Il 18 dicembre 2017 Chiara Ferragni, l’influencer più potente al mondo secondo Forbes, è diventata CEO di The Blonde Salad. La notizia si trasforma subito in un caso mediatico e riaccende le polemiche sulla giovane cremonese, tanto amata e tanto odiata dai suoi 11 milioni di follower.

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Eppure dal 2009 (anno di apertura del blog TBS) ad oggi, bisogna riconoscere che di strada ne ha fatta!

Dunque, per quanto tempo ancora dobbiamo condannare la Diavoletta87, prima di renderci conto dell’innegabile talento e della vena imprenditoriale che si cela dietro al suo personaggio?

L’Università di Harvard, che prima di tutti si è accorta della portata del fenomeno Ferragni, l’ha scelto come caso di studio per i suoi studenti. Difatti, nello scenario attuale della new economy sempre più integrata al mondo del digitale, chi meglio di Chiara ha saputo sfruttarne appieno il potenziale cavalcando l’era del 4.0?

Ma prima di diventare imprenditrice di successo, influencer più importante del settore moda e creatrice di una linea di abbigliamento, Chiara Ferragni era una ragazza come tante con la passione per la moda e la mania di essere fotografata dal suo fidanzato di allora, Riccardo Pozzoli, con indosso capi ricercati.

Ad accorgersi del suo talento e a monetizzarlo fu proprio Pozzoli, che il 12 ottobre 2009 ebbe l’intuizione di aprire The Blonde Salad. Da allora, quello che dapprima rappresentava un hobby per i due fidanzatini, supportato dalla nascita di Instagram nel 2013, si trasformò in un vero e proprio lavoro.

“Non esiste una spiegazione logica. Ci vogliono costanza, dedizione, precisione. Ma anche con tutto questo, non è detto che arrivi il successo. Il carisma mediatico è qualcosa di inspiegabile”

Così rispose Pozzoli durante un’intervista per Grazia in cui si chiedeva il motivo del successo del blog.

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Oggi TBS crew vale 6 milioni e si suddivide in 3 importanti unità: gestione delle attività del portale TheBlondeSalad.com, produzione di contenuti digitali e la Talent Agency gestita da Chiara e sua sorella Valentina, che porta il 90% dei ricavi. La Ferragni, assumendo il controllo dell’ormai consolidata società e spodestando il suo ex fidanzato (per ora diventato socio di minoranza), ha chiuso il 2017 con l’ennesimo traguardo professionale. Sempre quest’anno ha inaugurato il suo primo flagship store a Milano, in Corso Como, nel quale oltre alla sua linea vende capi di altri brand con cui collabora attivamente.

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È stato calcolato che il patrimonio dell’influencer composto dalla Chiara Ferragni Collection, i proventi di TBS e le altre attività, ammonti all’esorbitante cifra di 30 milioni. Risultato niente male per una giovane blogger che partendo da zero, è riuscita a costruirsi un seguito inestimabile e oggi, oltre a dettare tendenze, è diventata un autentico modello di business.