Il 13 giugno, in occasione della 92esima edizione di Pitti Immagine Uomo, la caratteristica settimana della moda fiorentina, è stata inaugurata la mostra temporanea Il Museo Effimero della Moda.

Prodotta da Fondazione Pitti Immagine Discovery, in collaborazione con due tra le più importanti istituzioni museali del mondo, Gallerie degli Uffizi e Palais Galliera, questa mostra è stata per Firenze l’occasione per rafforzare il suo status sul panorama della moda italiana e internazionale.

palazzo pitti

Palazzo Pitti

Nella suggestiva e storica location di Palazzo Pitti, avendo alle spalle la magnifica cornice del Giardino di Boboli, l’esposizione si snoda attraverso 18 sale in cui è possibile ammirare quasi 200 tra vestiti e accessori. Molti degli abiti sono usciti per la prima volta dalle scatole in cui erano conservati; altri, invece, saranno ammirati dal pubblico per l’ultima volta, prima che la loro fragilità li costringa a tornare nel limbo degli archivi.

Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha elogiato l’iniziativa del Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, finora il maggiore museo italiano dedicato alla moda:

“Ancora una volta Palazzo Pitti accoglie una mostra che indaga i meccanismi della moda e riflette sul suo senso profondo. Ed è un evento doppiamente importante: Il Museo Effimero infatti costituisce l’occasione di aprire gli archivi e offrire ai visitatori un nuovo punto di vista sulle collezioni e sugli spazi della Galleria del Costume e della Moda, che in questo modo porta a compimento il processo di evoluzione verso lo status di Museo della Moda di Palazzo Pitti.”

Entrando nella Galleria della Moda e del Costume, è possibile apprezzare un’inedita collezione di capi, grazie all’impressionante lavoro di recupero delle restauratrici della Galleria del Costume e del Palais Galliera.

Ogni sala approfondisce uno tra gli  innumerevoli temi del mondo della moda, ricoprendo un arco storico che va dalla metà dell’Ottocento, sino ai tempi più recenti con Fendi, Gucci, Dolce & Gabbana, Valentino, Armani, Prada e Lanvin.

Camminando sui tappeti rossi che delineano il percorso, passerete dall’ammirare l’uso del trompe-l’oeil e il trionfo delle piume, ad assistere alla rinascita del floreale negli anni Sessanta con Marlene Dietrich.

il museo effimero della moda

Nella sala Nuvole di Faille, grazie al Palais Galliera, si può ammirare la prima creazione della Maison di Christian Lacroix, un abito da sposa rosa in seta. Il capo prende di diritto un posto nel paradiso della moda effimera, in quanto “dopo essere stato al braccio di un completo da uomo, l’abito da sposa finisce senza un compagno nello scomparto di un armadio”.

il museo effimero della moda

Non mancano le stanze a tema monocromatico, come L’azzurro del cielo o Verde Effimero, dove si scopre l’affascinante storia di come questa tonalità prenda vita nei boschi scozzesi. Alcuni dei capi in vetrina risultano particolarmente interessanti, richiamando con i loro ricami i profili delle chiese fiorentine, celebri per i loro marmi verdi.

il museo effimero della moda

Di particolare stupore per gli occhi sono gli abiti dorati, come il dress da cocktail di Chanel, dalla linea classica e senza tempo, o i capi di Dolce & Gabbana: una maglia metallica dorata impreziosita da una gonna in perle e paillettes e un abito di seta ricamata con filo d’oro, paillettes e pietre.

il museo effimero della moda

Il tema dell’effimero si esplica particolarmente nella sala Gli abiti sospesi, in attesa, il cui scopo è quello di far capire che gli abiti appesi alle grucce sono solo stoffe, che diventato vestiti completi solo una volta indossati. In un’altra stanza, invece, capi diversi sono deliberatamente abbandonati su sedie e poltrone, orfani dimenticati di una storia passata.

il museo effimero della moda

Il Museo Effimero della Moda si interroga sul carattere fugace della moda, di cui l’esposizione si proclama sia narratrice, che vittima. Il 22 ottobre sarà l’ultimo giorno della mostra, che così diventa testimone della labilità del tempo e dell’aspetto passeggero della moda.

Il curatore Olivier Saillare, direttore del Palais Galliera e curatore anche della recente mostra parigina “Balenciaga, l’oeuvre au noir”, ha affermato:

La mostra è un’opportunità di reinventare la Galleria del Costume e della Moda di Palazzo Pitti. Speriamo che essa possa rinascere in seguito in un altro luogo, tra le mura infedeli di un museo, negli spazi dimenticati di un edificio”.

 

Per ulteriori informazioni riguardanti la mostra visitate il sito.

Photo Credit: Raffaella De Pietro