Ci sono incontri che sono necessari e bellissimi e quello con Annie Ernaux è uno di questi. Che sia un incontro all’interno dei suoi libri o un incontro vero, questo alla fine non importa. Perché Annie Ernaux la riconosci. È arrivata al Salone del Libro di Torino per presentare il suo ultimo romanzo Memoria di ragazza, uscito per L’Orma Editore l’8 maggio scorso nella meravigliosa traduzione di Lorenzo Flabbi.

A vederla pare che si porti addosso un milione di esistenze, con quello sguardo che sembra sempre frugare in qualche parte dentro di lei, ma che contemporaneamente è fuori nel mondo quel poco che basta a capire che il mondo, in effetti, non si può capire tutto. Durante il dialogo tra lei e Daria Bignardi a Torino dice: “Non sono sicura che la scrittura mi aiuti a capire. Alla fine del libro non arrivo dicendo: ho capito tutto. Mi sembra, però, di aver aperto delle piste, di aver intuito dei percorsi“.

Annie Ernaux, come Lorenzo Flabbi ha detto, potrebbe far piangere in qualsiasi momento, ma ha la capacità di fermarsi sempre un attimo prima dell’emozione, lasciando il lettore nel limbo di un sentimento che somma angoscia, stupore, consapevolezza. Porta il lettore sull’orlo della commozione e lì lo lascia.

Quando si finisce un libro di Annie ci si pone un’unica domanda: perché? L’interrogativo che racchiude tutte le domande dell’esistenza. Annie Ernaux ci fa sentire quella sensazione scomoda del tempo che passa. “Più resto a fissare la ragazza della foto, più mi sembra che sia lei a guardarmi. È davvero me, quella ragazza? Sono davvero lei? […] La ragazza della foto non è me, ma non è una finzione […] La ragazza della foto è un’estranea che mi ha lasciato la sua memoria in eredità”.

Fototessera di Annie Ernaux

Il tempo e la memoria, questo è Annie Ernaux. Per tale motivo utilizza molto le fotografie all’interno dei suoi romanzi, fotografie che non mostra mai, ma descrive, perché, come ha detto in un’intervista “la fotografia rende intensamente il tempo che sfugge, nonostante quello immortalato nello scatto sia un presente eterno che non si muoverà più”. In Memoria di Ragazza, Annie ritrova su Google una fotografia di H, l’uomo di cui si era innamorata nella fatidica estate del ’58, fulcro del racconto. La foto mostra H nel modo in cui è diventato dopo quasi sessant’anni e Annie si chiede: “come siamo presenti noi, nell’esistenza degli altri, nella loro memoria, nel loro modo di essere, persino nei loro gesti?

La osservo mentre parla al Salone del Libro, perché l’ho immaginata a lungo cercando di costruire la sua figura leggendola. Mi accorgo che prima di rispondere alle domande spesso alza gli occhi verso l’alto come a cercare chissà dove la risposta che poi arriva esatta, tagliente, come un colpo. Mi accorgo che incrocia le braccia in una maniera che le appartiene totalmente, non incastrando la mano nella fessura interna del gomito, ma sorreggendola, come se la cullasse. Mi accorgo che quando ride assomiglia a Maryl Streep, che ha mani nodose, lunghe e che è una donna di settantasette anni che da giovane deve essere stata bellissima.

Lorenzo Flabbi e Annie Ernaux al Salone del Libro di Torino, ©Salone del Libro

L’incontro al Salone del Libro dura più del previsto; Daria Bignardi è innamorata di lei, come tutti i suoi lettori d’altronde, perché Annie Ernaux, se la conosci, non puoi fare a meno di amarla. Le domande che le vengono poste sono belle, perché non parlano esclusivamente del libro, ma della sua scrittura e della sua visione del mondo, di come Annie Ernaux è diventata Annie Ernaux scrittrice.

In quello che racconta, nell’intimità delle sue esperienze c’è ognuno di noi. Riconoscersi in lei è tanto assurdo quanto semplice.

Alla fine dell’incontro dice una cosa bellissima, che la scrittura, nonostante le comporti fatica, la aiuta a sopportare la vita. “Ci sono molte cose che mi toccano, molte che mi danno fastidio, invece nella scrittura mi sembra di saper dominare la situazione. Il vero posto in cui mi sento veramente di poter dare qualcosa, di poter dire sì, qui ci sono, è la scrittura”.

Annie Ernaux è nata a Lillebonne (Senna Marittima) nel 1940. Le sue opere maggiori sono Gli anni (2008), Premio Strega Europeo 2016 e  Il posto (1983). L’orma editore ha pubblicato nel 2016 L’altra figlia, e nel 2017 Memoria di ragazza, il suo ultimo romanzo.