“Attesa. Frammenti di pensiero” è una stramba idea, o almeno così la definisce la sua curatrice Brunella Caputo che ha avuto il coraggio di prendere 32 persone tra scrittori, poeti, attori, artisti per raccoglierli tutti intorno a questa antologia che ha visto la luce, per la prima volta, a maggio scorso grazie ad Aldo Putignano, di Homoscrivens.

32 voci hanno raccontato l’attesa, quel tempo, quello stato d’animo che attraversa gli uomini da sempre, ogni giorno.
L’hanno raccontata secondo quattro quadri: il tempo, la verità, il viaggio, l’arrivo, perché l’attesa è un tempo che passa, che scruta verità, l’attesa è un viaggio verso mete mai definitive e arriva sempre in un luogo, senza mettere un punto però e, infatti, poi ricomincia a viaggiare, a scrutare verità, ad arrampicarsi sul tempo. Senza fermarsi mai.

Questo è un libro polifonico, ma ogni voce qui non fa altro che distinguersi per amalgamarsi con le altre. Ognuno ha raccontato una storia slegata, eppure il filo dell’attesa conduce dalla prima all’ultima pagina come in un’unica grande storia.

Ce ne sono tante di attese in questo libro, effettive o metaforiche, fisiche o mentali. Ci sono attese che non devono avere fretta, ci sono attese che vengono riempite con gesti scaramantici, altre che non riescono a finire; ci sono attese tragiche, attese comiche, ci sono le attese in aeroporto piene di minuti abusivi, quelle prima che un treno parta, ci sono attese che si preferiscono e altre che fanno orrore.

E, infine, c’è un posto nel mondo che è un’attesa. Quel posto è in Brasile, ed è proprio nel paese della saudade che Brunella Caputo concretizza l’idea di questo libro mentre si trova davanti ad un immenso campo di lavanda. Lì, racconta, davanti a tutto quel viola, il respiro le si è fermato, è rimasta sospesa, in attesa, del niente o di tutto, finché, immersa in quel silenzio, non è arrivato il tramonto.

attesa framment di pensiero brunella caputo

E in questo progetto non manca niente, neanche la musica. Ogni sezione ha una colonna sonora composta dal gruppo Eletric Ethno Jazz Trio che ha scelto tra i pezzi del suo repertorio quelli che più si confacevano. “Loop” è la colonna sonora della prima sezione, quella sul tempo. La curatrice consiglia di leggere il libro ascoltandoli per rendere l’esperienza della lettura e l’immersione in “Attesa” ancora più profonda.

 

Maurizio De Giovanni, sulla quarta di copertina, scrive che “l’attesa non è una sospensione”, o meglio che “l’attesa è lo stato più normale e solido in cui vivere”. Le 32 voci che compongono il libro ci hanno letteralmente vissuto in questa attesa. Tutti ci vivono, perché tutti hanno qualcosa o qualcuno da aspettare.

Dopo l’anteprima al Salone del Libro di Torino, “Attesa. Frammenti di pensiero” ha conosciuto il pubblico di Salerno, di Cava, di Napoli, di Roma. Il suo viaggio non è finito. A due mesi dall’uscita è in ristampa per arrivare a nuovi lettori che attendono. 

A gennaio, poi, al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno, Brunella Caputo, che è anche regista, trasformerà il libro in performance teatrale. Anche quella sarà una cosa stramba e pare proprio che sarà bellissima.

 

Piccolo teatro del giullare salerno

Il programma della stagione 2018/2019 del Piccolo Teatro del Giullare. Il 5 e il 6 gennaio andrà in scena “Attesa. Frammenti di pensiero”.