di Eleonora Galiotto

Lo scorso weekend Milano ha ospitato una delle iniziative più creative dell’anno, il Photo Vogue Festival, in cui vengono coinvolti fotografi emergenti e ospiti per talk tematici. Quest’anno si è tenuta la terza edizione in cui Vogue Italia ha deciso di mettersi in gioco su di un argomento alquanto sensibile e attuale, quello della diversità fisica e mentale.

Photo Credit: vogue.it

Embracing Diversity non è solo una mostra fotografica in cui possiamo vedere nuovi talenti esprimere tale tema in forme molto diverse, dall’allegoria alla satira, ma anche un insieme di talk in cui professionisti del settore, come antropologi ed artisti, discutono il tema dal loro punto di vista. La fotografia di moda è uno dei mezzi più potenti nella società di oggi, sopratutto grazie alla sua pervasività, politica e fashion system si intrecciano fino a formare quel flusso che fa nascere mostre come quella proposta da Vogue Italia.

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Al talk più importante “Gender equality in the photography industry. From fashion to reportage”, con ospiti del calibro di Arielle Bobb-Willis (fotografa presso Vogue NY) e Alessia Glaviano (Brand Visual Director di Vogue Italia), si è discusso del mondo della fotografia non solo da un punto di vista prettamente artistico, ma di come anche nel reportage le figure femminili e maschili vengano genderdizzate per scopi superficiali, senza scrupolo per la dignità del singolo e spesso alimentando stereotipi e discriminazioni. La questione risaltata maggiormente è quella della mascolinità e di cosa vuole dire nelle società contemporanee essere uomo, di sesso maschile, vestendo quelle che sono concezioni tradizionali e portandole in contesti che ormai pongono in crisi le ipocrisie maschiliste.

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La moda sta iniziando a comprendere come i vestiti trasversalmente indossati, la genderless fashion, sia la rivoluzione necessaria per compiere quel salto di qualità tanto ricercato e uscire dallo stallo in atto. Uno dei leader di questa rivoluzione è sicuramente Ezra Miller, che si fa portavoce del pensiero “I’m not a woman, I’m not a man, I’m just a soul”, ben esplicato nel suo ultimo photo shooting per Playboy.

Durante la visita alla mostra Embracing Diversity tutto questo viene riassunto in fotografie dall’interpretazione ambivalente, dove anche solo l’esaltazione del petto di un uomo può divenire seno femminile, ricco di vita, per un neonato privo di nutrimento. Ogni simbologia è utilizzata dagli artisti al fine di smembrare la diversità, renderla qualcosa di naturale, normale, quotidiano, in un percorso visivo che parte subito con immagini di forte impatto come uomini in vesti e atteggiamenti femminili, per finire con alterazioni della pigmentazione della pelle come la vitiligine. In molte immagini possiamo vedere parti del corpo che vengono catturate anche singolarmente, decontestualizzate, deculturalizzate, facendo esaltare ancor di più il messaggio, lo scopo di questa mostra: valorizzare la diversità accettandola in tutta la sua meraviglia.

Di seguito, la gallery dell’evento a cura di Eleonora Galiotto©