatrice paiono chiari: aldilà di ogni età anagrafica o provenienza, il cinema nasce come arte fruibile a chiunque e dunque tale deve rimanere, allontanandosi da quei contesti elitari in cui fin troppo spesso qualcuno vorrebbe confinarlo.

fonte: vocidicittà.it

Ma come si declina tutto ciò in appuntamenti concreti? È presto detto: grande attenzione sarà data quest’anno agli incontri ravvicinati, con la presenza di Martin Scorsese a spiccare su tutte le altre. Il settantacinquenne regista americano, fresco di cittadinanza italiana (ottenuta il 29 settembre scorso, grazie alle origini del nonno paterno), sarà il vero mattatore di questa edizione della Festa del Cinema, partecipando a ben tre giornate della rassegna. L’autore di Taxi Driver, oltre al tradizionale incontro con il pubblico, presenterà anche le versioni restaurate di tre film storici operate dal suo studio e delizierà alcuni fortunati studenti di Cinema con una vera e propria lezione incentrata sul suo modo di fare e concepire il cinema.

Non solo Scorsese però. Tra gli ospiti di questa edizione ricoprirà sicuramente un ruolo di spicco Cate Blanchett, ma sicuramente interessanti si prospettano anche i faccia a faccia con Mario Martone, Michael Moore (che presenterà il suo Fahreneit 11/9, che promette di far arrabbiare Donald Trump), Alba e Alice Rohrwacher, Giuseppe Tornatore e Sigourney Weaver. Ognuno portatore della propria visione di cinema, ciascuno pronto a fornire un prezioso, personale tassello al mosaico che comporrà questa tredicesima edizione della Festa.

Martin Scorsese sarà il vero mattatore di questa edizione della Festa. Fonte: leganerd

Festa, sì, e non Festival. Su questo Monda è categorico: “Chi cerca un festival canonico rimarrà sempre perennemente deluso. L’idea è proprio quella di una festa in cui si possa trovare un’opera d’arte come Moonlight di Barry Jenkins e successivamente incontrare Jovanotti e Fiorello”. Impossibile non constatare una punta di risentimento nei confronti del direttore della Mostra di Venezia Alberto Barbera, che ad agosto ebbe a dire che la Festa di Roma fosse una “bella festa, ma con una dimensione prevalentamente locale”. Una dichiarazione senza troppi peli sulla lingua (e probabilmente anche un po’snob), i cui strascichi continuano evidentemente ancora a minare il classico politicamente corretto delle affermazioni di circostanza.

In una Festa in cui secondo Monda i temi principali saranno quello femminile (grazie anche ad una selezione comprendente dodici lavori ad opera di registe donne) e il cinema del reale, con un particolare focus sul rapporto tra cinema e memoria storica, il programma dei film costituisce probabilmente il punto forte della manifestazione, e questo non può essere che un bene. Uno dei lavori più attesi è probabilmente quello di Eli Roth, che ne Il mistero della casa del tempo racconta la storia di un giovane orfano ospitato da uno zio che nasconde un inquietante segreto. Un non-horror che si rivelerà invece, stando alle dichiarazioni di Roth, piuttosto “un’attrazione da luna park”, in cui la paura si mescolerà con la commedia e il fantasy, creando un’amalgama di sapori del tutto inedito che già si è dimostrato capace di conquistare il pubblico oltreoceano.

Il mistero della casa del tempo ha ottenuto grandi risultati al botteghino USA. Fonte: everyeye

De segnalare anche il ritorno a Roma di Barry Jenkins, che proprio nella capitale fece cominciare la cavalcata agli Oscar di quel Moonlight che conquistò la statuetta di miglior film. Jenkins presenterà stavolta Se la strada potesse parlare, storia di un amore tra due ragazzi destinato a deragliare a causa di un poliziotto in malafede. Imperdibile anche Beautiful Boy, con Steve Carell e Timothée Chalamet: la storia di un padre determinato che decide di non rimanere immobile nel guardare suo figlio spegnersi giorno dopo giorno a causa della dipendenza da metanfetamine.

In un programma sfaccettato che sarebbe impossibile da raccontare in tutti i suoi spunti, obbligatoria è però una menzione per The Old Man & The Gun, l’ultima fatica di Robert Redford prima del suo annunciato ritiro dalle scene, e per Stan & Ollie, delicato biopic sulla vita dei due grandi comici che si concentra su un momento incerto della loro carriera, al quale si aggiungerà l’ombra della salute sempre più precaria di Oliver.

fonte: cinematografo

Insomma, una Festa davvero da non perdere in alcuna sua parte. Voi iniziate a studiarvi il programma, ci vediamo all’Auditorium il 18 ottobre!