di Eleonora Galiotto

Shanghai è una delle nuove e principali metropoli del mondo e la più importante della Cina, non solo dal punto di vista economico-commerciale, ma anche dal punto di vista del fashion-system.

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Da un po’ di tempo a questa parte, la Shanghai Fashion Week richiama l’attenzione delle maggiori testate e, lo stesso Vogue, concentra molte delle sue energie nello studio delle nuove tendenze asiatiche.

La Cina nella sua maestosità lotta quotidianamente per garantirsi un posto nel mondo della moda facendo vedere quanto ha da offrire, non solo come centro stereotipato del pret-a-porter di bassa qualità. Dal punto di vista dei legami più stretti poi, Shanghai è divenuta molto intima con Milano, la metropoli della moda italiana. Negli ultimi anni, il rapporto fra Italia e Cina è cresciuto e ora le due comunità della moda interscambiano tendenze e fashion designers.

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Lo stesso sviluppo della Shanghai Fashion Week deve molto alla Camera Nazionale della Moda italiana, che ha sostenuto con la sua esperienza l’emergente moda cinese. Attraverso mostre come quella che si è tenuta a fine settembre presso la Fabbrica del Vapore di Milano, curata dal fotografo Giovanni Gastel, i giovani stilisti milanesi hanno potuto vedere con gli occhi di un fotografo di grande competenza tale rapporto.

«La sensazione che mi ha dato è quella di un’immensa e splendida nave partita dal passato e in viaggio verso il futuro. Un insieme di tempi ed epoche senza contraddizioni, un continuum di sensazioni forti e di grandi emozioni. E poi la sua moda a cui dedichiamo questo omaggio. Una moda fatta di fantasia ed eleganza ma anche di ricerca del nuovo, senza mai dimenticare lo splendente passato di questo grande e magnifico paese nella sua millenaria storia» – ha raccontato Gastel.

Questo nascente dialogo del mercato del made in Italy con il mercato cinese, si è concentrato anche sull’ambiente accademico della moda italiana, interessando sopratutto istituti del calibro del Marangoni, che ha posto una propria sede anche a Shanghai. Il Fashion Training Centre di Shanghai racchiude le più promettenti menti della metropoli cinese, creando nuovi punti di contatto e ogni anno al Fashion Graduate Italia,  vengono invitati gli alumni più creativi direttamente dalla Cina per permettere ai propri fashion designers di confrontarsi con quella che è una realtà intrecciata con l’Italia.

Tianyi Li la fashion designer di Shanghai

La Milano Fashion Week e il Fashion Graduate Italia hanno avuto un ruolo fondamentale quest’anno perchè hanno visto la prima collezione completa della stilista cinese Tianyi Li, brillante fashion designer di Shanghai e brand ambassador dell’istituto Marangoni a livello mondiale, che ha interpretato a pieno il melting pot italo-cinese.

Photo Credit: Istituto Marangoni

Sulla passerella di Palazzo Reale sfilano abiti dalle caratteristiche soffici, compatte e scultoree nella loro leggerezza. Tailleur molto sofisticati, si alternano ad outfit giovanili e frizzanti con fiori che cavalcano i visi delle modelle e le decorazioni degli abiti a palloncino. Il bianco è il colore che Tianyi Li ha scelto come re di questa collezione SS19 e come simbolo della sua filosofia di vita minimalista,  in quanto amante della trasparenza ed eleganza. A mostrare la preziosità di questo fashion show gli sponsor della sfilata come Swarovski, Grazia, BagnaresiLoribluLuisaviaroma e Josiny, sostenitori di questa realtà integrata e dell’importanza della nostra relazione col mondo cinese.

Il mondo sta facendo spazio a nuove proposte di Haute Couture e tendenze provenienti da quei paesi in cui la moda aveva vissuto sempre in modo silente, aspettando quel momento che oggi pare essere finalmente  arrivato.