M come MAGIA, come MAGNETISMO, come MANIFESTO

Questa mattina mi sono svegliata con uno strano vissuto dentro, e mi è tornata in mente lei.

Mi viene ancora un pochino difficile riuscire a districarmi tra questi pensieri, forse perché non sono ancora in grado di capire davvero che cosa mi sia successo internamente.

Mi sono trasferita a Berlino esattamente un anno fa, per sei o sette mesi circa, in cerca di fortuna e di risposte, ancora scioccamente convinta del fatto che sarebbero state una città e situazioni diverse a risolvere gli enigmi che si espandevano sempre di più dentro di me.

Quando sono partita c’erano delle cose che volevo cambiare, interne e esterne a me, ed ero convinta che andandomene avrei trovato delle risposte.

C’erano dei segreti che tenevo dentro da tempo, piccoli sospiri e che piano piano si sono ingigantiti in maniera spropositata, che ruggivano forte e mi indebolivano sempre di più.

Berlino non è di certo una città accogliente, almeno per come l’ho vissuta io. E’ rigida, squadrata, cattiva, e io mi ci sono tuffata in mezzo in un momento di estrema fragilità.

A Berlino sembra che non esistano limiti, barriere. La gente si spoglia letteralmente di fronte ai tuoi occhi ogni giorno e in ogni momento ti grida in faccia chi è, non si nasconde. Ci si può sentire liberi di svelare ogni desiderio più recondito, ogni propulsione verso qualcosa o qualcuno è ammessa.

A Berlino puoi sentirti libero di essere come hai deciso di essere.

Proprio nel mezzo di questo mare selvatico ho incontrato M, e che bel sorriso che ha.

M hai i capelli corti, a spazzola, le spalle larghe e il viso angelico.

Incredibilmente bella e discreta, pulita e delicata, nel mezzo di tutto quel grigiore e quell’eccesso, ha cercato di tendermi la mano più e più volte, sorvolando le mie esitazioni, tralasciando le mie insicurezze, le mie uscite completamente fuori luogo.

M mi ha ispirata così intensamente che poco tempo dopo averla conosciuta dentro di me è nato un mondo, un mondo nuovo, onirico e gentile, sbocciato nella mia mente e che in silenzio ha iniziato a prendere forma anche al di fuori di me.

M è stata istinto e inclinazione, tendenza e desiderio, pulsione.

Accecata da un groviglio insoluto e pittoresco di anime e ambientazioni, io però non l’ho riconosciuta. L’ho confusa con tutto ciò che mi stava attorno, non sono stata in grado di scindere le parti, e quel mondo nuovo che stavo immaginando, non sono mai riuscita a mostrarglielo davvero, o perlomeno a spiegarle che cosa fosse realmente.

E allo stesso tempo non sono stata in grado di comprendere che cosa ci fosse davvero nel suo, di mondo. Che cosa ci fosse realmente dietro quegli occhi azzurri e accesi, che cosa si celasse dietro alle storie che scriveva, ai suoi sguardi solidi.

Ma c’è ancora qualcosa di estremamente poetico quando penso a lei, e che è rimasto vivo dentro di me.

Una canzone dolce che ascolto spesso la mattina e che ora suona fresca nelle mie orecchie, un incrocio fuggente di sguardi, tantissima curiosità.

Piccoli amori irrisolti che rimangono dentro, e romanticismo, e desideri.

Berlino è stata una città che ho sfortunatamente abbandonato in lacrime, esausta e triste. M è stata la sua colonna sonora romantica, che non sono riuscita a cantare fino in fondo.

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