Artwave dedica il mese di settembre alla Letteratura in occasione delle diverse ricorrenze che quest’anno caratterizzano questo mese: 100 anni dalla nascita di Roal Dhal, 120 da quella di F. Scott Fitzgerald e 50 anni dalla morte di André Breton. Ed è proprio omaggiando uno tra i più grandi scrittori del Novecento americano, Fitzgerald, e il suo celebre romanzo “Il Grande Gatsby” che la sezione moda ha deciso di percorrere assieme a voi la storia del costume dei ruggenti anni ’20.

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Con la Grande Guerra e gli uomini impegnati al fronte, in tutta Europa, le donne iniziano ad entrare massicciamente nel mondo del lavoro anche in settori fino a quel momento riservati agli uomini. Sono soprattutto le donne del popolo che si mobilitano nell’industria bellica, nel settore dei servizi, nei lavori agricoli e nella confezione delle divise; mentre le donne di classi sociali agiate si impegnano in attività politico-patriottiche di assistenza e volontariato. La donna inizia quindi a desiderare abiti semplici e pratici, che le permettano di lavorare e gestire al meglio le proprie attività quotidiane. Dopo la fine della guerra, le garçonne, troveranno risposta al loro desiderio di emancipazione in Chanel.

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Nella prima parte del decennio, la moda mondiale è influenzata dai ritrovamenti avvenuti nella tomba di Tutankamen; gli abiti sono adornati da fantasie che richiamano le scoperte fatte in Egitto, arabeschi, colori vivaci e riferimenti alla simbologia e cultura egizia svettano un po’ ovunque prima di passare a un’eleganza universalmente riconosciuta, quella dei velluti e delle morbide sciarpe da portare al collo. Successivamente in Italia inizia a prender piede l’abito futurista (di cui abbiamo parlato precedentemente qui), mentre in Francia è Chanel la protagonista assoluta degli anni ’20; capace di farsi interprete delle nuove esigenze, essere arbitro del gusto e dello stile della nuova generazione di donne pronte a combattere per le propria libertà.

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Nata a Saumur, nella Valle della Loira, dopo un’infanzia difficile e una rigorosa educazione in collegio, Gabrielle Chanel, poi detta ‘Coco’, insegue con ostinazione uno stile di vita differente. Nel 1913 apre il primo negozio di cappelli e abbigliamento sportivo a Parigi, al 21 di Rue Cambon e un altro a Deauville, famosa località balneare, riscontrando un notevole successo. Le sue prime creazioni sono modelli sportivi ispirati all’abbigliamento maschile: capi semplici, con linee squadrate e gonne accorciate.

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Nel 1926 Chanel presenta quella che verrà definita ‘la divisa da sera per la donna moderna’, un sobrio turno in crepe de chine nero, consegnato alla storia della moda come “le petit noir”. La rivista americana Vogue lo ribattezza “La Ford di Chanel” paragonandolo alla Ford T costruita a Detroit: il tubino ha un design moderno come il modello della Ford. Ridotto agli elementi essenziali, rigorosamente nero, esprime il concetto di democratizzazione universale della moda. Chanel, al contrario delle altre Maison parigine, si rivolge ad un pubblico di massa piuttosto che ad uno elitario.

July or August 1961, Paris, France --- Fashion designer Coco Chanel adjusts the armhole of a model's dress with an assistant. --- Image by © Douglas Kirkland/CORBIS

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