La 75esima edizione dei Golden Globe non sarà ricordata tanto per i suoi vincitori, quanto per la silenziosa protesta che ha avuto luogo. Meno abiti vistosi e sketch divertenti e più serietà: questi i dettami dell’evento, per portare ancora una volta l’attenzione sul tema delle molestie sessuali sul lavoro, uno degli argomenti più caldi di Hollywood, a partire dal caso Weinstein, ma non solo.

Golden Globes 2018

Photo Credit: iodonna.it

Uno dei segnali più forti visti ai Golden Globe 2018 è stata la scelta da parte delle star di seguire un dress code total black, un gesto di silenzioso supporto al movimento “Me Too” e alla campagna “Time’s Up”, creata da 300 esponenti del mondo cinematografico – attrici, direttrici e sceneggiatrici – per raccogliere fondi per il sostegno legale a donne e uomini molestati sessualmente sul lavoro.

Time’s Up” significa letteralmente “tempo scaduto“, tempo scaduto per tacere sulle molestie sessuali e sulla mancanza di equità sul lavoro, come riporta il sito ufficiale del movimento. Ai Golden Globe questa protesta è iniziata sul tappeto rosso con una sfilata di abiti neri, sia maschili che femminili, ed è continuata durante la cerimonia con il discorso da standing-ovation di Oprah Winfrey, prima donna afroamericana a ricevere il premio alla carriera Cecil B.De Mille Award:

Per troppo tempo le donne non sono state ascoltate o credute quando hanno osato dire la loro verità contro questi uomini di potere. Ma il loro tempo è scaduto. Il loro tempo è scaduto. Il loro tempo è scaduto“.

Golden Globes 2018

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Dovendo attenersi ad un preciso dress code, molte attrici hanno espresso la loro personalità vestendo abiti neri arricchiti di piume, punti luce o trasparenze. Angelina Jolie ha catalizzato l’attenzione con un vestito Atelier Versace dalle ampie maniche velate, bordate da un trionfo di piume nere. Piume anche per la nostra Alessandra Mastronardi, che ha scelto un abito corto di Chanel per i suoi primi Golden Globe, grazie alla sua partecipazione a Master of None, serie Netflix candidata come “Miglior serie televisiva commedia o musicale“.

Eleganti e sofisticate, sono riuscite a brillare anche in nero Nicole Kidman (vincitrice di una statuetta per la sua performance in Big Little Lies) con un abito di Givenchy Couture, Penelope Cruz in un vestito di pizzo firmato Ralph & Russo e Catherine Zeta Jones, in Zuhair Murad.
Sono stati molto apprezzati anche l’outfit di Jessica Biel, grazie al suo abito principesco di Christian Dior dalle sfumature rosate e rossetto in tinta, e i look di Diane Kruger, fluttuante in una gonna di Prada, e Dakota Johnson, avvolta in un long-dress di velluto di Gucci, con strascico in tulle e cintura gioiello.

Golden Globes 2018

In alto: Angelina Jolie, Alessandra Mastronardi, Nicole Kidman Penelope Cruz. In basso: Catherine Zeta Jones, Jessica Biel, Diane Kruger, Dakota Johnson.

Altre star, invece, non solo hanno aderito alla regola del total black, ma hanno optato per abiti dalle linee molto semplici, limitando al minimo i luccichii, anche negli accessori. Tra queste hanno spiccato Claire Foy, in un tuxedo di Stella McCarteney, Emilia Clarke in Miu Miu, le due grandi attiviste Gal Godot e Jessica Chastain, in abito lungo rispettivamente Tom Ford e Armani Privé, e le co-star di Big Little Lies Reese Whiterspoon, in Zac Posen, e Zoe Kravitz, in Saint Laurent.

Golden Globes 2018

In alto: Claire Foy, Gal Godot, Jessica Chastain. In basso: Emilia Clarke, Reese Whiterspoon, Zoe Kravitz

Se alcune attrici hanno vivacizzato i loro outfit con dei tocchi di colore più o meno discreti, come il bustino arancione di Allison Williams o la fascia rossa portata in vita dalla star di This is Us, Mandy Moore, c’è anche chi ha deciso di non aderire a questa nobile iniziativa.
Sono tre queste pecore, nere di nome, ma non di fatto: la presidentessa della Hollywood Foreign Press Association Meher Tatna, l’attrice Blanca Blanco e la modella Barbara Meier.

Golden Globes 2018

Da sinistra a destra: Barbara Meier, Blanca Blanco e Meher Tatna

La modella tedesca ha motivato la sua decisione tramite il suo account Instagram, spiegando come la sua non sia stata una scelta dettata dalla vanità:

Time’s Up è un’iniziativa estremamente importante. Tuttavia, ho deciso di non indossare un abito nero. Lottiamo da anni per la libertà di indossare ciò che vogliamo. Se adesso poniamo un limite perché alcuni uomini non sanno controllarsi, per me è un grande passo indietro. Le donne americane dovrebbero brillare e scintillare nei loro colori“.

Meher Tatna, nel suo abito rosso, ha dichiarato ad Entertainment Tonight che la scelta dell’outfit è stata dettata da una ragione culturale, in quanto in India non si indossa il nero durante le celebrazioni; il suo supporto alla causa è stato comunque evidente grazie alla spilla di Time’s Up appuntata sul bavero. Blanca Blanco, in un abito rosso succinto e senza spilla, è quella che ha suscitato più critiche, ma l’attrice non ha ancora rilasciato un commento al riguardo.

Nonostante queste tre eccezioni, è stato significativo vedere i divi e le dive di Hollywood scendere in campo affianco delle più importanti attiviste, tutti uniti a supporto di un tema così delicato ed importante.

Il total black sul red carpet e i discorsi dal palco dei Golden Globe non fermeranno le molestie, ma sono un primo passo nella giusta direzione per aumentare la consapevolezza sull’argomento e dissipare il velo di omertà che troppo a lungo ha celato questo problema.

Golden Globe 2018

Da sinistra a destra: Emma Watson e l’attivista Marai Larsai, Maryl Streep e l’attivista Ai-jen Poo, Michele Williams e l’attivista Tarana Burke

Photo Credit: vanityfair.it