E’ sui sette colli che venne fondata affinché fosse al riparo da nemici ed inondazioni, ben presto però lungo le rive del “biondo” Tevere finì per svilupparsi, bramosa di spazio e sempre più di acqua. Gli acquedotti la cingono e l’attraversano imponenti come mura a cielo aperto, le fontane, dai più grandi capolavori d’arte alle più spoglie opere di idraulica, stillano acqua in ogni dove con maestria, diletto e ingegno.
E di questa “Roma Regina Aquarum” er nasone non è forse il simbolo più esemplare?

Er nasone, Roma. Fonte: www.inliberta.it

T’offro da beve senza piamme ‘na lira
Certi se inchineno pe’ toccamme er naso
Me score nelle vene acqua cristallina
So’ ‘mprevedibile, me incontri pe’ caso

S.P.Q.R. ce l’ho sur petto tatuato
In testa c’ho ‘n cappello tonno a fiori
Si m’attappi er naso cor dito ‘ncarcato
Je spruzzo dar buco dritto verso fòri

So’ ‘n simbolo de Roma a tutti l’effetti
Quann’eri regazzino me ricordo l’emozione
Quanno me incontravi giù nei giardinetti
Dicevi: “Menomale che ce stai te, ‘a Nasone!”

Fonte: www.poetidertrullo.it

I “nasoni” di Roma vennero fatti costruire nel 1874 su iniziativa del primo sindaco della capitale unitaria Luigi Panciani e dell’assessore Rinazzi con lo scopo di diffondere sul suolo urbano fonti idriche pubbliche gratis.
Il caratteristico nome deriva dall’andamento ricurvo verso il basso del tubo metallico da cui fuoriesce l’acqua; in origine tuttavia le fontanelle erano dotate di tre bocchette a forma di testa di drago. Al giorno d’oggi sono circa 2500 i “nasoni” che dovrebbero dissetare Roma, 280 all’interno delle mura, mentre ne rimangono soltanto tre esemplari degli originali modelli: il primo in Piazza della Rotonda al Pantheon, il secondo in via delle Tre Cannelle, non lontano dal Quirinale e il terzo, non più funzionante, in via di san Teodoro, dietro il Foro romano.

Fontanella a tre teste di drago, Roma. Fonte: www.girolando.it

Con il pollice o più dita – tappandogli il naso– si ottura il foro della cannella e ad un tratto schizza in aria, da un buco più piccolo situato sul collo del tubo, un getto d’acqua come dallo sfiatatoio di un delfino.
È il divertimento dei più piccoli, la “ritrovata giovinezza” degli adulti, l’imbarazzo scherzoso dei primi appuntamenti e l’oasi in piena estate per combattere “er callo de Roma”.

Er nasone, Roma. Fonte: www.romasparita.it

A causa dei problemi idrici proprio recentemente si è discusso al fine di ridurre lo spreco d’acqua in città; tra le soluzioni avanzate vi era stata la proposta di limitare l’erogazione d’acqua dalle fontanelle. Da inizio luglio 2017 Acea sta provvedendo alla chiusura di 30 “nasoni” al giorno per tutta l’estate fino ad arrivarne all’arresto totale. Non si tratta solo ed esclusivamente di un bene storico ed artistico, nonché fonte di attrazione turistica, ma in primis di una risorsa fondamentale per l’intera popolazione, fatta specie per chi, soprattutto nella stagione più calda, non ha possibilità di dissetarsi altrove. L’acqua è vita e negarla, seppur in queste modalità e per ragioni del tutto rispettabili, equivarrebbe ad un crimine.

Er nasone, Roma. Fonte: www.ilcarrettinodelleidee.com

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