Il viaggio per Dachau è il più intimo dei cammini dell’uomo verso il rispetto dell’umanità, è un anormale percorso che l’essere umano sceglie di fare per non dimenticare, per non estrapolare un fatto irrazionale dalla linearità della storia passata. Dachau non è il principio ma l’esito e fine di un odio razziale, accresciuto nei secoli, rivolto ad ogni singolo uomo.

Il ricordare è un atto dovuto nei confronti dell’umanità stessa

 

Il viaggio per Dachau

Un silenzio rispettoso, immobile e freddo

Dachau è il luogo disumanizzato dove l’uomo è stato razionalizzato, concettualizzato e tramutato in oggetto, dove la patologia di estirpare un popolo dalla storia diventa storia stessa dell’intera umanità. Dachau è una realtà da non dimenticare, tanto grande da essere indicibile: questo è il passaggio fondamentale per non negare, banalizzare o sacralizzare la Shoah.

 

Il lavoro rende liberi dentro un filo spinato

Dachau è il luogo dove la neve si mostra rispettosa e in essa gli occhi dell’uomo son fissi come dispersi nella vita. Il prendere atto di quanto accaduto è il passo essenziale per combattere ogni singola forma di discriminazione sociale.

Rispettoso silenzio

 

 

Riflessi di storia passata

 

Riflessi di umanità

 

bianco

Questo è il viaggio che cambia l’uomo, che ne modifica radicalmente il suo sguardo sul mondo, che riempie il suo zaino di un nuovo rispetto, consapevole -e con meno utopia- che l’essere umano è ancora la parte migliore del pianeta e che il rispetto è la prima forma di umanità.

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