La Costiera Amalfitana, uno dei luoghi italiani più belli, ospita Cetara, un borgo marinaro.

D’estate la piccola spiaggia si riempie di persone, di lettini, di bambini che nuotano, ma nel clima freddo di fine dicembre il panorama cambia, soprattutto se si arriva in questo posto nell’orario in cui i pescatori rientrano dal mare.

Ci sono i tipici suoni del Sud: c’è il rumore dell’acqua che crepita sbattendo sulle barche del porto, le chiacchiere di alcuni anziani seduti sulle panchine, il rumore delle lenzuola appese alle finestre che si muovono spinte da una leggera brezza, l’accartocciarsi della carta in cui i pescatori chiudono il pesce da vendere.

Poi ci sono i rumori silenziosi, come quello del coltello che si infila tra le squame di un pesce, o quello della sabbia schiacciata dagli stivali di gomma dei pescatori, oppure quello del pesce crudo masticato dai gatti randagi che si aggirano nel porto in cerca di qualche avanzo.

Le persone qui si rivolgono dando del voi e intanto i gabbiani strillano nel cielo nuvoloso e le montagne sullo sfondo sostengono il peso della neve.

Camminando intorno al porto, cullati da tutti questi rumori, a cui si aggiunge lo sbattere delle tazzine del caffè proveniente dal bar, si arriva ad un punto, un po’ isolato, in cui alcuni pescatori anziani, seduti su sedie provenienti chissà da dove, rammendano reti ammucchiate dietro le quali si erge, nascosta ai loro occhi, tutta la bellezza del mare e della costiera.

Foto di Ilaria Giudice