Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro. (Umberto Eco)

La matematica non sarà mai il mestiere di chi sta scrivendo – è garantito – e di tanti che staranno leggendo, ma per fortuna è il mestiere di qualcuno. Per fortuna, si è detto, perché per quanto a molti i numeri possano sembrare scomodi ed indigesti, le cifre sono il collante che unisce i pezzi di una realtà spesso troppo confusa, regolamentando il mondo. Ebbene, mettiamo il naso in territori cifrati e andiamoci a leggere qualche statistica: dati ISTAT aggiornati al gennaio dello scorso anno ci informano della scarsa (ma è un eufemismo) propensione alla lettura dell’italiano medio. Al 2015 il 42% della popolazione – ovvero circa 42 milioni di persone – ha dichiarato di aver letto almeno un libro nei precedenti 12 mesi: è una percentuale che si mantiene stabile dal 2014, dopo aver cominciato una rapida discesa a partire dal 2011. Vi risparmiamo altre cifre che farebbero incrociare gli occhi: per gli interessati, sta tutto scritto qui. Sempre a patto che ve la sentiate di aprire e leggere. Volete? Potete? Trovate il tempo? Domandare è d’obbligo, l’ISTAT insegna che non si sa mai.

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Ma come si dice, a Natale siamo tutti più buoni. La magia della festa più sacra e attesa dell’anno è tale da poter offrire ad ognuno la possibilità di riscattare le proprie defiance, di colmare ogni sua mancanza. Magari siamo di parte, ma consentiteci una tirata a difesa della lettura, a tutela della sua potenza, a favore di ciò che un libro significa. Rimpossessarsi del concetto e di un’abitudine in decadenza, insomma, sarebbe proprio un bel regalo per chiunque. A questo non ha pensato Santa Claus ma Più libri più liberi (#plpl), la fiera nazionale dedicata alla Piccola e Media Editoria che si terrà a Roma dal 6 al 10 dicembre. Sarà pure un tantino autoreferenziale, ma in occasione del suo sedicesimo compleanno la fiera ha pensato a fare un regalo pure a sé stessa, rinnovandosi nell’aspetto e trasferendosi nella chiacchieratissima «Nuvola» di Fuksas, il nuovo centro congressi della Capitale.

La fiera internazionale del libro al Palazzo dei Congressi di Roma, 2015
abitarearoma.net

La storia di Più libri più liberi inizia dunque nel 2002, su iniziativa del Gruppo Piccoli Editori dell’AIE (Associazione Italiana Editori). Matrice di quest’impronta è la pressione esercitata nei nostri tempi dalla forza monopolistica delle grandi case editrici, inarrestabili giganti del mercato librario: sedici anni fa l’idea di garantire libero slancio e ampio respiro alle produzioni editoriali troppo spesso tagliate fuori per far strada a questi colossi. Una filosofia nobile, quindi, a sostegno della valorizzazione e della sponsorizzazione per così dire periferica: il progetto si avvale di partnerships di rilievo, dal sostegno della Regione e del Comune a quello del Ministero dei beni e delle attività culturali, passando per ATAC e SIAE fino ai media-partner RAI e SKY, senza parlare dell’apporto garantito dalle testate giornalistiche, dalle storiche collaborazioni con La Repubblica L’Espresso fino alle nuove firmate Il Messaggero o Left. Questa la struttura di Più libri più liberi, uno slogan che poi è tutto un programma perfettamente in linea con la nostra precedente ode alla cultura: e un’ode appassionata la canta proprio la fiera, fiera di nome e di fatto, orgogliosa di ospitare ben 600 eventi che coniano arti diverse. Letteratura, senz’altro, ma anche musica e fotografia.

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Una larga fetta della programmazione sarà sicuramente dedicata alla saggistica italiana, in rappresentanza della quale un mostro sacro della nostra letteratura contemporanea come Andrea Camilleri avrà occasione di presentare al pubblico il suo ultimo lavoro, edito per Sellerio. Ma Camilleri non rappresenta certo l’eccezione: come lui tanti altri maestri del settore, che intratterranno il pubblico con readings quando non con dibattiti gravitanti intorno al loro servizio e mestiere. Saranno invece 400 gli editori provenienti da tutta Italia che pubblicizzeranno i nuovi cataloghi e i loro prossimi lavori. Tra gli stand – dunque – libri, tanti libri; ma pure CD-ROM, stampe fotografiche, riviste, giornalieBook. Sì perché – di fatto – un programma di sensibilizzazione culturale non potrebbe certo mostrare indifferenza rispetto al grande dibattito di oggi che investe il digitale, formato che letteralmente spopola nella vita di chiunque. E allora, meglio il libro tradizionale o lo schermo palmare? È l’incontro-scontro tra due mondi paralleli, quello dei nostalgici dipendenti dall’odore di carta stampata di fronte a quello fatto di pixel e touch-screen: ma quantomeno, diciamolo, almeno entrambi leggono. E oggi e in questo senso, a prescindere dal come, questa sembra proprio essere l’unica cosa che conta.

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Insomma, non vi resta e non ci resta che andare e toccare con mano, vedere coi nostri occhi. Lasciamo stare i moralismi, lasciamo stare le belle parole ed estrapoliamo il concetto: leggere è importante, è formativo, è vitale per respirare il presente guardando al passato e farsi così trovare pronti al domani. Leggere ci rende immortali: e chi non vorrebbe trovare un po’ di immortalità sotto l’albero?

È il momento giusto. Non serve la letterina a Babbo Natale ma giusto un hashtag, #plpl: più libri, più liberi, più noi.

Campagna di sensibilizzazione alla lettura dell’edizione del 2013
criticaletteraria.org

 

Per avere una visione d’insieme della programmazione, basta cliccare su questo link.

Ulteriori info sul sito www.plpl.it.