«Il futuro è di chi partecipa». Inevitabilmente, sempre: il futuro è nelle mani di chi non resta fermo a guardarlo andare, ma gli corre dietro, tentando imperterrito il modo di acciuffarlo. Non poteva esserci slogan migliore per promuovere l’iniziativa del Myllennium Award 2018, agone culturale fra tante piccole grandi menti proiettate lì, al futuro e alla sua partecipazione. Se non avete ancora capito di cosa stiamo parlando, mettetevi comodi e iniziate a farci un pensierino.

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Si definisce «Generazione-Y» o «Millennials» quella dei giovani nati tra gli anni ’80 e i duemila: a loro, e magari anche a voi che leggete, è rivolto Myllennium. Che tra l’altro vanta la qualifica di primo premio generazionale italiano che abbia lo scopo di valorizzare le Y, quelle incastonate nel nome del concorso, seconde solo in ordine alfabetico, nella scansione del titolo. E qui ci si ferma, chiaro, perché per il resto le idee, gli slanci creativi, l’indole innovativa non possono che primeggiare sempre, senza conoscere rivali né muri, viaggiando liberi dentro il flusso catalizzatore di un mondo che cambia insieme a noi, perché in fondo siamo anche (se non soprattutto) noi a cambiarlo.

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Il concorso è quindi piuttosto un laboratorio di sperimentazione e di confronto. Promosso dal Gruppo Barletta S.p.a. in ricordo di Raffaele Barletta suo fondatore, Myllennium Award si porta dunque dietro la responsabilità di plasmare pensatori di oggi e domani, protagonisti della nuova classe dirigente. Ma in che ambito? C’è ampia libertà di movimento: imitando da vicino il flusso della cultura, si spazia dal giornalismo all’architettura, dall’universo delle startup al campo cinematografico. Le sezioni sono sei: MY Book per la Saggistica, MY Job per le nuove opportunità di lavoro, MY City per Architettura, MY Reportage per l’ambito giornalistico, MY Startup per le nuove imprese e MY Frame per la cinematografia.

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Rispetto alla sezione che più si avvicina al nostro mondo, quella cioè dedicata alla dote della scrittura, c’è forse da fornire qualche indicazione in più: un po’ per partito preso, un po’ per necessità informative. MY Book è la palestra ideale per mettere alla prova l’abilità della penna, che crea mondi su carta connettendo il movimento dell’inchiostro a quello dell’immaginazione. La valutazione dei candidati passerà attraverso lo sviluppo di un saggio articolato in tre temi – fake news, Brexit e rilancio dell’editoria e delle economie locali. I vincitori saranno nove, e ad ognuno verranno garantiti ben mille euro, oltre alla pubblicazione del saggio per Gangemi Editore: non male, considerando che per molti concorrenti si tratterà della prima volta. Nelle rispettive sezioni, ogni vincitore sarà scelto da un’apposita giuria di professionisti, fatta di economisti, accademici e rappresentanti delle istituzioni.

Per candidarsi manca appena un mese, quindi non resta che affrettarsi: inseguire il futuro va bene, ma senza affanni. Afferrarlo, poi, sarà certamente qualcosa di meraviglioso: apoteosi dell’idea, trionfo della creatività.

Ulteriori info su myllenniumaward.org.